A tu per tu con Hiro, il cuoco che non cuoce

Durante l’evento di presentazione del suo nuovo libroCiao, sono Hiro”, che si è tenuto al centro commerciale I Granai a Roma il 5 novembre, abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere con il cuoco protagonista del famoso show, in onda sul canale Sky 412 del Gambero Rosso.

Giapponese di nascita ma italiano d’adozione, Hirohiko Shoda, in arte Hiro, è da sempre appassionato della nostra cucina e riesce a far interagire piatti freschi ed originali, adatti a tutte le stagioni, con la cultura del crudo, che negli ultimi anni è diventato un vero e proprio must anche in Italia. Andando oltre il “classico” sushi, il suo libro, suddiviso in base ai colori e agli alimenti che un determinato colore ricorda (es. bianco -mozzarella), è un insieme di ricette che spaziano dalla carne alla frutta, dal pesce alle verdure, con in comune tutte lo stesso denominatore: una cucina a fuoco zero.

 

Un esempio, La zuppa di frutta con insalata di finocchio, che Hiro ha proposto allo show cooking, riassume  tutta la sua filosofia: leggerezza e semplicità, unite a una vasta gamma di materie prime. Lo chef e star televisiva, che ha conquistato i fan con la sua simpatia e cordialità, ci racconta come vive il suo successo, i suoi progetti per il futuro e la sua cucina; parla Hiro, il cuoco che non cuoce.

zuppa di frutta con insalata di finocchio

Oggi Lei è una star per un numero sempre più elevato di fan. Come vive questo suo successo televisivo?

“Il successo in tv non mi ha cambiato per niente, continuo ad essere sincero e spontaneo. Per me quindi non influisce né  il successo televisivo, né quello che deriva dal mio libro. Sono e continuo ad essere un uomo molto semplice”.

 I suoi piatti sembrano quasi degli omaggi al mondo dell’arte. Quanto è importante l’estetica per le sue creazioni?

“Sono un uomo molto curioso e secondo me è fondamentale approfondire la vita di qualsiasi personalità, che sia un artista o un musicista. Ma non solo, io voglio conoscere a fondo qualsiasi persona. Questo è il mio carattere”.

 Anche quando lavorava ad Osaka, in Giappone, cucinava italiano: può dirci quali sono stati i suoi maestri?

“Nella mia vita sono stato molto fortunato, ho incontrato tante persone, tanti bravi chef italiani e giapponesi. Ma non posso dire di averne avuto uno in particolare perche ogni persona, dallo chef alla casalinga con cui ho parlato, è stata importante per la mia cucina”.

 Crede che i tuoi piatti siano facilmente riproponibili anche a casa oppure il fattore crudo ne aumenta la difficoltà?

“No, le mie ricette sono semplicissime! Come ho scritto nel mio libro “Ciao, sono Hiro”, per realizzarle a casa ci vogliono massimo 15 minuti. Quindi provate a cucinare i miei piatti”!

 Pensa che un giorno ci delizierà con le sue ricette aprendosi un ristorante?     

“È possibile, deciderò al momento opportuno. Per ora utilizziamo roba fresca, mangiamo bene, mangiamo sano e poi..siamo felici”!

Accendete la tv e correte ai fornelli, ma questa volta ricordatevi di tenerli spenti!

 

Irene De Rossi

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