Le Cose Buone, l’ecopasticceria nel cuore della Tuscia

L'ingresso della pasticceria

L’ingresso della pasticceria

Merry food, il cibo felice. Il cibo che rende felici le persone che lo assaporano e quelle che lo preparano. Renée lo ha inserito nel payoff del suo brand, perchè è in queste due semplici parole che si racchiude il segreto del successo suo e della sua magnifica squadra, composta da Anna, la madre, che ha imparato l’arte bianca da maestri del calibro di Leonardo Di Carlo e Nazzareno Lavini, e Roberta, la pasticcera junior proveniente dall’Alma. “Sono fantastiche, bravissime, instancabili. Sono la mia gioia. Con loro in cucina si respira davvero una bella aria”, dice con orgoglio.

Le Cose Buone nasce a Viterbo nell’aprile del 2013 con l’idea di creare un tipo di pasticceria diversa da quella tradizionale, basata essenzialmente sulla valorizzazione della materia prima locale. L’ambiente è semplice e accogliente, dalle linee morbide e con il colore bianco a predominare. La vetrina non è molto grande ma ben assortita, con torte e monoporzioni dolci e salate. C’è poi una bella esposizione dei prodotti del territorio della Tuscia e un angolo per prepararsi autonomamente caffè, tè e tisane da consumare al tavolo o sui divanetti della piccola terrazza antistante l’ingresso. Trasmette calore e familiarità. “Tante persone ci dicono di sentirsi come a casa, in una bella casa. Entrano ed escono con il sorriso, felici della loro esperienza . È questo che ci manda avanti e che ci rende orgogliose di quello che facciamo” dice soddisfatta Renée.

Le monoporzioni - foto di © Giulia Venanzi

Le monoporzioni – foto di © Giulia Venanzi

Le si illuminano gli occhi quando parla della sua creatura. Del suo lavoro è innamorata e il suo messaggio arriva forte e chiaro. Gli ingredienti che usa non sono lavorati, ma accarezzati; i dolci non sono venduti, ma raccontati. Parla, dice tutto di loro. Non ha fornitori, ma amici di cui si fida e su cui può contare sempre, perchè rispettano la natura e tutto ciò che essa può offrire. Tutto è studiato nel dettaglio, in maniera tale da ottimizzare l’uso della materia prima, riducendo al minimo gli sprechi e l’impatto sull’ambiente. E lo sa bene, Renée cosa significa, vista la sua laurea in scienze forestali cui è seguito un dottorato di ricerca in ecologia forestale. Nel suo blog ha anche pubblicato un articolo in cui spiega quanto la sua ecopasticceria (è così che le piace chiamarla) risparmia in termini di emissioni di anidride carbonica, acquistando latte, panna,  uova, nocciole, olio extravergine di oliva, salumi, formaggi, frutta e verdura nel territorio della Tuscia, minimizzando i tempi di trasporto. “L’acquisto ed il consumo di prodotti a chilometro zero porta un beneficio generale non solo per il nostro organismo ma anche per l’economia locale, in quanto si innesca un circolo virtuoso in cui tutti gli attori, siano essi produttori o commercianti, sono coinvolti. Io la chiamo economia a rialzo”.

Nascono così le sue creazioni, ognuna con il proprio carattere. ” Credo che lo scrigno alla crema sia il dolce a cui siamo più legati e che meglio ci rappresenta”, sostiene Renée. “La sfoglia è fatta con il burro ed è tirata a mano da noi. Per la crema invece utilizziamo scorza di limone, bacche di vaniglia e quaranta tuorli d’uovo in due litri di latte. Tutto biologico, locale e, naturalmente, fresco”.  Che dire, vien da leccarsi i baffi solo a sentirne parlare. Punta dritto al sapore, alla sua essenza: pochi ingredienti ma di qualità, mixati nel modo giusto per esaltarne solo quello principe della ricetta.

Lo scrigno alla crema - foto di © Giulia Venanzi

Lo scrigno alla crema – foto di © Giulia Venanzi

Gusti intensi e decisi, come Renée del resto, infaticabile e visionaria imprenditrice molto impegnata anche nel sociale. “A gennaio 2016 Le Cose Buone potrà contare su un nuovo elemento:  un rifugiato ghanese cui abbiamo offerto uno stage di sei mesi” annuncia con entusiasmo. “Ho già avuto il piacere di conoscere questo ragazzo che non sta più nella pelle. E nemmeno io. Vuole riscattarsi e costruirsi un futuro migliore e io sono felicissima di poter contribuire a realizzare questo suo sogno”.  Interessante anche l’altro progetto legato al censimento dei frutteti dei conventi del Viterbese insieme all’Università degli studi della Tuscia. “L’idea è nata dalla collaborazione che abbiamo avuto con le suore del convento di Santa Rosa, le quali ci donavano la loro frutta per farci delle marmellate. Il progetto prevede la riscoperta di queste piantagioni e la trasformazione del suo raccolto in confetture coinvolgendo persone socialmente disagiate. Ci auguriamo proprio di poterlo realizzare”.

È il coraggio il carburante della macchina di Renée. La sua squadra il motore. Le Cose Buone il viaggio che stanno percorrendo. E allora in bocca al lupo Renée, anzi… Merry Food.

Gianluca Ciotti

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