Kurniawan: vendute le ultime bottiglie del più grande truffatore di vino

Sarebbe paradossale credere che qualcuno possa essere interessato ad acquistare bottiglie di vino di un falsario che proprio sul vino ha costruito la sua fama. Eppure è successo.

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Rudy Kurniawan, il contraffattore di vino più famoso di tutti i tempi, è stato processato nel 2013 per aver sofisticato, falsificato e venduto rare bottiglie di vino per milioni di dollari; dalle indagini è emerso che gestiva il tutto da solo e in completa autonomia: dal taglio del vino, con blend messi a punto da lui in persona per ogni bottiglia, alle etichette che meticolosamente riproduceva, stampava, invecchiava e attaccava su bottiglie riciclate, precedentemente ripulite nella sua cucina-laboratorio della casa che condivideva con la madre a Bel Air, Los Angeles.

Dopo essere stato scoperto e arrestato nel 2012, è rimasto recluso fino al mese scorso quando, in tribunale, ha provato a fare appello alla corte federale americana, arrampicandosi su fatti che i giudici non hanno ritenuto meritevoli di considerazione. Gli agenti dell’FBI infatti erano entrati in casa sua pretendendo di perquisirla senza un mandato, trovando così tutto quello che aveva tenuto nascosto fino ad allora. La corte ha respinto l’appello, costringendo Kurniawan a scontare per intero la pena di 10 anni di reclusione al Taft Correctional Institute, in California, mentre la cifra che dovrebbe rimborsare a tutte le persone coinvolte nella pluriennale e fruttuosa truffa si aggira sui $28 milioni di dollari, ma il suo avvocato ha tenuto a precisare che l’assistito è senza un penny, non può risarcire nessuno.

rudy_kurniawanLa decisione allora è stata quella di vendere tutti i beni di Kurniawan, a cominciare dalle sue auto – una Lamborghini Murcélago e un Range Rover entrambe del 2008 e un SUV Mercedes Benz Classe G del 2011 – per poi passare alla sua cantina. L’U.S. Marshals Service (UMS), un’agenzia federale di polizia americana, ha provveduto quindi a organizzare un’asta, in carta tutta la sua collezione: oltre 5200 bottiglie di vino.

L’enorme quantitativo di materiale è stato autenticato da un team di esperti composto dal perito Stephanie Reeves, aiutata da altri estimati intenditori come Maureen Downey e Michael Egan il quale, recentemente definitosi sul suo sito “wine detective”, è stato anche uno dei testimoni nel processo di Rudy Kurniawan. Egan ha ispezionato le bottiglie con la maggiore probabilità di essere contraffatte e quelle scoperte sono state rimosse dalla collezione venduta, ha dichiarato l’USM in un comunicato. Lo stesso Egan ha affermato di aver trascorso cinque giorni in Texas l’estate scorsa per autenticare circa 770 delle bottiglie sotto esame.
Altri esperti invece hanno stimato che un numero significativo di bottiglie non sono state tracciate ed è stato impossibile ricondurle ad una compravendita.

L’analisi alla fine ha portato a scartare 548 bottiglie, circa il 10% della collezione che è stata trasportata su un’isola ecologica di Austin, in Texas e distrutta sotto il peso di un enorme magnete il 10 dicembre scorso.

Le rimanenti 4700 bottiglie sono andate tutte all’asta, svolta completamente online sul sito www.txauction.com, con un totale di 905 lotti nel periodo compreso tra fine novembre e la seconda metà di dicembre 2015. Il ricavato dell’asta servirà a risarcire le vittime della frode, dice l’assistant programme manager dell’UMS Jason Martinez, ma su un articolo del Bloomberg Business si palesa la paura dei tanti esperti, collezionisti e produttori di vino, nonché degli stessi frodati, della possibilità che gli Stati Uniti possano mettere dei falsi sul mercato. I partecipanti all’asta sono stati avvisati della provenienza dei vini, ribatte Jason Martinez, non c’è alcuna garanzia al 100 per cento di certezza, ma quello di cui siamo convinti è che tutti questi vini sono autentici. Una frase che certamente avrà rassicurato chi, all’asta, non solo ha partecipato, ma ha anche portato a casa dei lotti per migliaia di dollari.

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I vini che sono stati venduti all’asta hanno fruttato intorno ai $1.5m ma un altro testimone al processo dell’ormai rinominato “Dr. Conti”, William Koch, miliardario uomo d’affari e collezionista americano che ha perso $2.1m in falsi Chateau Petrus e Domaine de la Romanée-Conti, lamenta che lo stato americano ha venduto Burgundi e Bodeaux discutibili a insospettabili consumatori.

Sicuramente i fatti e le accuse per attività fraudolente di Kurniawan ha costretto a considerare la realtà della contraffazione dei vini come una minaccia reale, a spostare l’attenzione sui rischi e le conseguenze che può generare e forzato le autorità e le case d’asta a dedicare maggiori risorse all’autenticazione prima della commercializzazione.

Simone Aprili

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