Metti una sera a cena, in una location moderna ed accogliente come il Palatium, l’Enoteca Regionale del Lazio, i piatti creati da Oreste Romagnolo, chef di uno dei più rinomati ristoranti del basso Lazio, Orèstorante di Ponza, la piacevole compagnia di Valentina Romagnolo, moglie dello chef e di altri amici.
Quest'anno mi sono cimentata nelle pesche sciroppate, nella confettura di pesche e in quella di fichi (ad Agosto), a novembre ho preparato quella di pere, e quando mia zia Francesca mi ha portato un cesto di arance amare non ho saputo resistere... Così ho chiesto a mia cognata Sophie, inglese, le istruzioni per preparare la marmalade. Ieri avevo il pomeriggio libero e così l'ho preparata. E' venuta buonissima...per forza, direte voi, ogni scarrafone è bello a mamma sua...! allora provate, per credere.
MARMELLATA DI ARANCE AMARE (ricetta di SOPHIE BREW)
17, 18 e 19 gennaio: 3 giorni all’insegna della neve e della buona cucina! Nata da un’idea di Norbert Niederkofler (triforchettato chef altoatesino del St. Hubertus n.d.a.), la Chef’s Cup è un appuntamento gourmand e lifestile che raduna i principali protagonisti della migliore cucina nazionale e internazionale, in una cornice mozzafiato come quella dell’Alta Badia. Io sono alla terza partecipazione e tutti gli anni mi cimento nella gara di sci (sfiorando il podio ogni volta!), ed assaggiando i piatti preparati dai cuochi che arrivano da tutto il mondo.
Conoscete la mia passione per la cucina, sapete di quella per la tavola, leggete di quella per la casa, è i più attenti avranno capito che amo i bijoux! Quindi il Macef è la MIA fiera! 1.800 espositori su una superficie di 10mila metri quadrati ripartiti nei tradizionali 4 settori merceologici: Tavola e Cucina, Regalo, Decorazione della casa e Bijoux e accessori moda. Come resistere a tutte queste tentazioni? L’unica possibilità è cedere! Tra le novità di quest’anno anche lo stand del Gambero Rosso dove è di scena il Cooking Show, ovvero lezioni di cucina tenute dallo chef Luca Ogliotti. Io ho avuto la fortuna di assaggiare le ricette del Menù Vegetariano…che buone.
Qualche tempo fa ho ricevuto un invito da Assovetro, l'Associazione Nazionale degli Industriali del vetro, per visitare una vetreria. E così ieri pomeriggio ho accettato l'invito e mi sono diretta, con Tommaso al seguito, ad Aprilia, per visitare gli impianti della O-I. E ho scoperto che si fa presto a dire "bottiglia di vetro"! Oggi la mia conoscenza in merito al vetro, alla lavorazione e ai suoi pregi è davvero più completa!
Innanzitutto, questa vetreria si occupa della produzione di contenitori alimentari in vetro bianco. Certo, direte voi, il vetro esiste in più colorazioni! Questo lo sapevo anch'io, ma non avevo riflettuto, per esempio, sull'eventualità di non poter riutilizzare tutti gli scarti colorati derivanti dalla raccolta differenziata: qui si possono usare solo quelli bianchi! Quindi, dato che in Italia non esiste una raccolta per colore, bisogna acquistare rottami all'estero, soprattutto in Germania. I rottami di vetro trattato e selezionato sono fondamentali nel processo di produzione perchè maggiore è la quantità di rottame inserito nel forno e minore è l'energia utilizzata per la fusione: un impiego dell'80% del rottame porta ad un risparmio energico del 20%. Da bottiglia nasce bottiglia...ma bottiglia bianca nasce solo da bottiglia bianca...
Vestiti di tutto punto (non oso pubblicare la mia foto con occhiali di protezione, cappellino e camice per dignità!) e accompagnati dal gentilissimo Ing. Renato Freschi, abbiamo cominciato il nostro tour per lo stabilimento! Davvero impressionante (oserei definirlo "infernale"!), il calore che viene sprigionato nel forno...anche se io ho constatato solo l'esterno e sono riuscita a guardare l'interno con uno speciale specchio: voi sapete a che temperatura fonde il vetro? circa 1600° . Dopo la fusione il vetro viene "tagliato" in piccole gocce che scorrono all'interno di una macchina che le pressa e le soffia fino a formare la bottiglia o il contenitore.
Il processo continua in un secondo forno dove avviene una ricottura che stabilizza le molecole del vetro. A questo punto partono una serie di controlli di qualità e i contenitori difettati o rotti vengono rimessi nel forno. Davvero un gran lavoro.
Quando acquistiamo un prodotto dovremmo tenere presenti anche le qualità del suo imballo: ed il vetro ne ha tante. Per cominciare è sano. Può essere sterilizzato, resiste alle alte temperature e non rilascia sostanze nocive agli alimenti che contiene. E' l' unico imballo a cui è riconosciuto un valore in termini di garanzia sanitaria; è ecocompatibile, riciclabile al 100%; è impermeabile ai liquidi, ai gas e agli agenti microbici. E dura da più di 5000 anni!
Insomma, Tommaso si è divertito un mondo e io di più: volevo ringraziare l'Ing Giorgio de Giovanni direttore di Assovetro per l'invito e l'Ing. Freschi per aver avuto la pazienza di spiegarci tutto il processo e tutte le persone che abbiamo incontrato nel nostro giro e che si dedicano alla creazione di questo meraviglioso materiale!
Il menù serale è fisso: si inizia con un antipasto, sformatino di formaggio e involtini di speck, poi ci si abbuffa con i primi, buonissimi: casunziei verdi al burro fuso, tortelloni ai funghi e garganelli radicchio e salsiccia. Per secondo arriva un bel piatto di carne mista composto da costata di vitellone, wurstel, salsiccia, braciola di maiale, accompagnata dalla polenta, dalle verdure ai ferri e dalle gustose patate ampezzane.
Se si è ben "allenati" si possono assaggiare anche i dolci, peraltro deliziosi: strudel e crostata alla marmellata di mirtilli rossi. Gnam, gnam e ancora gnam! Per finire non vi lasciate scappare la digestiva grappa al cumino che fa Nicola, personalmente.
Il rifugio è aperto in inverno dal 26 dicembre al 6 gennaio, poi tutti i weekend (venerdì sera-domenica a pranzo), fino a Pasqua. Durante l'estate da metà giugno a metà settembre. Vi consiglio di prenotare, il numero è 0436 860294.
...e rotolando siamo scesi giù!
L'anno nuovo è appena cominciato (auguri!!!) e la mia vacanza cortinese volge al termine…domani si torna a Roma: in questi giorni ho fatto grandi sciate, gustato buon cibo nei rifugi e mi sono divertita con un po’ di sano shopping. A questo proposito vorrei segnalarvi qualche indirizzo “segreto”. Allora cominciamo: per una buona colazione, una pausa dolce o un buon krapfen caldo dopo sci bisogna andare alla PASTICCERIA GHEDINA (via Grava di Sotto 9/A, tel 0436 860400), si possono ordinare focacce calde e torte ed è aperta, con orario continuato, dalle 7.30 alle 20.
CASA: nel laboratorio/negozio di via della Stazione 25 (tel 0436868630 www.fiori.it), si possono trovare tessuti, quadri, mobili, composizioni su misura, candele, lampade, cuscini e soprattutto grandi cuori…e visto che colleziono cuori di ogni materiale e formato, ogni volta che entro me ne porto via una scatolone pieno! Ieri ne ho acquistati di feltro: colori e grandezze diverse per realizzare spille da regalare, come porte-bonheur, per le persone a cui voglio bene.






qualcuno sa darmi la ricetta che ha fatto Mario To...
tanto l'autrice non si arrabbia... mi hanno detto ...
Brava Francesca, correrò subito a comprarlo!In boc...
Propongo a tutti i fedeli lettori del blog e non s...
ci sono riuscito è venuta buonissima! grazie per l...