Lenticchie a Capodanno, fortuna tutto l’anno

 

Stiamo ancora cercando di smaltire il baccalà fritto della Vigilia, i tortellini in brodo e l’abbacchio con patate del 25, insieme a tutti i cosiddetti “avanzi del giorno prima” a Santo Stefano, che ci troviamo davanti alla fatidica domanda: cosa mangiamo al cenone di Capodanno?

 

Che si decida di trascorrerlo in casa con gli amici o al ristorante, a San Silvestro sono le lenticchie le protagoniste indiscusse della serata. Da nord a sud, da sole o accompagnate da purè e cotechino, una mezzanotte che si rispetti non può non prevedere un piatto di legumi portafortuna che vanno mangiati, a prescindere dal numero delle portate precedenti, perché “portano soldi”. Ma come mai sono considerati un cibo di buon auspicio?

 

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Per prima cosa va detto che la lenticchia è il legume più antico coltivato dall’uomo; presente in Asia già nel 7000 a.C è diventato poi onnipresente nella cucina degli antichi greci e romani, grazie alle sue proprietà terapeutiche, dall’alto valore nutritivo, ricca di fibre, fosforo, potassio e proteine, tante da poter sostituire i piatti a base di carne.

 

Il suo nome deriva dalla particolare forma che ricorda quella di una lente e quindi, indirettamente, quella di una moneta. È per questo che in antichità i Romani, come segno di buon auspicio, regalavano una borsa di cuoio, la scarsella, ricolma di lenticchie, nella speranza che si sarebbero un giorno trasformate in monete d’oro. Una credenza questa che è rimasta immutata nei secoli, fino ad arrivare sulle nostre tavole durante il brindisi dell’ultimo dell’anno.

 

Le lenticchie sono molto versatili e possono essere gustate in svariati modi, oltre a quello classico in umido, con ricette che mettono d’accordo ogni tipo di palato, rendendo originale il veglione degli Italiani. Qualche idea? Le lenticchie allo zafferano per chi ama i gusti più ricercati, gli gnocchi di lenticchie per conquistare anche i vostri ospiti più piccoli e, perché no, anche una bella crostata di ricotta e lenticchie.

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E per il vino? Provate ad abbinarle con il Lambrusco, beverino per eccellenza, che con le sue bollicine naturali e gli aromi di fragola e violetta è perfetto per accompagnare i piatti molto conditi che regnano in questi giorni di festa.

 

 

Irene De Rossi   

 

 

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