Sabato 31 Ottobre 2009 16:30

CASTING_09.JPG
Abbiamo concluso ieri pomeriggio alle 17 il casting per "La scuola: cucina di classe", il primo talent show enogastronomico italiano, che condurrò a Dicembre, anche se sarà in onda sul Gambero Rosso Channel a Gennaio. Un'esperienza interessante e divertente che ha mi ha portato ad una serie di considerazioni.

1. Nelle case degli italiani si cucina, molto e bene. 

2. C'è un "esercito" di foodies in Italia, preparati, simpatici e pronti a mettersi alla prova, anche davanti alle telecamere. 

3. Molti di loro hanno un sogno nel cassetto in comune: aprire un piccolo ristorante, max 20 coperti.

4. Qualcuno si occupa già di ristorazione, facendo magari, anche per gioco, lo chef a domicilio.  

5. Tutti, anche quelli che si considerano bravi, sono desiderosi di migliorare: corsi e stage sono i premi più agognati!

6. Tanti, stanchi del proprio lavoro, vedono la cucina come uno sbocco professionale: stiamo imparando, quindi, a dare più retta alla nostra pancia, in tutti i sensi!

6. Alcuni di loro, purtroppo un buon numero, sono disoccupati e a maggior ragione vedono la cucina come sbocco professionale.

7. Sarà difficile dover scegliere tra tanti validi... sperando che non si offenda nessuno, i meccanismi della televisione, ma anche della vita, ce lo impongono. 

Martedì 27 Ottobre 2009 15:16

TRE_FORCHETTE_09.jpg
Grande, grandissima cena quella che ho avuto il privilegio di gustare ieri sera, in occasione delle Tre Forchette, ovvero l'evento che ogni anno festeggia la Guida ai Ristoranti d'Italia del Gambero Rosso. Un'occasione per fare festa tutti insieme, anche con i miei amici e colleghi come Laura Ravaioli o Maurizio Santin (con me nella foto), che magari non riesco ad incontrare frequentemente!

Una Città del Gusto gremita di ospiti ha applaudito i ventuno grandi cuochi e cuoche (cliccate qui per la lista completa), che hanno realizzato davvero piatti straordinari. Io ero seduta nel Salone degli Eventi e non ho lasciato una sola briciola di "scampi, uva bianca, fegato grasso" di Antonino Cannavacciuolo, "saor di alici, scampi e lamponi" di Corrado Fasolato, "tortelli di lepre con salsa di topinambur e olio affumicato" di Valeria Piccini, "guancetta di maiale grasata su purè di scarola" di Heinz Beck, e per finire "pinguino di cioccolato Guanaja 70% con mousse di canditi e salsa ai pistacchi di Bronte, biscotti con zabaione al Marsala e Moscato d'Asti" di Giovanni Santini. Una vera e propria festa dei sensi!

Ancora una volta, però, devo annotare che l'alta cucina italiana è il regno del "maschio" : 5 sole le donne nell'olimpo, Nadia Santini, Valeria Piccini, Fabrizia Meroi e le signore Fischetti. E' davvero così difficile per una donna raggiungere i vertici? e se sì, perchè? 

Giovedì 22 Ottobre 2009 15:04

IMG_2624_RE_EDITED.JPG
Sono bloccata a casa da una fastidiosa influenza, ma sto sfruttando il forzato stop per creare le "tavole delle feste", che saranno pubblicate sullo speciale Natale allegato al prossimo numero della rivista Gambero Rosso, da non perdere assolutamente!

La passione della decorazione della tavola ce l'ho sempre avuta, sin da bambina, ed è cresciuta con lo sguardo curioso che contraddistingue il mio modo di informarmi: la mia casa è invasa di libri, riviste, ritagli, stampe, tutto quello che nel tempo mi colpisce e mi incuriosisce. Acquisto le mie letture principalmente su internet (www.hoepli.it oppure www.amazon.com), ma se entro in una libreria non riesco certo ad uscire a mani vuote!!! Per non parlare dell'edicola!

Quando vado indietro a sfogliare le mie precedenti ricerche, mi accorgo di quanto sia mutato il mio gusto: vado dalla fase "zen-minimalista" a quella barocca, dall'all white al full colour, dal viola al verde, dal country al cittadino. Però è davvero interessante verificare quanto la nostra casa cambi e cresca con noi e con le nostre esigenze. L'importante è non buttare via niente! Prima o poi quella tovaglia, o quel servizio di piatti, quel candelabro ci serviranno, di sicuro! Certo serve un po' di spazio a disposizione, non lo nego, ma non sapete che soddisfazione quando gli amici, di un pezzo "rispolverato", ti chiedono se è nuovo. Senza contare che ogni tanto "diamo sollievo" anche al nostro portafoglio!  

Per non parlare dei decori dell'albero di Natale: prima che arrivasse Tommaso nella mia vita, cercavo e acquistavo pendagli di cristallo di vecchi lampadari, palle e decori di vetro per decorare il mio albero. Impensabile con un bambino piccolo che scorrazza dentro casa a piedi o con il triciclo, sarebbe un continuo raccogliere oggetti in frantumi! E così il mio nuovo albero di Natale è addobbato con cuori, angeli, palline, renne, Babbi Natale in legno e in feltro: a prova di monello!!!

E le vostre tavole come saranno, ci avete già pensato? aspetto suggerimenti!    

Domenica 18 Ottobre 2009 22:39

Domenica all'insegna del buon cibo e del buon vino! Una mattinata passata a cucinare con mio figlio Tommaso: abbiamo preparato (in ordine di apparizione), la crema cotta, una squisita carne di maiale al sugo e delle gustosissime polpettine al profumo di origano dei Monti Iblei. E poi abbiamo concluso la giornata alla grande degustazione per festeggiare i vini che hanno meritato i "tre bicchieri".

E' una Città del Gusto vestita a festa, quella che ci accoglie nel pomeriggio, gremita di appassionati curiosi...è davvero un piacere vederla così viva e così ben organizzata! Una guida interessante, quella di quest'anno, che introduce novità, a partire dallo sgargiante color fucsia della sua copertina! Per me un pomeriggio all'insegna dell'amicizia: incontri a sopresa come quello con Sergio Mottura, uno dei pochi (solo tre, ahimé) tre bicchieri del Lazio con il Grechetto Poggio della Costa, o programmati come quello con Gian Michele Porro (tre bicchieri con il suo Rasciatano Nero Di Troia), mio compagno di scuola e oggi ottimo produttore prima di olio e poi di vino! Nuovi incontri come quello con Silvano Follador, premiato per il suo Cartizze Brut 08 Silvano Follador, giovane ed entusiasta produttore di Valdobbiadene. 

E, naturalmente, nel mio girovagare tra assaggi e produttori, non ho resistito alle tentazioni del negozio della Città del Gusto e ho acquistato una meravigliosa mini giacca da chef per Tommaso...se son rose fioriranno!

Domani si ricomincia a pensare al nuovo programma (La scuola: cucina di classe), perché, date le numerose adesioni, sono previste diverse giornate di casting e naturalmente alle "tre forchette", la giornata di presentazione dell'altra grande guida, quella dei Ristoranti d'Italia. 

Lunedì 12 Ottobre 2009 15:59

Ho chiuso la settimana "in bellezza": sabato pomeriggio ho fatto un giro ai Giardini della Landriana, a Tor San Lorenzo, dove due volte l'anno si svolge una mostra mercato dedicata alle piante, ai fiori e agli arredi da esterni. Il giardino vero e proprio merita il viaggio, comunque, e poi io non resisto agli acquisti verdi, e così sono arrivate nel mio giardino tre nuove piante di lavanda e un anemone, e nella mia dispensa un barattolo di miele di tiglio selvatico e dei buonissimi biscotti al riso e cannella.

Ieri, domenica 11, ho festeggiate la vendemmia insieme ai miei amici Oreste e Valentina Romagnolo (proprietari di Orestorante, a Ponza n.d.b.), nell'azienda vitivinicola di Casale del Giglio di Antonio Santarelli, che, ospite squisito, ha aperto la sua cantina a clienti ed addetti ai lavori. Pranzo all'insegna dell'amatriciana e degli ottimi vini (i miei preferiti Petit Verdot e Syrah).

Ma oggi è lunedì, piove e mi trovo davanti una settimana densa di impegni, soprattutto lavorativi. Mi devo organizzare...prima la casa e poi le cene.

Innanzitutto preparo il planning degli impegni: domani conferenza stampa di presentazione del canale + al termine riunione all'asilo di Tommaso + da mercoledì a venerdì le nuove registrazioni di "Questo l'ho fatto io" e della sua versione VIP + sabato registrazione demo di un nuovo programma di "cibo in barca"= pochissimo tempo per fare la spesa e per preparare la cena + molta stanchezza

Così ho fatto una spesa a prova di "fata smemorina" e ho preparato una serie di "cibi pronti fai da te": pasta fresca acquistata e surgelata, verdura fresca che ho pulito e cotto appena raccolta, insalata mista che ho lavato, asciugato e chiuso in pacchetti, fettine di vitella preparate panate e surgelate, pacchetti di prosciutto crudo di Sauris sottovuoto, una confezione di pane " a lunga scadenza",  zucca a cubetti sottovuoto, frutta e verdura di stagione, pere, mele, uva (si mantiene più a lungo!).

Sul fronte organizzativo della casa, ho lavato tutti i panni sporchi, ripristinato le scorte e cercato di fare mente locale su quanto debba essere acquistato.

Adesso sono pronta ad affrontare la lunga settimana di impegni...vi terrò aggiornati!

 

Giovedì 08 Ottobre 2009 13:11

Lunedì mattina iniziamo a frangere le olive: arriva l'olio nuovo, l'annata 2009 del Tor de' Sassi! Non che l'olio dell'anno scorso non sia più buono, anzi, è ancora delizioso, ma questo avvenimento mi dà lo spunto per aprire un capitolo dedicato alla poca conoscenza del consumatore su questo alimento.

Sono una vera fan dell’olio extravergine di oliva! Un alimento straordinario non è altro che una “spremuta di olive” contraddistinta dalla eccezionale qualità delle caratteristiche chimiche e organolettiche possedute.

 Da sempre riconosciuto come fondamento della sana alimentazione, da circa trent’anni, grazie alle notevoli scoperte scientifiche sugli aspetti nutrizionali, è considerato un elemento cardine della cosiddetta “dieta mediterranea”, in quanto ricco di importanti principi nutrizionali indispensabili: gli acidi grassi monoinsaturi e gli acidi grassi essenziali, oltre a particolari componenti minori di estrema importanza per il mantenimento della salute, gli antiossidanti.
L’olio extravergine di oliva ha, dunque, un effetto protettivo e preventivo per la nostra salute.
 
Di seguito troverete delle semplici indicazioni da tener presenti quando acquistate un olio extravergine di oliva. Cercate di rispondere alle domande con la vostra conoscenza e poi leggete la risposta...c'è da riflettere!
 
Come si riconosce un’extravergine di qualità? La qualità di un olio dipende da molteplici fattori: lo stato di salute delle olive, il loro grado di maturazione, la tecnica di raccolta, di stoccaggio e di lavorazione, che contribuiscono a determinarne le caratteristiche chimiche e organolettiche.
 
Come si può distinguere un olio buono da un olio cattivo? un olio buono deve ricordare il frutto da cui proviene: fruttato è l’odore e il sapore che ricorda l’oliva sana e fresca, raccolta al giusto stadio di maturazione; le note gustative di amaro e piccante non sono negative come credono molti, anzi sono estremamente positive, in quanto dovute ai polifenoli, antiossidanti naturali che proteggono dall’ossidazione sia l’olio che noi stessi.
L’acidità, invece, è un parametro chimico fisico assolutamente non percettibile all’assaggio, che indica lo stato di salute chimica dell’olio e la maggiore o minore degradazione delle olive da cui è stato ottenuto: ad acidità più basse corrispondono oli ottenuti utilizzando corrette tecniche produttive e partendo da olive in ottimo stato. (per la legge europea si può considerare olio extravergine un olio da olive il cui gusto sia assolutamente perfetto e la cui acidità libera espressa in acido oleico sia inferiore a 0,8 g per 100 g).
 
un olio genuino è un olio di qualità? Spesso si crea confusione tra il concetto di qualità e quello di genuinità: in genere si intende per buono il classico ‘olio di casa’, fatto sicuramente con le olive e ottenuto in frantoio. Un olio che spesso, però, presenta i difetti più comuni di avvinato, riscaldo, che ricordano l’aceto, la salamoia. Vi consiglio di gustare un prodotto diverso dallo standard, un prodotto che sappia di erba, di carciofo, di mandorla, di pomodoro… sensazioni nuove.
 
L'olio extravergine d'oliva è più grasso degli altri oli? un altro mito da sfatare: tutti gli oli hanno lo stesso valore calorico pari a 9 kcal per 1 gr.
 
E dal punto di vista gastronomico l'olio extravergine d'oliva è migliore degli altri oli? In generale la considerazione gastronomica degli oli si può dividere in due componenti: una relativa alla loro adattabilità o meno a certe preparazioni, l’altra attinente più strettamente alla sfera del gusto.
L’olio extravergine di oliva vince tutti i confronti: è il più versatile, quello cioè che dal punto di vista tecnico si adatta meglio sia all’uso a crudo, che a cotture a calore moderato sia a quelle ad alta temperatura (rosolatura e frittura).
Per quanto riguarda il gusto, il tipo di olio da usare a crudo deve essere messo in relazione con la forza aromatica degli alimenti da condire: un olio delicato è adatto alle insalate verdi o anche amare, alle verdure lessate, alle salse; un olio saporito è adatto a verdure crude di sapore forte (finocchi, carciofi, sedano), ai legumi, a essere messo all’ultimo momento su minestre, zuppe.
In pentola invece, durante la cottura di una pietanza, si perde il carattere amaro, per fenomeni chimici come l'idrolisi dei fenoli complessi. Il trattamento termico può quindi significativamente ammorbidire l'aggressività di un olio extravergine. Gli antiossidanti, dati scientifici alla mano, però, vengono persi solo in parte a seguito di cottura. Ma nell'alimento cotto non si ritrovano gli aromi fragranti, erbacei, fruttati dell'olio fresco impiegato, ma profumi attenuati. Il profumo dell'ingrediente-olio si perde dunque, soprattutto se la cottura della pietanza è prolungata.
Che cos'è il punto di fumo? Durante il riscaldamento si formano sostanze chiamate acroleine, tossiche per l’organismo: il punto di fumo è la temperatura a cui un grasso alimentare riscaldato comincia a decomporsi (idrolizzarsi) alterando la propria struttura molecolare e formando acroleina. L'olio extravergine di oliva ha uno dei punti di fumo più elevati fra tutti gli oli (circa 210° C), tollerando temperature prossime ai 180°C, considerando che la frittura avviene a 160° (l'olio di girasole, ha punto di fumo è inferiore ai 130° C o quello di soia che è di 130°C, l'olio di arachideha unpunto di fumo pari a 180° C). Inoltre l'olio extravergine di oliva ha un indice di degradazione sensibilmente più basso rispetto agli altri oli vegetali. Infatti, solo dopo lunghi periodi di riscaldamento si producono veri e propri effetti tossici, con la formazione di prodotti di degradazione quali monomeri ciclici e perossidi mentre negli altri grassi tali fenomeni si verificano dopo 20 minuti di esposizione a temperature non troppo elevate.

Sperando di aver chiarito un po' le vostre idee sull'olio extravergine di oliva, rimango in attesa dei vostri commenti!
Martedì 06 Ottobre 2009 15:06

 
 
 
 
Sono tornata ieri sera da un weekend pugliese, un weekend di piacevole lavoro. Sabato sera ho partecipato ad una cena teatro da Anice Verde, splendida struttura dedicata alla gastronomia ( catering/emporio/scuola di cucina),  aperta a Corato (Bari) da Pasquale e Letizia Procacci Leone. Protagonista della serata Fabio Pisani, chef di Aimo e Nadia. Purtroppo sono arrivata tardi per gustare la zuppa di verdure, cicerchie, ceci, lenticchie e cicoria selvatica al profumo di finocchietto e il risotto con anantra di fattoria, cardoncelli e parmigiano stravecchio. Per fortuna sono riuscita a gustare il fantastico cappello del prete di vitellone profumato alle fave di cacao con cipolla di Acquaviva in agrodolce e i dolci, la mela cotogna marinata con mousse di ricotta al miele della Valle d'Agrò e la piramide di cioccolato arriba con il cuore morbido di pere e riduzione di mosto cotto. Slurp!

 Domenica è stata la volta del mio corso di cucina, dedicato alle famiglie: "In cucina con mamma e/o papà". Ogni genitore dovrebbe avere ben chiaro che nella prima infanzia iniziano a strutturarsi i gusti e le abitudini che formeranno lo stile alimentare dell’età adulta, per cui, coltivare corrette regole alimentari da parte di tutti i componenti della famiglia è fondamentale per indirizzare il bambino verso uno stile alimentare salutare.  Quindi, sta a noi aiutare i nostri figli a scoprire quanto sia importante educare il proprio gusto e quanto sia affascinante scoprire il mondo alimentare, per un futuro più interessante e sano. Inoltre cucinare è un gioco intelligente da poter fare con tutta la famiglia.

Sono state 3 ore divertenti e gustose: abbiamo imparato a prepara le crespelle di Braccio di Ferro, i ravioli di Cenerentola e delle dolci merendine di plumcake. Grazie ai bambini e ai genitori che hanno condiviso con me questa bellissima esperienza e ad Anice Verde! Ci rivediamo a Corato a Dicembre!

 


 

Giovedì 01 Ottobre 2009 14:41

Mi sembra incredibile, ma anche stamattina sono riuscita a trascinarmi in palestra...devo smaltire il cibo ingurgitato durante le registrazioni di "Questo l'ho fatto io!"...Ma anche se il mio fisico seguiva sullo step il ritmo frenetico di Saverio (l'insegnante di aerobica n.d.b.), la mia mente era concentrata su cosa preparare agli amici che verranno a cena domani sera!

Di solito, quando ho ospiti a tavola, decido di preparare qualche cosa che mi permetta di godere il pranzo o le cena e di condividere le conversazioni, che altrimenti si svolgerebbero a puntate, un po' come in una soap opera...quindi per domani sera pensavo ad un pollo al curry con riso bàsmati. Quindi nel messaggio sms di conferma dell'ora ho posto la domanda: ma vi piace il curry? Eh sì, perché non c'è niente di più imbarazzante del preparare qualcosa che gli ospiti non possono mangiare... dunque, alla riaccesione del cellulare dopo la "sana" fatica sullo step, ho trovato un coro di "W il curry!"

Ecco la mia ricetta, spiegatami, durante la puntata girata al Nuovo Mercato Esquilino di Roma, dove ho acquistato anche tutte le spezie, da Kumar Pardeep, patron del ristorante Jaipur, di Via San Francesco a Ripa, a Roma.

INGREDIENTI per 6 porzioni

1 kg di petto di pollo
Curcuma in polvere, 1 cucchiaino
Coriandolo in polvere, 1 cucchiaino
Cumino in polvere, 1 cucchiaino
Paprika in polvere, 1 cucchiaino
Peperoncino qb
Cardamomo, qualche seme
Aglio, 1 spicchio
Zenzero fresco qb
1 cipolla
Coriandolo fresco qb
Olio extravergine di oliva
300 gr yogurt naturale non dolce
Sale qb
 
Taglio a pezzetti il petto di pollo e lo lavo sotto l’acqua fredda.
Taglio la cipolla, lo zenzero e l’aglio. Frullo lo zenzero con l’aglio. Taglio il coriandolo fresco.
Poi metto dell’olio extravergine in una padella, lo lascio scaldare un po’ e aggiungo la cipolla. Poi aggiungo il trito di zenzero e aglio alla cipolla. Poi aggiungo anche il mix di spezie. Lascio cuocere per 2 minuti, poi aggiungo la carne, la giro e la copro per un paio di minuti. Poi aggiungo della salsa di pomodoro e dell’acqua, dopo un po’ verso anche lo yogurt. A questo punto mescolo e copro e lascio sul fuoco moderato per circa 20 minuti
Infine aggiungo il coriandolo fresco.
Il riso basmàti lo preparo a parte, bollito e lo una volta cotto lo metto in forma in uno stampo di vetro. Lo presento bianco, per accompagnare la carne.
 

Con il curry abbino un vino aromatico, magari un Gewurztraminer o un Muller Thurgau...dell'Alto Adige, naturalmente!

Ecco fatto...adesso che ho già fatto la spesa e organizzato la cena di domani, posso portare Tommaso a nuoto (di corsa n.d.b.), e occuparmi "solo" della cena di oggi...

...a come apparecchiare la tavola per gli amici  posso pensarci domani....

 



 

  • alessandra su QUESTO L'HO FATTO IO: LE NUOVE PUNTATE!:
    qualcuno sa darmi la ricetta che ha fatto Mario To...
  • Paperinik su CHE SETTIMANA!:
    tanto l'autrice non si arrabbia... mi hanno detto ...
  • Valentina su CHE SETTIMANA!:
    Brava Francesca, correrò subito a comprarlo!In boc...
  • Paperinik su CHE SETTIMANA!:
    Propongo a tutti i fedeli lettori del blog e non s...
  • arance di ribera su LA MARMELLATA DI ARANCE AMARE:
    ci sono riuscito è venuta buonissima! grazie per l...

Mensile