Oltre la birra: La Germania impazzisce per il gin

Berlino – Bar Convent Berlin, la più importante manifestazione sul beverage, dedicata agli operatori del settore, del mondo. In occasione dell’evento tenutosi ad ottobre in una sorta di ex stazione ferroviaria, era possibile trovare ogni sorta di distillato. C’era uno spazio in cui versavano un nuovo gin tedesco. Più in là uno stand di miscelazione con rum cubano. Nelle vicinanze ancora un nuovo gin tedesco. Dietro l’angolo, un Campari Bar distribuiva Negroni. Proseguendo lungo la navata l’ennesimo nuovo gin tedesco.

La notizia qual’è? La Germania, terra della birra, riesling e grappe, è impazzita per il gin. Negli ultimi tempi, il numero di piccole distillerie che producono gin è esploso. Non è semplice individuare una cifra esatta, ma molti dicono che adesso ci siano centinaia di piccoli produttori. “E’ una battuta comune dire che non passi una settimana senza che un nuovo gin esca sul mercato”, così dice  Dariusz Kulakowski, bartender del Limonadier, un cocktail bar di Berlino dove lui afferma che il gin “scorre a fiumi”“L’unico liquido che può compere con esso nel locale, è il succo fresco di lime e di limone”, dice lui. “In passato nei bar era la vodka ha pagare le bollette. Tutto è sovvertito, la verità che oggi è il gin la macchina da soldi”. Non c’è un dato demografico specifico per questo trend, tutti a quanto pare stanno bevendo gin. “E’ un fenomeno incredibile”, ha detto Jörg Meyer, talentuoso barman tedesco e proprietario del Le Lion di Amburgo. ” I pub agli angoli ora servono tutti Gin Tonic. Tutto è finito”. Questo fenomeno è penetrato fin dentro le case dei cittadini. “Quello che è importante ora per ogni festa a casa è il Gin Tonic” dice Meyer. “Loro non comprano una tonica, ma ne prendono tre, e poi sei bottiglie di gin, così da poterli miscelare tra loro. Può esserci un buon bourbon, una buona vodka, ma hanno cinque o sei gin”. Meyer sottolinea come la mania per il ginepro fa parte delle fortune immense del gin in tutto il mondo, un boom spinto dalla riscoperta a bere distillati. I creatori del  The Gin duke a Monaco, spiegano il fenomeno con il nuovo interesse nel voler sapere da dove proviene ciò che mangiamo e beviamo. The Duke, nato nel 2008, è secondo gli addetti al settore una delle etichette più interessanti dei nuovi gin. Tanti barman e distillatori sono d’accordo che l’inizio di tutto è stato con l’ingresso sul mercato di Adler Berlin Dry Gin nel 2005. Ma il marchio più conosciuto finora è il Monkey 47, realizzato nella foresta nera. Ha attirato subito l’attenzione dopo in suo arrivo nel 2010. Quest’anno, dopo anni di crescita economica, è stato acquistato da Pernod Ricard, il colosso dei liquori statunitense, il che renderà il gin tedesco maggiormente disponibile negli Stati Uniti. Altre notevoli etichette sono Siegfried Rheinland Dry Gin, Gin Sul, da Amburgo e Windspiel Gin dalla regione vulcanica dell’Eifel. “Ho visto gin andare e venire per più di sei anni, e arriva poi un momento che si smette di contare”, ha detto Alexandre Stein, l’amministratore delegato di Monkey 47. Inoltre Stephen Garbe, fondatore e amministratore di Gin Sul, ha detto che il fenomeno non mostra segni di rallentamento. “Ci sono tantissimi interessati, alcuni in ritardo, ma tanti followers”, dice lui.

A cura di Enzo Di Giambattista

 

Share and Enjoy

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *