
In questi giorni, molti siti e blog danno giudizi più o meno validi sulla bontà dei panettoni in circolazione. Nel 2008 il Gambero aveva proposto la sua classifica (anche questa più o meno condivisibile) per panettoni e pandoro (è trascorso un anno, quindi da non prendere come oro colato). Quest’anno abbiamo scelto di giudicare i gianduiotti e, nel numero in edicola la prossima settimana, i cotechini. Ma, tornando al panettone, quali sono i criteri per valutarli? Vi propongo una cosa che ho scritto tempo fa.
Squilla il telefono. …buongiorno.
Buongiorno a lei, ma chi parla?
Mi scusi, ma sono cosi scoraggiato che ho dimenticato di presentarmi. Sa, ogni anno, in questi giorni è la solita storia. Come Figaro, tutti mi chiamano, tutti mi vogliono. Tutti mi desiderano, tutti mi chiedono di più e di meglio . Sapesse...
Dica, dica.
Io ho una mia dignita, una mia storia. II nonno del nonno dei miei nonni, e ancora più indietro, viveva alla corte di Ludovico il Moro. Eravamo nell'anno domini 1476. Da quel momento non c'e stato Natale senza i mie avi e parenti. Che però hanno cognomi diversi. A Genova sono i Pandolce, a Bologna Panspeciale e in Valtellina Bisciola.
Ho finalmente capito. Mi tocca perfino parlare con un panettone...
Senta, c'e poco da scherzare. Io sono storia e tradizione del nostro Paese. Ma io sono un organismo vivo. Lei lo sa che gran parte della mia bontà dipende dal lievito naturale chiamato lievito madre. Contiene milioni di microrganismi: 100 miliardi di saccaromiceti e 2.000 miliardi di lactobacilli in ogni chilo. E una straordinaria flora batterica che si moltiplica per sopraffare eventuali germi.
Adesso viene fuori che lei e un miracolo della natura...
Della natura e dell'arte pasticciera italiana. Ci vogliono 72 ore per fare un panettone artigianale a regola d' arte. E chi mi manipola deve saper seguire passo dopo passo tutti i tempi tramandati dalla tradizione.
Va bene, ma ancora non ho capito perche mi ha chiamato.
Ma è semplice, come fa a non arrivarci? Io voglio rivolgerle due appelli. II primo riguarda il rispetto che merito e non solo perché canditi, frutti di ginepro e frutta secca sono segni di buon augurio per I'anno a venire. Voglio il rispetto che giustamente i giornali come il suo dedicano ad esempio ai formaggi, ai vini e perfino alle acque minerali.
Allora casca anche lei nel gioco dei punteggi e degli assaggi, degli esperti noiosi e saccenti! Ma facciamola finita, mi dica come degustarla per non ferire iI suo amor proprio.
Basta poco, cinque sensazioni, iniziando da quella visiva. Perche I'occhio vuole la sua parte. Quindi dateci un voto per i colori esterno e interno, la struttura, la ricchezza e la freschezza. Dopo passate alle sensazioni tattili: reazione al taglio, consistenza, morbidezza.
Personalmente - ma la prego: non si offenda - al coltello io preferisco lo strappo brutale di un pezzo. Sembrerà violenza, ma trovo più soddisfazione.
Faccia lei, poi però dovrà usare il naso, per cogliere fragranza, complessità, burro, lievito, frutta candita, persistenza. Che sono Ie stesse cose che deve trovare sulla lingua. Naturalmente assieme a intensità, dolcezza, retrogusto. Dovrà riuscire a percepire I'arancio candito, il cedro, I'uvetta e cosi via.
Come volevasi dimostrare sta scadendo nella pedanteria.
Va bene, salti tutto e vada direttamente alle emozioni finali: piacevolezza, soddisfazione, tentazione, eleganza. Se trova queste emozioni io sarò contento.
In questo concordo. Ma prima mi parlava di due appelli. Il secondo?
Un po' mi vergogno a dirlo: per favore consumateci subito prima dell'Epifania. Perché soffro a vedere i miei cugini (quelli industriali, sia chiaro) umiliati sugli scaffali di bar e supermercati "tre al prezzo di uno". Quindi godete di noi durante Ie feste e poi, ma fatelo sul serio, se ci volete, venite a cercarci nelle pasticcerie o nei panifici. Ogni giorno e sempre quello giusto per augurarsi iI meglio.
Ps: per scrivere questa immaginaria intervista ho seguito alcune spiegazioni del mio amico Dario Loison (nella foto) , un imprenditore che stimo. Produce un panettone di gran qualità rigorosamente artigiano, ma distribuisce con criteri da azienda più grande. Dario ha capito che oltre a fare le cose bene, bisogna sapere di marketing e di gestione aziendale. Un ricordo: durante il G8 dell'Aquila nello stand riservato alle sole delegazioni ufficiali offrivamo in degustazione le bontà enogastronomiche italiane. Perfino alcuni capi di governo hanno scoperto il panettone. Cara Bruni Sarkozy, dopo aver gustato i biscottini di Dario ha portato via un intero panettone.
In questo mondo di “puri” io confesso che ho ricevuto i suoi gustosi auguri di Natale, ma aggiungo che un mese fa a Londra ho scelto (tra altre possibilità) di comprare un panettone Losion per fare bella figura in una cena. Aggiungo, per non far torno a nessuno, che la scorsa settimana in provincia di Salerno ho comprato un buonissimo panettone tradizionale di Alfonso Pepe. Complimenti!
Dovremmo valorizzare di piu' la cucina italiana al...
Mi associo per gli auguri al mitico Tonino Guerra...
Come si suol dire, la concorrenza migliora l'offer...
noooooooooooo! vi prego!...
Auguri al "principe" del gusto.........