Giovedì 28 Gennaio 2010 11:30

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Metti una sera a cena, in una location moderna ed accogliente come il Palatium, l’Enoteca Regionale del Lazio, i piatti creati da Oreste Romagnolo, chef di uno dei più rinomati ristoranti del basso Lazio, Orèstorante di Ponza, la piacevole compagnia di Valentina Romagnolo, moglie dello chef e di altri amici.

Metti che era ieri sera: che bella sera!
 
Slow Food incontra l’Enoteca Regionale Palatium”, è il titolo del progetto volto a far scoprire i territori della regione, in particolare quello della provincia di Latina. E ieri, lo abbiamo tutti scoperto ed apprezzato. Questo il menù proposto ed i vini abbinati
 
Stuzzichino di benvenuto
Schiacciata di patate con seppie marinate e Bloody Mary
Vino: spumante di moscato di Terracina secco Oppidum 2008 Cantina Sant’Andrea
Davvero sublime!
 
Bretelle di tonno marinate con olio tiepido al rosmarino
Trito di dentice su gelato di patate
Macedonia di pesce con acqua di mare                                                        
Vino: Moro 2008 Marco Carpineti
Quest’estate a Ponza ho avuto la fortuna di mangiare da Oreste parecchie volte…e riassaggiare questi sapori mi ha fatto rivivere quelle serate magiche.
 
Cannelloni croccanti di calamaro e ricotta                                                              
Vino: Syrah 2007 Casale del Giglio
Un debutto  che ho apprezzato moltissimo!
 
Filetto di spigola di Ponza con panatura di gamberi e gamberone                                         
Vino: Nero Buono di Cori 2006 Cincinnato
Oreste ha un allevamento di spigole biologico nelle acque limpide del mare di Ponza: ho fatto un tuffo nelle vasche durante la pesca, ed è una vera emozione!
 
Cassatina di ricotta su frolla di zenzero, con mousse di pistacchi e crema di limone
Ratafià Madrea
Il nostro comune amico Maurizio Santin sostiene che la cassatine di Oreste sia migliore della sua…e io concordo!
 
PONZA2.JPGComunque, ogni piatto è stato per me una fotografia della meravigliosa Ponza e di Orestorante, che gode di una delle viste più belle dell’intera isola.
 
Qualche informazione in più sull’Enoteca Regionale. Situata a due passi da Piazza di Spagna, l'Enoteca Regionale del Lazio “Palatium” è nata con l'intento di comunicare e valorizzare, attraverso l'enogastronomia tipica, la storia, la cultura e le tradizioni dell'intero territorio regionale e di fornire alle aziende laziali un concreto supporto promozionale e commerciale. In questo senso, Palatium mette in rete oltre 600 aziende di qualità della regione e fa girare al suo interno, stagione per stagione, oltre 1000 prodotti l’anno.
Inoltre si propone come uno dei pochi ristoranti/wine bar a km 0, certificato al cento per certo.
 
Lunedì 25 Gennaio 2010 09:57

 
 

Nel 1994, quando ho iniziato a lavorare in TV, un giovane produttore mi diede fiducia e mi fece condurre il mio primo programma “Disney Club”: si chiamava Marco Cingoli. Adesso Marco è Vice presidente della Sony Pictures Television e abbiamo scoperto, nel corso degli anni, di condividere la passione per il buon cibo ed il buon vino. Passione che a me ha aperto la strada del Gambero Rosso Channel e a lui la porta della Cingolata.
 
CINGOLATA2_EDITED.JPGSull’home page del suo sito potete leggere: “Molti hanno assaporato le sue prelibatezze nel corso degli anni, altri si sono lamentati di non averlo ancora mai potuto fare, tanti hanno addirittura dichiarato di essere disposti a pagare pur di poter godere delle sue sbalorditive capacità di chef! Ebbene, soprattutto per questi ultimi Marco Cingoli e sua moglie Federica, insieme agli amici Augusto Pacini e Rossana Cavicchia dell’Hosteria Borsieri (a Roma in Via Borsieri 33), hanno ideato un evento esclusivo ed unico nel suo genere. Si tratta di una serie di gustose cene mensili, in occasione delle quali Marco ha il piacere di preparare alcuni dei suoi famosi piatti. I menù sono fissi, ma ogni volta diversi, sempre frutto della proverbiale creatività e della fantasia di Marco; ma non mancano anche piatti tipici della tradizione culinaria italiana”. Tutto vero.
 
 
 
CINGOLATA1_EDITED.JPGDomenica ho partecipato all’Act 10: atmosfera familiare, sorrisi, gente dello spettacolo, amici, parenti. Questo il menù: aspettando… i ritardatari (nel gruppo c’ero anche io, ma ho avuto la fortuna di assaggiare lo stesso!) pomodorini caramellati e mousse di Praga. Poi un piccolo benvenuto dello chef, gricia mignon, ovvero gelatina di pecorino, mezza manica e stecca di guanciale; i primi: millefoglie di carasau con verdure grigliate e primo sale, nappato con emulsione al basilico, poi la zuppa di cavolo nero e farina gialla e gli spaghettoni alle cipolle.
 
CINGOLATA3_EDITED.JPGIl secondo: stracotto “24+5” (marinato per 24 ore nel vino e cotto 5 ore), con un contorno di indivia belga dal cuore dolce (un pezzettino di ananas) brasata. Poi una squisita pera “a sorpresa”: scavata, e ripiena di una crema fatta con ricotta, amaretti, scorza d’arancio e rum, nappata con una riduzione di vino rosso, succo d’arancio, zucchero e cacao in polvere. CINGOLATA4_EDITED.JPG
Prima di scappare da Tom, che era a casa con la babysitter, sono riuscita anche ad assaggiare le friabilissime chiacchiere di Carnevale.
Non so quando decideranno di preparare l’Act 11, e non so se questa dicitura è dedicata all’altra grande passione di Marco, ovvero le barche, ma so che ci sarò.
Per informazioni lacingolata@gmail.com
 
 
Domenica 24 Gennaio 2010 17:32

 
MARMELLATA IN COTTURA_EDITED.JPG
Ho una vera passione per le conserve. Credo che sia il miglior modo per ricordare i profumi, gusti e, soprattutto, attimi, che poi volano via, dietro lo scandire delle stagioni.

Quest'anno mi sono cimentata nelle pesche sciroppate, nella confettura di pesche e in quella di fichi (ad Agosto), a novembre ho preparato quella di pere, e quando mia zia Francesca mi ha portato un cesto di arance amare non ho saputo resistere... Così ho chiesto a mia cognata Sophie, inglese, le istruzioni per preparare la marmalade. Ieri avevo il pomeriggio libero e così l'ho preparata. E' venuta buonissima...per forza, direte voi, ogni scarrafone è bello a mamma sua...! allora provate, per credere.

MARMELLATA DI ARANCE AMARE  (ricetta di SOPHIE BREW)

Arance amare
Zucchero semolato
 
Pulisci le arance con uno spazzolino sotto l’acqua corrente. Poi mettile in una pentola con acqua e falle bollire fino a che saranno morbide (la prova di morbidezza consiste nell’infilare uno stecchino di legno). Tieni da parte l’acqua di cottura. Lasciale raffreddare leggermente, tagliale a meta, togli i semi, raccogli la polpa con un cucchiaio e mettila in un contenitore. Tieni da parte le bucce. Ripeti l’operazione con tutte le arance. Taglia le bucce di 4 arance (le più belle), in piccoli petali e ricava delle striscioline, come se fossero delle piccolissime scorzette. Frulla le restanti bucce in un mixer. Aggiungi alla polpa delle arance le scorzette e le bucce tritate. Pesa il composto e aggiungi ad ogni 500 gr di composto 500 ml di acqua di cottura. Metti il tutto in una pentola capiente sul fuoco e lascia cuocere per circa 10 minuti. Poi aggiungi lo zucchero, 1 kg per ogni kg di composto (rapporto 1:1). Cuoci fino a che la marmellata non è pronta, ovvero fino a quando, messa una piccola goccia di marmellata su di un piattino freddo, girando il piattino questa non scivolerà (circa 40 minuti)!BARATTOLI MARMELLATA.JPG Versa la marmellata nei barattoli che hai precedentemente lavato e sterilizzato e chiudi i tappi finchè è caldissima. Ricorda: i barattoli di vetro con la chiusura a vite si possono riutilizzare ma i tappi no, vanno riacquistati ogni volta! Una piccola accortezza per un risultato sicuro!
Buon divertimento! 

  

Martedì 19 Gennaio 2010 19:06

17, 18 e 19 gennaio: 3 giorni all’insegna della neve e della buona cucina! Nata da un’idea di Norbert Niederkofler (triforchettato chef altoatesino del St. Hubertus n.d.a.), la Chef’s Cup è un appuntamento gourmand e lifestile che raduna i principali protagonisti della migliore cucina nazionale e internazionale, in una cornice mozzafiato come quella dell’Alta Badia. Io sono alla terza partecipazione e tutti gli anni mi cimento nella gara di sci (sfiorando il podio ogni volta!), ed assaggiando i piatti preparati dai cuochi che arrivano da tutto il mondo.

Quest’anno protagonisti della prima serata, quella di domenica, i Dolo ”Mitici”, i tre chef stellati dell’Alta Badia, ovvero Norbert Niederkofler, Claudio Melis (Rist. La Siriola), e Arturo Spicocchi (Rist. La Stua de Michil). La serata si è poi conclusa in allegria al Ciasa Salares di San Cassiano dove Andrea Berton e Gennaro Esposito hanno ufficialmente aperto i festeggiamenti per i loro 40 anni! CHEF'CUO2010_1.JPG
CHEF'CUP2010_2.JPGSecondo giorno, lunedì, gara di sci e subito dopo la casa della Coppa del Mondo di sci ospita il tradizionale “pasta party” che ha visto protagonisti chef emiliani Gianni D’Amato (Rist. Il Rigoletto, Reggiolo), Filippo Chiappini Dattilo (Antica Osteria del Teatro, Piacenza), Marco Parizzi (Ristorante Parizzi, Parma), Aurora Mazzucchelli (Ristorante Marconi, Bologna). In serata tutti al Moritzino il mitico rifugio sul Piz la Ila per la cena siciliana! Ai fornelli: Pino Cuttaia (Rist. La Madia, Licata), Pietro D’Agostino (Rist. La Capinera, Taormina), Accursio Craparo (Rist. La Gazza Ladra, Modica), Francesco Cassarono (Rist. Caravanserraglio, Ragusa) e Corrado Assenza (Rist. Caffè Sicilia, Noto). E dopo questa bella mangiata si sono aperte le danze e sono continuati i festeggiamenti per un il "finto" compleanno di Gennaro (dal momento che i 40 li compirà a marzo!!!): apertura di tappi, fiumi di Ferrari Rosè e balli scatenati! Poi giù per la nera della Gran Risa e poi abbiamo raggiunto tutti al vodka party al Murin, apres-sky dell’Hotel La Perla, dove Gennaro, vero protagonista della serata, ha continuato a festeggiare il suo fantomatico compleanno!!!
 
Non so come mi siano rimaste energie per il terzo giorno, ovvero oggi: sole, cielo azzurro e montagna innevate sono state la cornice ideale della terrazza del Ciasa Salares, dove abbiamo gustato “Fondue e Bollicine Ferrari riserva Lunelli”, ovvero un brunch con gli chef svizzeri in vista della prima edizione della Chef's Cup in terra elvetica, appunto, che si terrà a Gstaad a Marzo. Stasera ci sarà la cena di gala di solidarietà, per l’Istituto Modigliani e la Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus, che vedrà gli chef alle prese con un menù scritto e disegnato da Amedeo Modigliani nel 1919.
 
La manifestazione è aperta al pubblico e il prossimo anno non ve la dovete perdere, perché in Alta Badia si “scia con gusto”! per saperne di più www.altabadia.org
 
Sabato 16 Gennaio 2010 17:40

 
 
 
 
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Conoscete la mia passione per la cucina, sapete di quella per la tavola, leggete di quella per la casa, è i più attenti avranno capito che amo i bijoux! Quindi il Macef è la MIA fiera! 1.800 espositori su una superficie di 10mila metri quadrati ripartiti nei tradizionali 4 settori merceologici: Tavola e Cucina, Regalo, Decorazione della casa e Bijoux e accessori moda. Come resistere a tutte queste tentazioni? L’unica possibilità è cedere! Tra le novità di quest’anno anche lo stand del Gambero Rosso dove è di scena il Cooking Show, ovvero lezioni di cucina tenute dallo chef Luca Ogliotti. Io ho avuto la fortuna di assaggiare le ricette del Menù Vegetariano…che buone.

Molti sono gli oggetti che mi hanno colpito durante le 7 ore che ho passato in giro tra gli stand, e alcuni di loro li potete vedere nella fotogallery.MACEF6_EDITED.JPGMACEF7_EDITED.JPGMACEF4_EDITED.JPG

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Giovedì 14 Gennaio 2010 12:27

Qualche tempo fa ho ricevuto un invito da Assovetro, l'Associazione Nazionale degli Industriali del vetro, per visitare una vetreria. E così ieri pomeriggio ho accettato l'invito e mi sono diretta, con Tommaso al seguito, ad Aprilia, per visitare gli impianti della O-I. E ho scoperto che si fa presto a dire "bottiglia di vetro"! Oggi la mia conoscenza in merito al vetro, alla lavorazione e ai suoi pregi è davvero più completa!

ROTTAMI VETRO_EDITED.JPGInnanzitutto, questa vetreria si occupa della produzione di contenitori alimentari in vetro bianco. Certo, direte voi, il vetro esiste in più colorazioni! Questo lo sapevo anch'io, ma non avevo riflettuto, per esempio, sull'eventualità di non poter riutilizzare tutti gli scarti colorati derivanti dalla raccolta differenziata: qui si possono usare solo quelli bianchi! Quindi, dato che in Italia non esiste una raccolta per colore, bisogna acquistare rottami all'estero, soprattutto in Germania. I rottami di vetro trattato e selezionato sono fondamentali nel processo di produzione perchè maggiore è la quantità di rottame inserito nel forno e minore è l'energia utilizzata per la fusione: un impiego dell'80% del rottame porta ad un risparmio energico del 20%. Da bottiglia nasce bottiglia...ma bottiglia bianca nasce solo da bottiglia bianca...

BOCCA DEL FORNO _EDITED.JPGVestiti di tutto punto (non oso pubblicare la mia foto con occhiali di protezione, cappellino e camice per dignità!) e accompagnati dal gentilissimo Ing. Renato Freschi, abbiamo cominciato il nostro tour per lo stabilimento! Davvero impressionante (oserei definirlo "infernale"!), il calore che viene sprigionato nel forno...anche se io ho constatato solo l'esterno e sono riuscita a guardare l'interno con uno speciale specchio: voi sapete a che temperatura fonde il vetro? circa 1600° . Dopo la fusione il vetro viene "tagliato" in piccole gocce che scorrono all'interno di una macchina che le pressa e le soffia fino a formare la bottiglia o il contenitore. 

BOTTIGLIE_EDITED.JPGIl processo continua in un secondo forno dove avviene una ricottura che stabilizza le molecole del vetro. A questo punto partono una serie di controlli di qualità e i contenitori difettati o rotti vengono rimessi nel forno. Davvero un gran lavoro. 

Quando acquistiamo un prodotto dovremmo tenere presenti anche le qualità del suo imballo: ed il vetro ne ha tante. Per cominciare è sano. Può essere sterilizzato, resiste alle alte temperature e non rilascia sostanze nocive agli alimenti che contiene. E' l' unico imballo a cui è riconosciuto un valore in termini di garanzia sanitaria; è ecocompatibile, riciclabile al 100%; è impermeabile ai liquidi, ai gas e agli agenti microbici. E dura da più di 5000 anni!

Insomma, Tommaso si è divertito un mondo e io di più: volevo ringraziare l'Ing Giorgio de Giovanni direttore di Assovetro per l'invito e l'Ing. Freschi per aver avuto la pazienza di spiegarci tutto il processo e tutte le persone che abbiamo incontrato nel nostro giro e che si dedicano alla creazione di questo meraviglioso materiale!

 

Martedì 12 Gennaio 2010 11:33

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In occasione della prima puntata della “Scuola - Cucina di Classe” ho organizzato un gruppo di ascolto con alcuni amici! Una di loro, Emanuela, è celiaca…il che significa che ha “un’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale. Per curare la celiachia, attualmente, occorre escludere dal proprio regime alimentare alcuni degli alimenti più comuni, quali pane, pasta, biscotti e pizza, ma anche eliminare le più piccole tracce di farina da ogni piatto”. Questo implica un forte impegno di educazione alimentare da parte di chi ne soffre, ma anche di chi ti invita a cena!!!! Alla fatidica domanda di Francesca e Mario, altri amici invitati: “cosa ti portiamo, un dolce?”, ho dovuto spiegare che uno degli invitati un dolce, che come ingrediente ha la farina, non avrebbe mai potuto mangiarlo! E così i due non si sono persi d’animo…dopo un’attenta ricerca su internet hanno trovato un negozio di alimenti per celiaci e si sono presentati con pizzette per l’aperitivo, due differenti tipi di pasta ed un mitico millefoglie (vedi foto!)! Inutile raccontarvi la felicità di Emanuela: non l’ho mai vista abbuffarsi così…credo che abbia preso 2 kg nella serata, e per di più è uscita da casa mia con il piccolissimo pezzetto di dolce avanzato, peraltro buonissimo, sotto braccio! Il negozio è a Roma e si chiama Celiachiamo, è in via Cipro 4/L, potete trovarci di tutto: pane, pasta, pizza, farina…e tanti altri prodotti che non immaginereste neanche di poter gustare. Se volete saperne di più sull’argomento fate come ho fatto io: mi sono documentata sul sito nuovo sito dell’AIC - Associazione Italiana Celiachia. E se volete segnalare negozi nella vostra città, fatelo pure, siamo qui per questo!

Mercoledì 06 Gennaio 2010 17:50

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Questo ultimo post sulle vacanze cortinesi lo sto scrivendo alla mia scrivania...con un po' di malinconia (fa pure rima...!). Lunedì sera abbiamo organizzato con alcuni amici una cena meravigliosa al rifugio Dibona a 2.080 mt, sotto le Tofane e sotto un incredibile cielo stellato. Il rifugio è stato costruito negli anni '50 da Mario Recafina, oggi è gestito dal figlio Riccardo, che è anche lo chef, e dal nipote Nicola. Per raggiungerlo si può salire sulla motoslitta: noi l'abbiamo fatto con un bel -17°, meno male che ci sono delle coperte in dotazione, altrimenti si rischia il congelamento nel tragitto, che per fortuna è solo di 10 minuti!

Il menù serale è fisso: si inizia con un antipasto, sformatino di formaggio e involtini di speck, poi ci si abbuffa con i primi, buonissimi: casunziei verdi al burro fuso, tortelloni ai funghi e garganelli radicchio e salsiccia. Per secondo arriva un bel piatto di carne mista composto da costata di vitellone, wurstel, salsiccia, braciola di maiale, accompagnata dalla polenta, dalle verdure ai ferri e dalle gustose patate ampezzane.

Se si è ben "allenati" si possono assaggiare anche i dolci, peraltro deliziosi: strudel e crostata alla marmellata di mirtilli rossi. Gnam, gnam e ancora gnam! Per finire non vi lasciate scappare la digestiva grappa al cumino che fa Nicola, personalmente.

Il rifugio è aperto in inverno dal 26 dicembre al 6 gennaio, poi tutti i weekend (venerdì sera-domenica a pranzo), fino a Pasqua. Durante l'estate da metà giugno a metà settembre. Vi consiglio di prenotare, il numero è 0436 860294.

...e rotolando siamo scesi giù!

Lunedì 04 Gennaio 2010 17:22

L'anno nuovo è appena cominciato (auguri!!!) e la mia vacanza cortinese volge al termine…domani si torna a Roma: in questi giorni ho fatto grandi sciate, gustato buon cibo nei rifugi e mi sono divertita con un po’ di sano shopping. A questo proposito vorrei segnalarvi qualche indirizzo “segreto”. Allora cominciamo: per una buona colazione, una pausa dolce o un buon krapfen caldo dopo sci bisogna andare alla PASTICCERIA GHEDINA (via Grava di Sotto 9/A, tel 0436 860400), si possono ordinare focacce calde e torte ed è aperta, con orario continuato, dalle 7.30 alle 20.

Per acquistare oggetti e decorazioni per la casa un indirizzo da segnare e sottolineare con l’evidenziatore è AMPEZZAN FIORI & AMPEZZAN_FIORI.jpgCASA: nel laboratorio/negozio di via della Stazione 25 (tel 0436868630 www.fiori.it), si possono trovare tessuti, quadri, mobili, composizioni su misura, candele, lampade, cuscini e soprattutto grandi cuori…e visto che colleziono cuori di ogni materiale e formato, ogni volta che entro me ne porto via una scatolone pieno! Ieri ne ho acquistati di feltro: colori e grandezze diverse per realizzare spille da regalare, come porte-bonheur, per le persone a cui voglio bene.
Per i fiori e le decorazioni floreali potete visitare anche la loro fioreria di via Marconi 14/e.
 
Dopo una giornata intensa e per un gustoso aperitivo vado da BRIO DI VINO (largo Poste 17 tel 0436 862218): un’ottima selezione di vini alla mescita e salumi; chi vuole vedere e farsi vedere si può fermare al piano superiore, io preferisco la sala al piano inferiore, più intima e silenziosa, per scambiare quattro chiacchiere in piacevole compagnia.
 
Domani preparo le valigie... perché quelle dell’andata sono sempre più vuote di quelle del ritorno?         


 

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