L’Abruzzo del vino. Intervista a Marina Cvetic, titolare dell’azienda Masciarelli Tenute Agricole.

castello di Semivicoli

Foto Press castello di Semivicoli

“La signora del vino abruzzese”, così come viene definita da molti, subentrata alla guida aziendale nel 2008 in seguito alla prematura scomparsa del marito Gianni Masciarelli, ha saputo continuare sulla strada del rinnovamento intrapresa dal marito. Donna dai grandi valori umani, ma allo stesso tempo coraggiosa e intraprendente, ha presto in mano le redini aziendali con il sogno di fare dell’Abruzzo una grande terra del vino.
Vini che ben si adattano alle condizioni geografiche del territorio, dalla natura selvaggia, che esprimono a pieno l’identità autoctona, possono in futuro crescere ancora e imporsi sui mercati internazionali grazie al lavoro di squadra sfruttando il valore aggiunto all’estero del Made in Italy.

Foto press Marina Cvetic

Foto press Marina Cvetic

Quale è stato il suo primo approccio al vino? Mi riferisco ovviamente prima che iniziasse la sua attività di imprenditrice.

Il vino per me è un ricordo molto antico, legato alle estati passate con la famiglia a casa di mio nonno, piccolo vignaiolo, che costruiva barrique in Croazia. In vigna, tra le sue botti apprendevo i primi rudimenti di quest’arte, e soprattutto, una delle lezioni più importanti della mia vita: saper aspettare per ottenere ciò che si vuole e non dare mai nulla per scontato.

Quando ha deciso di intraprendere una carriere da imprenditrice nel settore vinicolo?

Quando ho incontrato Gianni Masciarelli sono stata travolta dal suo sogno di fare dell’Abruzzo una grande terra del vino. Per lui, Montepulciano e Trebbiano dovevano diventare nella mente dei consumatori espressioni uniche e irripetibili di questa regione e fulgidi esempi dell’enologia italiana di qualità. Negli anni 80 era tutt’altro che scontato e si sentiva parlare pochissimo della viticoltura abruzzese.

La sua azienda ha sede in Abruzzo, quali sono state le motivazioni che le hanno fatto preferire iniziare un’attività imprenditoriale proprio in questa regione?

Non è stata una scelta ma la conseguenza dello sposare il progetto di vita di Gianni Masciarelli, un geniale artista del vino, dotato di lungimiranza e tenacia non comuni. Col tempo, ho imparato ad amare l’Abruzzo, una terra meravigliosa e selvaggia, ricca di verde e biodiversità e per questo straordinariamente vocata alla produzione vitivinicola.

Lei produce uno straordinario Montepulciano d’Abruzzo e un eccellente Trebbiano d’Abruzzo, perché questi vitigni riescono ad esprimersi benissimo in questa regione? Cosa in particolare li rende straordinari in questi terreni?

Quello che contraddistingue questi prodotti fin dal loro primo concepimento nella visione di Gianni Masciarelli è la capacità di interpretare le particolarità del territorio abruzzese e la sua biodiversità conferendo al vino un appeal internazionale, che lo fa apprezzare a tutte le latitudini senza snaturare l’identità del vitigno autoctono.

 Foto press Gianni Masciarelli in vigna

Foto press Gianni Masciarelli in vigna

Sicuramente i primi anni, in una regione così “arretrata” dal punto di vista commerciale, saranno stati intensi e difficili, può raccontarmi le difficoltà incontrate e come lei ha saputo superarle e andare avanti.

Gli ostacoli purtroppo ci sono in tutto il mondo ed in tutti i settori, perché siamo ancora troppo legati a stereotipi e pregiudizi cementati nei secoli. Per certi versi, c’è ancora molto da fare per superare una visione limitante della viticoltura abruzzese, che la vorrebbe terra di serie B della produzione enoica; per altri, le cose stanno cambiando e il mercato comincia a riconoscere il valore di prodotti e aziende che si distinguono a tutti i livelli per la loro qualità.

Per l’Abruzzo, o più in generale per l’intero paese, quali sono le maggiori difficoltà per un impresa vinicola nel promuovere il proprio prodotto nell’immenso panorama mondiale?

La situazione geopolitica ci pone davanti a grandi difficoltà (basti pensare all’impatto della Brexit, la crisi dell’economia russa, etc.), senza contare che troppo spesso le aziende abruzzesi non riescono a fare squadra e a muoversi compattamente nei mercati esteri. Eppure ci sono molti paesi che danno grandi possibilità ai prodotti del made in Italy.

Oggi anche l’Abruzzo ha la sua fetta di mercato nazionale, ed anche internazionale, come si deve agire per riuscire a migliorarsi ulteriormente in un mercato globale e quali sono le prospettive future per la regione?

Credo che l’Abruzzo continuerà a crescere e a farsi riconoscere sempre più all’estero. Certo, un aspetto fondamentale sarà rappresentato dalla capacità di attivare partnership a valore aggiunto sui vari mercati, individuando e legandosi a partner strategici in grado di supportare lo sforzo commerciale dei produttori.

Se lei dovesse immaginarsi tra qualche anno, come vede il suo futuro?

Spero di essere ancora a lungo impegnata nella vita di questa azienda e mi auguro che i miei figli sappiano e vogliano trovare il loro “posto” al suo interno. La mia primogenita Miriam Lee lavora già come Brand Manager in giro per il mondo: le aziende hanno bisogno della forza vitale delle nuove generazioni ed è nostro compito permettere loro di farsi strada.

 

 

Share and Enjoy

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *