IMPERFECTION IS GOOD

Imperfect - Produce spread - fall

Carote siamesi, zucche deformate, peperoni con le gambe, mele con due teste. Ma solo perché “brutti” all’esterno, non vuol dire che non siano deliziosi all’interno, anzi. In una società ossessionata dall’apparenza, anche l’atto quotidiano di fare la spesa è condizionato da fattori psicologici imposti. Più che alla qualità, spesso si bada ai dettagli estetici: il colore di un frutto, i bitorzoli di un ortaggio,le ammaccature nelle confezioni e tutto quello che rimane sugli scaffali finisce nel bidone della spazzatura. Per fronteggiare il grande spreco alimentare, la FAO parla di circa 1.3 milioni di tonnellate di cibo buttato l’anno, sono nate cooperative come la Imperfect Produce. Questa azienda di San Francisco si occupa di distribuire box a domicilio di frutta e verdura di stagione che i supermercati scelgono di non comprare o di scartare perché non rispettano i canoni estetici del mercato, quindi poco attraenti per i clienti. Il concept di fondo è quello di offrire un prodotto sano e nello stesso tempo supportare gli agricoltori, vendendolo ad un prezzo sostenibile. Gli “abbonati” risparmiano infatti fino al 40% e ricevono una “scatola imperfetta” a settimana direttamente a casa. Il progetto ha avuto molto successo ed ha permesso l’accesso ai prodotti freschi ai 48 milioni di Americani, prima impossibilitati all’acquisto. Il format è stato importato anche in Europa: in Francia la catena di supermercati Intermarché ha lanciato una linea di prodotti del settore ortofrutticolo all’insegna dello slogan “Brutti ma buoni”. Ora lo aspettiamo anche in Italia! 

A cura di Carolina Cheli

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