Domenica 28 Febbraio 2010 09:56

Nel 2009 sono aumentati del 30% i gruppi di acquisto formati da condomini, colleghi, parenti o gruppi di amici che decidono di fare la spesa insieme per ottenere condizioni vantaggiose, ma soprattutto per garantire la qualità degli acquisti. E' quanto emerge dal rapporto Coldiretti/Agri2000 sulle abitudini alimentari degli italiani. Nel 2009 – leggo da un lancio dell’agenzia apCom -  ci sono stati ben 600 gruppi d'acquisto solidale, Gas, strutturati, rispetto ai 460 dell'anno precedente. La Lombardia, con 160 Gas è la regione in cui il fenomeno è più diffuso. Seguono Toscana, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. In realtà, accanto a queste realtà che hanno di una vera e propria struttura organizzativa, si contano decine di migliaia di iniziative spontanee che 'nascono' e 'muoiono' in continuazione nei palazzi, nei posti di lavoro, nei centri sportivi e ricreativi sulla base di semplici accordi verbali. In particolare nelle grandi città i consumatori cercano in questo modo di accedere ai canali distributivi più vantaggiosi, dai mercati all'ingrosso a quelli degli agricoltori di campagna amica, fino direttamente nelle aziende. Nel caso di 'campagna amica' le modalità di acquisto variano notevolmente e vanno dalla consegna a domicilio 'all'adozione' in gruppo di interi animali fino alla raccolta personale del prodotto in campagna sull'albero o negli orti. E' infatti in crescita - precisa la Coldiretti - il fenomeno del pick your own (raccolta diretta in azienda da parte del consumatore), che coinvolge 110 aziende contro le 80 del 2008. Si tratta di una tendenza che, soprattutto nelle citta', sta contagiando gli italiani. I consumatori 'consorziati' – spiega Coldiretti - intendono cosi' garantirsi un volume di acquisto sufficiente ad ottimizzare i costi di trasporto e ad accedere a piu' vantaggiosi canali distributivi. I mercati generali all'ingrosso, che in determinate occasioni della settimana sono aperti al pubblico, vendono i prodotti in cassette che vengono poi divise tra i partecipanti al gruppo. Gruppi di amici e conoscenti comprano direttamente nmelle aziende produttive.  Le modalita' di acquisto in questo caso variano notevolmente e vanno dalla consegna a domicilio, all''adozione' in gruppo di interi animali fino alla raccolta personale del prodotto in campagna sull'albero o negli orti. E' infatti in crescita - precisa Coldiretti - il fenomeno del pick your own (raccolta diretta in azienda da parte del consumatore), che coinvolge 110 aziende contro le 80 del 2008. Anche gli accordi del gruppo di acquisto con l'azienda sono differenti e possono prevedere la consegna settimanale del prodotto oppure la formulazione di specifici ordini per telefono o attraverso internet ma anche tramite abbonamento, con l'offerta di prodotti a scadenze fisse e pagamento anticipato. Le modalita' maggiormente diffuse sono la distribuzione di cassette di ortofrutta a cadenza settimanale o bisettimanale e la vendita di pacchi di carne. Il funzionamento del gruppo d'acquisto e' semplice. Di solito i partecipanti al gruppo definiscono una lista di prodotti che vogliono acquistare e stabiliscono una cifra base uguale per tutti. Successivamente le diverse famiglie compilano un ordine di gruppo che viene trasmesso al produttore e, al momento della consegna (i prodotti di solito vengono recapitati ad un unico referente che poi provvede a smistarli), si effettua il pagamento.

 

Sabato 27 Febbraio 2010 07:06
Rivercafe1b.jpg

Grigio per grigio, stufo di questo inverno interminabile, sono capitato a Londra. Una città che del grigio ne ha fatto un vanto. Due passi guardando il Tamigi, lungo Thames Path, e mi sono trovato di fronte al River Café. Ho scoperto che sino al 31 marzo, le due cuoche, Rose Gray e Ruth Rogers, offrono, soltanto a colazione, un menù fisso davvero accessibile. Rose e Ruth sono due ambasciatrici d’eccezione per il food italiano ed é qui che Jamie Oliver ha mosso i suoi primi passi tra i fornelli... Ho copiato questo attacco dal blog che da poco ha aperto Mauro Remondino, giornalista del Corriere della Sera, da tantissimi anni impegnato sul fronte dell'enogastronomia. Mauro ci racconta le sue passioni e le sue esperienze. Piccole gocce di curiosità e competenza che poi sono quelle che rendono piacevole e appassionante questo mondo. 
Se volete, ecco il blog di Remondino: 
http://www.myslowburninglife.blogspot.com/

Venerdì 26 Febbraio 2010 08:10
notte dei racconti-1.jpg

Da Reggio Emilia un invito all'Italia, all'Europa, al mondo per riscoprire il valore e la magia del racconto, un moltiplicarsi di voci che, come stelle, accenderanno La Notte dei Racconti. Tutti insieme, tutti alla stessa ora, uniti per leggere, narrare e ascoltare: adulti e bambini attorno a storie, avventure ed emozioni. E' l'appello di Reggio Children, una delle strutture più belle del mondo dedicate ai bambini.
Oggi alle 21, le Scuole e i Nidi d'Infanzia del Comune di Reggio Emilia con Reggio Children, Amici di Reggio Children, Reggio Scuola, Servizi Educazione e Formazione invitano alla “Notte dei racconti”, dedicata a Loris Malaguzzi, a 16 anni dalla scomparsa del pedagogista ispiratore e animatore dell'esperienza educativa reggiana. 
La Notte dei Racconti è organizzata in libertà e autonomia dalla singole famiglie, all'interno delle proprie case, che potranno accogliere amici e conoscenti, con letture e narrazioni condivise. Una particolare Notte dei Racconti è stata organizzata nel reparto di Pediatria dell’Arcispedale Santa Maria Nuova, con la collaborazione dell’Associazione La Casina dei Bimbi. E' questo il secondo anno della Notte dei Racconti, che l'anno passato ottenne un grandissimo successo: centinaia di foto sono arrivate a documentare le singole notti dei racconti, c'è chi si è trovato in famiglia, chi ha messo insieme tutto il condominio, chi si è travestito, chi ha messo il cappello parlante di Harry Potter, chi si è messo in pigiama, chi ha acceso la luce, chi un lume di candela... Con le foto sono arrivati decine di racconti ("Se uno non ha voglia di ascoltare, non sente", Alessandro, 5 anni; "Le orecchie sono le prime a svegliarsi e le ultime a dormire", Serena, 5 anni). La Notte dei Racconti apre la strada a Reggionarra La città delle Storie (14-15 maggio 2010), che trasformerà la città in un grande palcoscenico a cielo aperto, tra racconti, fiabe e narrazioni in ogni angolo della città.

 

Al comunicato di Reggio Children aggiungo il mio personale appello: prima della lettura, mamme e papà, portate i bimbi in cucina e preparate con loro una bella crostata di marmellata, un ciambellone della nonna, insomma un bel dolce della nostra tradizione.

 

Giovedì 25 Febbraio 2010 07:44
prodot71.jpg

Da oggi entra in vigore la denominazione europea per la Pizza Napoletana Stg (Specialità tradizionale garantita). Tutte le pizzerie che vogliono esporre il marchio Pizza Napoletana Stg, dovranno, in attesa che il Mipaaf detti le regole per la costituzione del Consorzio di Tutela, iscriversi agli organismi di controllo autorizzati (sono tre: Certiquality Srl, Dnv Det Norske Veritas Italia e Ismecert). Fin qui tutto sembra semplice. Il punto è che i controlli saranno probabilmente inesistenti e comunque difficili da praticare. Lo scriveva qualche giorno fa “Il sole 24 ore” a proposito delle ispezioni:  “ finché si tratta di vedere se il forno è a legna e la cottura a 485°, non c'è problema. Ma se il pizzaiolo ha dei problemi e spalma il pomodoro a righe dritte o sparge il sale dall'alto? Anche su questi aspetti il capitolato scende nei dettagli, mentre sul pomodoro è più lasco: basta che si tratti di pelati o pomodorini freschi, poco importa se vengono dall'Egitto o dall'Olanda. La mozzarella deve essere vaccina Stg (la fanno anche ad Asiago) o Bufala Dop. Il consorzio è stato commissariato dopo lo scandalo diossina ma l'importante è avere i timbri in ordine.

Ma dopo l'analisi dell'impasto e delle modalità di confezionamento, al controllore sono richiesti vista eccellente, termometro e righelli. La pizza Stg deve avere la mozzarella fusa in superficie, aglio e basilico non bruciati ma profumati, pomodoro denso e consistente, cornicione rialzato di 1-2 centimentri e dorato, spessore al centro tra 0,36 a 0,44 centimetri. Poi va verificata la corretta temperatura degli ingredienti all'uscita dal forno: pasta a 60-65°, pomodoro a 75-80°, olio a 75-85°, mozzarella a 65-70°”.   La chicca finale è il fatto che i controlli (almeno annuali) si baseranno –testuale nel decreto ministeriale -  «principalmente sulla documentazione aziendale derivante dall'autocontrollo». E chi si fida? Per chi vuole saperne di più  ecco il Disciplinare in formato.pdf

Mercoledì 24 Febbraio 2010 07:36
gambrinus09.jpg

E’ un pezzo di storia di Napoli, anzi d’Italia. E quest’anno festeggia i 150 anni di vita con iniziative che attraversano davvero tutta l’anima e la cultura della città. “Musica, letteratura, pittura, tradizioni gastronomiche: lo storico locale di piazza Trieste e Trento rivivrà le atmosfere da cafè chantant con un ricco programma di appuntamenti che si protrarranno fino a Natale”, scrive nell’edizione napoletana la Repubblica di oggi. Che ricorda anche alcuni aneddoti che hanno fatto la storia del Gambrinus. I proprietari Antonio e Arturo Sergio ne anticipano uno: «Era il primo gennaio 2002 e l´Italia passò dalla lira all´euro. Venne a farci visita l´allora presidente Ciampi con sua moglie Franca. Presero due caffè e s´avvicinarono alla cassa. Noi insistemmo per offrire le consumazioni ma Ciampi estrasse dal portafogli alcune monete e disse tranquillamente: "Lasciatemi spendere i miei primi euro: è un gesto che passerà alla storia"».
Sulla storia del Gambrinus vi suggerisco anche questo interessante link e naturalmente il sito del locale

Martedì 23 Febbraio 2010 07:52
20100223elpepicul_4.jpg

El Bulli, che chiuderà nel 2012, quando riaprirà nel 2014 non sarà più un ristorante ma una fondazione. Diventerà, ha annunciato ieri a Santiago di Compostella lo chef catalano Ferran Adria, una fondazione gastronomica dedicata alla ''creativita''' nella cucina ''di avanguardia''. (Onore al merito: la notizia era stata anticipata in Italia qualche giorno fa da Dissapore.) Ferran Adria, ha spiegato che il ristorante, premiato con tre stelle dalla Guida Michelin, diventera' ''una fondazione per tutti gli amanti della gastronomia d'avanguardia'' e un luogo di ''formazione per nuovi talenti''. La fondazione privata garantira' corsi annuali per 20-25 persone, fra cuochi ed altre figure professionali del settore della ristorazione ed avra' fra i suoi obiettivi anche la realizzazione di una ''esauriente e dettagliata'' enciclopedia di cucina contemporanea.

''Vogliamo diventare il think-tank della creativita' gastronomica'', ha detto lo chef di elBulli, famoso per la cosiddetta cucina molecolare. Il ristorante, che si trova sulla costa catalana della Spagna, e' entrato nella lista dei 50 migliore del mondo per il quarto anno consecutivo nella graduatoria compilata dal Britain's Restaurant Magazine e realizzata in base ad un sondaggio condotto fra oltre 800 chef. Per prenotare un tavolo occorrono mesi e un pasto, scelto da un menu composto da circa 30 piatti del tutto particolari, costa circa 200 euro. Il mese scorso, Adria, che ha 47 anni, aveva annunciato a sorpresa la chiusura del locale per due anni a partire dal 2012. I conti economici mostravano un pesante passivo (si parla di mezzo milione di euro l'anno) e la legge spagnola prevede forti sgravi fiscali e crediti agevolati per le fondazioni no-profit.

La foto in alto è tratta dall'edizione online di elPais, così come l'articolo qui linkato.

 

Lunedì 22 Febbraio 2010 09:55

Nel 2009 il valore dei consumi nell'alimentare extradomestico e' stato stimato da Fipe-Confcommercio in 70 miliardi di euro, il 33,5% dei consumi alimentari complessivi. Il volume d'affari ha registrato una lieve perdita (-1,2%), ma le stime per il 2010 prevedono una ripresa (+1%). I dati sono stati diffusi a Rimini nella giornata di apertura di ''Sapore tasting Esperience'', rassegna fieristica inaugurata dal sottosegretario Antonio Bonfiglio, dedicata al 'food and beverage' Il settore mette insieme 291 mila imprese con 310 mila lavoratori dipendenti e 670 mila indipendenti. La ristorazione ogni anno produce acquisti sulla filiera agroalimentare per 20 miliardi di euro e produce ben 10 milioni di pasti al giorno. Da una ricerca promossa da Rimini Fiera e condotta dal centro studio di Fipe-Concommercio emerge che il pranzo continua ad essere per gli italiani il pasto principale della giornata. Lo afferma tre quarti del campione ed e' particolarmente vero per le donne (77,5%). Per il pranzo a casa si predilige una (44%) o due portate (46%) che generalmente sono primo o piatto unico e primo e secondo mentre a cena domina una sola portata (61,5%), che e' di solito un secondo o un piatto unico. I giovanissimi tendono a consumare i primi e scarseggiano a frutta mentre le donne hanno un consumo limitato di vino e salumi. Antipasti e dessert sono fortemente controllati dagli over 55. Il pranzo al ristorante (l'indagine ha escluso fast food e pizzerie) viene vissuto principalmente come occasione di convivialita' o per festeggiare ricorrenze particolari (44%). Per le donne e' anche occasione per non dover cucinare (23,5%). Quanto agli stili alimentari a pranzo prevalgono i pasti con almeno tre portate ed il pesce viene molto piu' facilmente consumato al ristorante.
IL DETTAGLIO DELLA RICERCA

 

Domenica 21 Febbraio 2010 10:15
San_Martino_1--400x300.jpg

Ultima giornata a Milano della Bit (Borsa internazionale del turismo). Gli operatori sono costretti a mostrare ottimismo, ma i numeri non sono così positivi. Tranne nel settore dell'enoturismo che non sembra sentire flessioni e anzi ha ancora molte potenzialità inespresse. Sono circa 6 milioni gli appassionati di vino in l'Italia, per un volume di affari legato al turismo che nel 2009 ha generato un fatturato pari a 3 miliardi di euro (+20% rispetto al 2008), in controtendenza rispetto ad altri comparti del settore. E' la fotografia scattata dal rapporto annuale dell'Osservatorio sul turismo del vino in Italia delle Citta' del Vino, realizzato dal Censis e presentato alla Bit a Fieramilano. I viaggi enogastronomici, emerge dal rapporto, non sono piu' una pratica di nicchia, ma un comportamento diffuso e di tendenza, praticato dal 40% degli over 30 e dal 30% dei giovani al di sotto dei 30 anni. Sono stati oltre 20 milioni di italiani  che nel 2009 hanno fatto attivita' turistiche legate alla scoperta dei sapori: visite a cantine (13 milioni), vigneti (12 milioni), percorsi lungo le strade del vino (8 milioni), frequentazioni di ristoranti in base alla varieta' dei vini (5 milioni), partecipazione a sagre enogastronomiche (17 milioni). Le mete preferite sono sempre la Toscana, visitata dal 44% degli enoturisti, e il Piemonte (20%). New entry il Veneto (12,5%). Complessivamente sono 1.500 i comuni italiani inseriti nei territori a vocazione vinicola. ''Se il turismo enogastronomico e' la principale voce di stabilita' dell'intero comparto - afferma il presidente delle Citta' del Vino, Giampaolo Pioli - capace di portare vantaggi a tutti, dalle aziende alla ristorazione, dalla ricettivita' ai grandi e piccoli comuni, e' evidente che il settore ha bisogno di piu' attenzione, ma a tutt'oggi i fondi destinati continuano a scarseggiare''. 

Sabato 20 Febbraio 2010 10:01
PINOT1.jpg

 Questa notizia non la trovate sui quotidiani (ne ha parlato solo Il foglio). La riprendo dall’Ansa: “la giustizia francese ha sanzionato severamente le pratiche di alcuni negozianti e viticoltori del sud-est della Francia che esportavano verso gli Usa milioni di bottiglie di vino appropriandosi illegalmente dell'appellativo Pinot Nero. La truffa, che e' durata dal 2006 al 2008, riguarda 135.000 ettolitri di vino, l'equivalente di 18 milioni di bottiglie, mentre i ricavi sono stimati in 7 milioni di euro. Il tribunale di Carcassonne, nella regione del Languedoc-Roussillon, nel sud della Francia, celebre per le sue vigne, ha insistito sul ''severo pregiudizio per l'immagine dei vini del Languedoc per i quali gli Usa rappresentano uno sbocco importante''. Ai responsabili sono state inflitte pene fino a 6 mesi di reclusione con la condizionale e una multa di 180.000 euro. La truffa, che consisteva nel vendere del merlot e del syrah per del Pinot Nero a un prezzo due volte piu' caro, e' stata scoperta dalle autorita' antifrode nel marzo 2008”.  Fin qui la notizia. Dal Foglio copio qualche altre precisazione: “Schema semplice: tra il 2006 e il 2008 hanno venduto agli americani un vino da 45 dollari spacciandolo per Pinot Noir da 90 dollari. Tredici milioni e mezzo di litri, diciotto milioni di bottiglie ma “nessuno s’è mai lamentato, c’erano comunque proprietà simili al Pinot Noir”, hanno provato a difendersi, e il vino spedito in America era “irreprensibile”. “Un sentore di frode, con un retrogusto amaro”, ironizzavano ieri i commentatori, che però poi si sono fatti seri: “Una delle più grandi truffe della storia del vino”. Gli ispettori di stato hanno capito che qualcosa non quadrava: quelli esportavano oltremare più Pinot Noir di quanto se ne produca ogni anno nel Languedoc, la regione del vitigno. Il gigante del vino californiano, E.&J. Gallo, è tra i grossisti truffati: ora è delusissimo e ha già sospeso le vendite. L’orgoglio nazionale francese, caduto poi su un prodotto così di classe ed “europeo”, è devastato”.
Da parte mia solo un commento (evitando il solito “tutto il mondo è paese”): i 12 imbroglioni non faranno un’ora di carcere e pagheranno complessivamente circa 2 milioni di euro di mula. Dalla truffa avevano ricavato (calcolo approssimativo per difetto) circa 7 milioni. Quindi alla fin dei conti hanno guadagnato ben 5 milioni di euro. E questa sarebbe una sentenza severa?

Per saperne di più ecco l'articolo di un quotidiano francese e di uno americano.

Venerdì 19 Febbraio 2010 07:21

La Cinegustologia è un nuovo approccio che, estrapolando profumi, sapori e sensazioni tattili dalla filmografia di vari registi, proprio come se le loro opere fossero cose da bere o da mangiare, permette di descrivere i vini e i cibi al di là dei linguaggi e dei rituali un po’ stanchi di sommelier e gourmet, cioè in maniera più libera e popolare, visto che il cinema è patrimonio di tutti.  Marco Lombardi sull'argomento ha scritto un libro dal titolo, appunto, Cinegustologia. Da Youtube abbiamo preso il servizio sull'argomento trasmesso ieri dal TG2. Marco insegna la Cinegustologia al Master del Gambero Rosso di Roma e all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Collabora anche col nostro mensile (nel prossimo numero un servizio dal significativo titolo: Hollyfood).

 

 

Giovedì 18 Febbraio 2010 07:55
carrello_spesa.jpg

Tengono, nel 2009, i consumi alimentari delle famiglie italiane. Lo rileva l'ISMEA che registra rispetto al 2008, un aumento dei volumi di acquisto dello 0,6%. 

In base alle stime, relative all'intero anno 2009, dell'indice elaborato dall'Istituto sulla base dei dati del panel famiglie Ismea-Nielsen (aggiornati fino al mese di novembre), i prezzi hanno registrato in media una contrazione dell'1,3% su base annua, con un conseguente ridimensionamento della spesa domestica alimentare stimato intorno all'1,4%. 

Analizzando la dinamica dei volumi acquistati, diminuiscono, rispetto al 2008, i consumi dei derivati dei cereali (-2%), carne bovina (-2%), olio di oliva (-3,4%), vino e spumante (-1,3%), mentre crescono gli acquisti di latte e derivati (1,1%), prodotti ittici (3,7%), ortaggi e patate (1,4%), frutta e agrumi (3,4%) e bevande analcoliche (2,1%). 

La crisi economica non sembra, quindi, aver svuotato il carrello della spesa delle famiglie italiane, ma piuttosto ha contribuito a modificarlo, accelerando una tendenza già in atto negli ultimi anni che promuove comportamenti di acquisto più attenti alle promozioni e al rapporto qualità-prezzo degli alimenti. 

Tra i prodotti premiati dal consumatore nel 2009, si possono citare in particolare: la frutta fresca (tranne gli agrumi), il riso bianco e le uova, che, se raffrontati al contemporaneo calo della domanda di succhi di frutta, riso parboiled e carne bovina, suggeriscono che a prevalere siano state scelte di consumo maggiormente orientate alla convenienza. 

Anche sul fronte dei canali di vendita prosegue l'ottimo momento dei discount (+10,4% nel 2009) e dei liberi servizi ( +9,5%), mentre super e iper mercati evidenziano una situazione piuttosto stagnante (+0,9%), e il dettaglio tradizionale si dimostra in sofferenza ( -8,4%). 

Per quanto riguarda la domanda estera, si rileva nel terzo trimestre del 2009 una significativa flessione dell'export in valore (-4,5%) e una lieve contrazione delle esportazioni in quantità (-0,6%), rispetto al terzo trimestre del 2008. 

I dati relativi ai primi nove mesi dell'anno evidenziano un marcato peggioramento del deficit agroalimentare in quantità (+18,4%), mentre in valore si è registrato un miglioramento: pur essendosi notevolmente ridotto l'export (-5,6%), infatti, ancora superiore è stata la riduzione del valore delle importazioni (-6,2%). 

In riferimento allo stesso periodo dell'anno, l'aggregato del Made in Italy ha visto una riduzione del 3,6% dell'export in quantità e del 5,9% dei flussi in valore. Tra i principali comparti, il vino ha visto una riduzione marcata dell'export in valore (-5,7%), dovuta alla forte flessione dei prezzi (-14%), mentre le quantità esportate sono aumentate (+9,5%). Male anche le esportazioni di frutta fresca - esclusi gli agrumi - (-19% in valore e +2,4% in quantità) e della pasta (-9,7% in valore e +1,6% in volume).

Mercoledì 17 Febbraio 2010 09:59
u-junk-food-gift-baskets.jpg

Il sito internet britannico Dubit ha lanciato una campagna di marketing che sta sollevando forti polemiche nel Regno: paga i bambini fino a 25 pound alla settimana per promuovere tramite internet e chat il cosiddetto ''junk food'', cibo spazzatura, come patatine e merendine, considerato poco sano per i bambini. I piu' piccoli vengono reclutati come ''brand ambassadors'', ''ambasciatori di marchi'', che devono diffondere informazioni su prodotti come bibite e merendine sulle pagine di Facebook e di Bebo e anche organizzando vere e proprie feste in cui invitano i loro amichetti. E molte aziende stanno scegliendo questo tipo di pubblicita' per aggirare le norme che limitano gli spot di prodotti non sani. Dubit in pochi mesi e' riuscito a raccogliere migliaia di iscrizioni da parte di bambini che sperano di racimolare una paghetta da 25 sterline alla settimana o di portare a casa i regali che vengono promessi dal sito. Anche se, come spiegano da Dubit, viene ogni volta richiesta l'autorizzazione dei genitori per iscrivere il proprio figlio, non mancano le polemiche. ''Il fenomeno e' dilagante – ha spiegato Ed Mayo, autore di Consumer Kids, libro che parla dello sfruttamento dei minori nel mondo della pubblicita' – circa mezzo milione di giovani britannici sono stati reclutati dai marchi per giovani''. Secondo Mayo, sono in particolare i grandi nomi che cercano in tutti i modi, quasi sempre tramite il Web, di far diventare i piu' piccoli dei ''promotori''. Le polemiche inerenti il sito sono state rilanciate anche in Italia dall'Ansa e Repubblica ha dedicato un articolo.
Il sito Dubit in questo momento è giù: sarà il frutto delle giuste proteste o del troppo traffico provocato dal clamore? riproverò più tardi.

 

Martedì 16 Febbraio 2010 09:14

Eccoci arrivati al martedì grasso. Giorno di allegria fuori casa ma anche di dolci tipici da fare in casa. Vi proponiamo, pescati da youtube, due ricette: le chiacchiere come le fanno a Napoli e gli struffoli al modo di una giovane coppia (in un bel video della DeA, complimenti!). Buon carnevale a tutti.

Domenica 14 Febbraio 2010 10:10
Immagine di anteprima per a-guidavini.jpg

Da 22 anni la Guida Vini d'Italia che assegna i Tre bicchieri è un must per chi si occupa per passione o per mestiere di vino. Non entro nel merito dei contenuti che sono il motore del suo successo (anche l'ultima edizione è stata la più venduta tra tutte le guide italiane di settore).  A caraterrizzarla è anche il formato, da 22 anni sempre lo stesso, riconoscibilissimo in libreria, in edicola, in enoteca, nei ristoranti che non possono fare a meno di averla. Talmente riconoscibile da notare la sua assenza se non c'è o se manca un'annata dalla collezione completa che in tanti cercano di avere.

Ebbene: un amico (Marcello) tramite Kelablu offre di scambiare una magnum Planeta (annata e vino si possono discutere) per la prima edizione, quella del 1988. Possiamo aiutarlo mandando segnalazioni di disponibilità tramite il bottone dei commenti? (ovviamente non pubblicherò mail e numeri di telefono e li girerò a Marcello). Grazie

 ps: comunque dallo scorso anno la Guida Vini del Gambero Rosso è disponibile anche su iPhone, così come la Guida Ristoranti d'Italia del Gambero Rosso e alcuni nostri libri di cucina. Da ieri anche Finger Food di Viviana Lapertosa.

Venerdì 12 Febbraio 2010 07:02

images.jpeg

L'Italia e' il principale importatore di squalo in Europa ed il quarto consumatore al mondo. Ma il predatore al top della catena alimentare marina sarebbe in via di estinzione tanto da indurre l'Ue a correre ai ripari con apposite azioni di tutela. ''Dietro gli alti consumi di carne di squalo, si nascondono le frodi commerciali, perche' spesso si fanno passare tranci di smeriglio (che e' uno squalo del valore di 2 al kg) per tranci di pesce spada (che al pubblico puo' arrivare anche a 20 al kg)'', spiegano alla Lega Pesca.
A Torino intanto arriva, dal 9 marzo, lo stop alla carne di canesca, una varieta' di squalo, nelle mense delle scuole dell'infanzia. ''Era stata scelta la canesca - ha precisato l' assessore all'istruzione del comune di Torino Beppe Borgogno  -  perche' e' un pesce privo di spine e perche'  c'era una ragionevole tranquillita'  sul fatto che non fosse tra i pesci piu' contaminabili dal mercurio. Non essendo stata gradita da bambini ed insegnanti, dal prossimo 9 marzo nelle scuole d'infanzia di Torino, nei menu dei bambini sara' reintrodotta la platessa''. 

 

Giovedì 11 Febbraio 2010 07:41
IsoladeiFamosi7chefSimoneRugiatiraccontalasuapreparazione.jpg

Su Gambero Rosso Channel è uno degli chef più apprezzati. Non è solo bravo ma anche simpatico. Tra qualche giorno, scelto da Simona Ventura, partirà per l'Isola dei famosi. Cosa s'aspetta da questa esperienza?  l'ha raccontato a  tvblog, uno dei blog più interessanti e informati del mondo del piccolo schermo. Abbiamo saccheggiato l'intervista (e per questo ringraziamo gli amici di Tvblog). Ecco il testo dell'intervista:

La partenza del reality più famoso della Rai è ormai imminente. Simona Ventura ha ufficializzato la parte vip de “L’Isola dei Famosi 7” in programma dal prossimo 24 febbraio, radunandoli per 3 giorni con l’inviato Rossano Rubicondi alle calde terme di Pre’-Saint-Didier e Courmayeur. I novelli naufraghi hanno avuto così modo di conoscersi prima dello sbarco in Nicaragua, che darà il via alla difficile convivenza ed al reality vero e proprio. Al ritorno da questi primi giorni di ritiro abbiamo chiesto pareri e aneddoti ad uno dei concorrenti più promettenti della nuova isola, lo chef di Gambero Rosso e de “La prova del Cuoco” Simone Rugiati, che proprio qualche mese fa in una intervista a TvBlog lanciò la sua candidatura al reality di Raidue. Una chiaccherata che delinea le prime dinamiche, tra simpatie e antipatie, createsi tra i concorrenti alla vigilia della partenza.

Come ti sei trovato dalla cucina televisiva a dover partire per L’Isola più famosa della televisione?
“Ho lanciato tutto da voi. Da quello che era venuto fuori dall’intervista, dove dicevo mi sarebbe piaciuto fare L’Isola, ho avuto un contatto e fatto una riunione parlando con Simona dicendole che uno chef all’Isola poteva servire. Le sono piaciuto come personaggio e mi hanno preso per partire. L’ufficialità in realtà l’ho avuta solo una settimana fa.”

Come è stato il primo incontro ufficiale con il resto dei concorrenti per il ritiro in Valle D’Aosta? “In 3 giorni il corso di sopravvivenza è stato più di sopravvivenza.. ai giornalisti che alla natura. In realtà mi sono trovato bene con tutti. Un po’ meno con la Lecciso perché non c’era verso di parlarci ma non era la mia prima priorità. Ognuno ha le sue caratteristiche diverse ma.. Mamma Mia cosa è la Senicar!! Mamma Mia!”

In tre giorni cosa sei riuscito a capire dei tuoi compagni?
“Ho capito che dovrò dormire lontano da Busi, perché russa. A parte la Lecciso mi trovo bene con la Galanti e la Senicar anche se poi quella con cui ho più dialogo e che mi vuole più bene di tutti è Clarissa Burt. ” Quali obiettivi hai per questa esperienza? “In primis l’obiettivo è quello di riuscire a mangiare perché la roba è poca davvero. Con 50 grammi di riso al giorno e poca acqua cercherò di pescare, mangiare e di star buono con la testa.”

La cosa che ti spaventa di più?
“Stare troppo tempo a pensare e dopo un po’ entrare in paranoie e pensieri strani.” Nella scorsa intervista eri nel mezzo di un vero o presunto flirt con Elisa Isoardi. Ora in quale stato sentimentale parti per L’Isola? “Sono completamente single, da scrivere anche in neretto.”

E Tornerai single?
Tornerò single ma nel caso contrario me la augureresti buona se non tornassi single perché cascherei in ogni caso bene. Non vado di sicuro per quello all’isola però.. ben venga.”

 Come ti sei organizzato con i tuoi impegni attuali. Mollerai tutto per partire?
“No No. In questa settimana non avrò vita. Registrerò ininterrottamente fino al 17 per mettermi avanti su tutte le cose in cantiere tra programmi vecchi e nuovi, uno su National Geographic che si chiamerà Chef and the city e l’altro su Gambero Rosso che si chiamerà Nudo e Crudo. Entrambi di un’ora.”

Sul satellite ti potranno continuare a seguire mentre alla “Prova del Cuoco”?
“Alla “Prova del cuoco” mi sono fatto sostituire perché ovviamente le dirette non potrò farle. Poi però mi farò la rubrica dallo scoglio. Ho già in mente qualche ricetta.”

I meccanismi che animeranno il reality di Raidue, come notiamo, hanno già iniziato a delinearsi con le prime simpatie e le prime diffidenze. Dinamiche appena cominciate che ovviamente evolveranno tra nomination ed eliminazioni quando Simona Ventura mercoledi 24 febbraio darà ufficialmente il via all’avventura dei naufraghi, appassionando come solito i tanti telespettatori de “L’Isola dei Famosi“. Simone Rugiati il cuoco della prova del cuoco e Gambero rosso.  

LA SCHEDA DI SIMONE SUL WWW.GAMBEROROSSO.IT

 

 

Mercoledì 10 Febbraio 2010 08:57
Immagine di anteprima per Immagine di anteprima per perbellini.jpg

Continua la polemica sulla sponsorizzazione del Ministro alle risorse agricole al nuovo panino made in Italy di McDonald's. Polemiche provocate anche dall'eccessiva visibilità data al prodotto veneto (l'Asiago) del paniere scelto voluta dal ministro che, come è noto, è candidato alle imminenti elezioni per Governatore della Regione. Oggi a difesa di Zaia dalle colonne dell'Arena di Verona interviene uno dei più bravi chef italiani, uno che personalmente apprezzo molto. A fianco l'articolo dell'Arena. Di seguito il testo in cui lo chef parla di se stesso sul sito del suo ristorante. Metto uno e l'altro per offrire più ampi argomenti di valutazione. 

"Nella memoria di ognuno di noi esistono dei ricordi legati a sapori e profumi che ci riportano indietro nel tempo, fino a quando eravamo bambini e ci deliziavamo i sensi con le pietanze preparate dalla mamma, dalla nonna o comunque dalle donne di allora.  Giancarlo Perbellini si propone ai suoi clienti con l’intento di far loro provare le stesse emozioni, anche se con accostamenti e tecniche moderne. E’ una sfida impegnativa che solo la passione per il suo lavoro può stimolare."

Il parere di un produttore di olio. 

 

 

Martedì 09 Febbraio 2010 09:37

E' in arrivo per fine marzo, inizio aprile, la proposta della Commissione europea per regolamentare la produzione di vino biologico in Europa. Sul dossier gia' da mesi si confrontano nell'Ue gli esperti europei e nazionali. L'Italia e' nella situazione migliore - assicurano a Bruxelles - in quanto il paese ha una grande tradizione vinicola di qualita' e i produttori hanno capito l'importanza del biologico prima degli altri paesi. In realta' i problemi non mancano soprattutto su quello che dovra' essere il livello accettabile di solfiti nel vino biologico: si tratta di sostanze sempre presenti nei vini perche' prodotte in modo naturale dalla fermentazione alcolica, ma che in alcuni casi vengono aggiunti sotto forma di SO2 (anidride solforosa), per preservare il vino in varie fasi della vinificazione. Il problema che si pone e' che la presenza di questi solfiti e' molto bassa in Italia mentre e' piu' elevata in altri stati: dal nord della Francia alla Germania all'Austria. E quindi sul livello di accettazione nella futura normativa biologica c'e' ancora battaglia.

Sabato 06 Febbraio 2010 09:23

Si moltiplicano negli Stati Uniti i video giochi in commercio con lezioni di cucina virtuale per gli under 12. E' un target sempre più interessato a giocare imitando i genitori, ma imparando anche a fare cose vere, come il pane, la pizza o piatti anche più complessi. Conferma abbiamo anche noi del Gambero quando organizziamo  alla Città del gusto di Roma i corsi di cucina per bambini, sempre affollatissimi. (Se volete saperne di più telefonate alle scuole del Gambero:  0655112).  L'idea di offrirvi il video che apre questo post  mi è venuta perché oggi dell'argomento scrive nella sua interessante newsletter settimanale il "gastronauta" Davide Paolini.  Qui, trovate anche l'elenco dei tantissimi videogames a disposizione.

Venerdì 05 Febbraio 2010 06:54

Un gruppo di studenti liceali della provincia di Bologna ha realizzato un video che "massacra" la pubblicità dei prodotti alimentari. Non concordo su tutto, ma lo stimolo a ragionare sul tema è grande. Mi piacerebbe una pubblicità certificata dallo stesso giornale che, dopo test e prove, dicesse: "noi certifichiamo che quanto  detto-scritto nell'annuncio pubblicato sul nostro giornale corrisponde al vero".  

Giovedì 04 Febbraio 2010 07:20
re226y66X_20100126.jpg

Il fatto è ormai ampiamente noto: Mc Donald ha lanciato con il supporto del Ministro alle risorse agricole Zaia i panini tricolori. Ma cosa pensano dell'accordo alcuni produttori che dovrebbero essere i beneficiari ultimi della grande operazione?

Giuseppe Rosso, produce in Sicilia un ottimo olio che esporta in mezzo mondo. Ecco cosa mi ha scritto.

 

Gent.mo Direttore,
Le volevo dare  una bella  notizia, che forse conoscerà , almeno in parte . La arcinota multinazionale  Mc Donald, ha deciso di creare il panino Mc Italy , nell'ambito di una sua legittima strategia commerciale, utilizzando prodotti DOP italiani, con la benedizione del ministero. Fin qui  nulla da obiettare. La cosa simpatica è che fra questi DOP hanno inserito  l'olio. Ancora nulla da obiettare. La cosa  più simpatica è che, l'olio, è il Monti Iblei (ormai conosciuto ed apprezzato come uno dei grandi oli d'Italia) , fornito, sembra, da qualche società olearia locale , che imbottiglia , vari tipologie di oli , tra cui anche dell'olio Monti Iblei regolarmente certificato. Fin qui tutto è OK. Si ritiene che questa o queste società olearie possano essere, giustamente e comprensibilmente, soddisfatte e contente del risultato conseguito, ma  la cosa bella è che, sembra, siano ancora più contenti alcuni componenti del consorzio di tutela, che ritengono (in totale buona fede) questo fatto come una grande opportunità  per l'olio DOP Monti Iblei, tant'è che, non solo non si è tentato di "contrastare" l'aspetto promozionale di tale iniziativa condotta dalla multinazionale, ovviamente nei limiti dettati dalla legge, ma addirittura, a quanto sembra, è stato concesso l'uso del logo e del nome a questo evento commerciale!
Io e molti altri produttori di  olio da tonda iblea  siamo un tantino perplessi, alla luce di tutto il lavoro e di tutta la passione che  sta dentro  una bottiglia del nostro olio. Dopo tanto impegno e dopo tanti successi, di molte nostre pur piccole  aziende,  che sono riuscite ad entrare nei posti (gastronomicamente parlando) più prestigiosi al mondo, questa notizia, forse, non ci voleva.
Mi chiedo : a cosa serve una DOP prestigiosa come la Monti Iblei, se poi viene usata, se pur nel rispetto della legge, da una multinazionale che dovrebbe essere l'esatto opposto di quello che noi siamo e che vogliamo continuare ad essere, per cui tanto ci siamo spesi nel passato? Capisco perfettamente che ci sono interessi economici che vanno sicuramente rispettati e tutelati , ma capisco, ancora di più, che, tutto quello che abbiamo fatto noi produttori di alta gamma (mi si passi la presunzione) per imporre nel panorama gastronomico internazionale il nostro marchio collettivo, non è valso a niente ! Posso comprendere l'adesione a siffatta iniziativa da parte di DOP che producono volumi industriali di formaggio o di quant'altro , ma non di una DOP (di nicchia) che certifica quantità assolutamente risibili di olio. Ricordo con nostalgia i tempi eroici (circa 8-9 anni fa) quando un manipolo di presidenti di prestigiose DOP dell'olio italiano , a Verona, in occasione del SOL -Vinitaly, ingenuamente ed in totale solitudine, ostacolati perfino da una organizzazione professionale (che alla lunga ha messo nel cesso l'agricoltura italiana) , ci battevamo contro alcune iniziative promosse dalle multinazionali dell'olio !!! Allora credevamo nelle DOP come strumento di crescita economica attraverso la valorizzazione della grande qualità. Allora eravamo i "nemici" delle multinazionali, oggi ne siamo diventati i promotori, gli sponsor !!! 
Io, comunque,  è da qualche anno che vendo, con successo, la mia  bottiglia di extravergine "Villa Zottopera"   ad un prezzo leggermente superiore al Villa Zottopera  DOP . Ho vinto la mia piccola scommessa che ho con alcuni miei amici ! Nel prossimo futuro mi impegnerò ancora di più  in tal senso, possibilmente abbandonando gradualmente la DOP . E' triste dovere attuare tale strategia  per uno come me che ha fortemente contribuito a creare dal nulla il Consorzio DOP  Monti Iblei !
Mi scuso per lo sfogo. La saluto cordialmente
Giuseppe Rosso

Mercoledì 03 Febbraio 2010 07:47
3306-1.jpg

Un miliardo di persone sono in sovrappeso nel mondo. Di progetti per combattere questo vero e proprio male sociale ce ne sono tanti. Da ieri uno di più.  Con un opuscolo dal titolo Look Great, Feel Great, alcune riviste americane hanno offerto le sei regole per apparecchiare la tavola in modo anti-grasso. Innanzitutto bisogna utilizzare piattini di piccole dimensioni (circa 15 cm). Addio quindi ai grandi piatti di gran moda da alcuni anni. Invece di grandi teglie o piatti di portata meglio utilizzare piatti di misura normale, riducendo cosi' la quantita' complessiva di cibo che viene servito a tavola. Nienti cucchiai da zuppa, sono troppo grandi, meglio usare i cucchiaini da te: ci vorra' piu' tempo per consumare la porzione ma questo sara' di aiuto perche' si potra' avere la sensazione di avere mangiato di piu'. E anche per le tazze bisognera' fare la scelta giusta: scegliere tazze per gli alimenti che si tende a trangugiare con troppa fretta. Poi meglio utilizzare  bicchieri alti e stretti piuttosto che bassi e larghi per le bevande zuccherate,  perche' il nostro cervello, tendendo a concentrarsi maggiormente sull' altezza di un oggetto rispetto che sulla sua larghezza,  non collega rapidamente che si sta bevendo di meno. Infine bisogna optare per la ceramica anziche' il vetro perche i materiali opachi ingannano piu' facilmente la vista, come ha rilevato lo studio sul International journal of obesity. In sostanza, da quanto si capisce leggendo su alcuni quotidiani di oggi i sei consigli, il trucco è ingannare il proprio cervello. E tutta questione di psicologia: apparecchiare la propria tavola in formato mini serve per mangiare di meno e assumere meno calorie del dovuto, perdendo cosi i chili di troppo.  

Martedì 02 Febbraio 2010 08:41
cedroni.jpg

Questa e' una notizia, non un commento: Moreno Cedroni, l'eterno ragazzo dell'alta cucina italiana, il 25 febbraio sbarcherà a Milano col suo Clandestino. Il locale –ristorante, sushi (anzi susci) bar, salumeria del mare? – sarà ospitato dalla boutique Moschino, una delle firme più prestigiose della moda italiana. E non per niente l’inaugurazione è prevista durante la settimana della moda a Milano.  Un luogo informale, come si addice alla Milano odierna. Le certezze sono ancora poche, se non la data dell’inaugurazione. Il nome dovrebbe essere lo stesso del chiosco nelle Marche e del sushi  (anzi susci, ripetizione voluta) bar che Moreno ha aperto nel 2000 in Sardegna. “Il clandestino –leggo dal sito di Moreno - prende il nome da una canzone, di Manu Chau, che echeggiava ovunque: radio, televisione, discoteche. C’era chi addirittura la canticchiava per strada o magari la mattina, appena sveglio, davanti allo specchio nel bagno". Qualche altra curiosità in anteprima? mestoli e forchettoni saranno appesi negli attaccapanni, alcune pietanze verranno servite in scatole di scarpe. Insomma tutto fa moda e Cedroni sicuramente ci sorprenderà positivamente.



 

  • Chia77 su Chef francesi: "l'Italia ci surclassa":
    Dovremmo valorizzare di piu' la cucina italiana al...
  • maria teresa cipri su Tonino Guerra fa 90. Auguri!:
    Mi associo per gli auguri al mitico Tonino Guerra...
  • Dietella su Chef francesi: "l'Italia ci surclassa":
    Come si suol dire, la concorrenza migliora l'offer...
  • strafashion su Bimbi testimonial del cibo spazzatura:
    noooooooooooo! vi prego!...
  • Francesca Cola su Un clandestino a Milano: Cedroni:
    Auguri al "principe" del gusto.........

Mensile