VIAGGIO NELLA PICCOLA CAPITALE DELL’EXTRAVERGINE DI QUALITÀ: BUCCHERI

E’ un paesino dell’entroterra siciliano, in provincia di Siracusa, che sta facendo molto parlare di sé per un motivo ben preciso: l’olio extra vergine d’oliva. Al Sol d’Oro 2015 – il concorso oleario internazionale più importante al mondo, organizzato da Veronafiere e conclusosi lo scorso febbraio – Buccheri ha sbaragliato la concorrenza mondiale, aggiudicandosi tre Sol d’Oro su cinque categorie e conquistando, così, il titolo di capitale mondiale dell’olio extravergine. Nel comune montano la Tonda Iblea (la cultivar più diffusa nella Sicilia orientale) ha trovato la sua terra d’elezione: gli uliveti danno il benvenuto ai visitatori già lungo le due strade provinciali che collegano il paese a Catania e a Ragusa e la cultura dell’olio, qui, è radicata al punto che le piante di ulivo e una macina in pietra lavica fanno parte dell’arredo urbano.

Borgo di neanche duemila abitanti, circondato da pinete, boschi di frassini e querce, Buccheri se ne sta abbarbicato sulle pendici del Monte Lauro, che un tempo fu vulcano, e dall’alto dei suoi 820 metri sfoggia panorami mozzafiato affacciati, a settentrione, sull’Etna e il Golfo di Catania; a ponente, invece, sul territorio dell’entroterra, fatto di colline terrazzate e distese verde-oro.

Non si conoscono con certezza le origini del nome, ma di sicuro, durante scorribande di conquista, da qui passarono Arabi e Normanni che, intorno all’XI secolo, edificarono sul Colle Tereo un castello di cui oggi restano i ruderi.

In località Croci la campagna nasconde un piccolo gioiello: l’antica chiesa rupestre di San Nicola, scavata nella roccia con affreschi di cui ancora oggi è visibile qualche traccia. A otto chilometri dal centro abitato, proprio fra quegli uliveti di tonda iblea che stanno rendendo celebre Buccheri, è possibile ammirare uno dei migliori esempi di architettura religiosa del periodo svevo: la chiesa gotica di Sant’Andrea, edificata per volere di Federico II intorno al 1225.

Quasi completamente rasa al suolo dal terremoto del 1693, Buccheri fu ricostruita nella vallata sottostante la collina, con preziose architetture in stile barocco che oggi rendono la zona del Val di Noto famosa in tutto il mondo.

Buccheri non è solo olio, arte e cultura, ma anche natura. Nei boschi che circondano il paese, da ottobre in poi si va alla ricerca di funghi e castagne, mentre nella pineta di Santa Maria c’è un’area attrezzata adatta a picnic, scampagnate ed escursioni tra i percorsi del parco-avventura.

La gastronomia buccherese è legata alla cultura contadina e si basa sulle tipicità locali, dal grano duro alle verdure, passando per le pregiate mandorle siciliane. I piatti simbolo della tradizione sono i cuddurùni, lievitati salati a base di semola, olio e acqua, aromatizzati con foglie di basilico, origano e peperoncino, incordati a mo’ di chiocciola e cotti in forno a legna; gli scacciùni, pagnotte preparate dai fornai solo nel periodo estivo e cunzate, cioè condite, con verdure di stagione o semplicemente con olio, sale, origano e peperoncino; le festività natalizie hanno come protagonisti i funcìddi, dolcetti preparati a base di nocciole, noci e mandorle, che hanno forma di piccoli funghi (da qui il nome).

Notevole è la produzione di insaccati (soprattutto salsicce, fresche e stagionate) e formaggi, ovunque reperibili nelle botteghe o nelle macellerie della piazza. Ristoratori e fornai saranno lieti di offrire questi prodotti straordinari, insieme a oli, paté a base di olive, olive cunzate e molto altro a chiunque desiderasse gustare questo piccolo angolo di Sicilia.

Indirizzi utili

Aziende vincitrici di Sol d’Oro:

Agrestis: www.agrestis.eu

Terraliva: www.terraliva.com

Tuttotonda: www.tuttotonda.it

Serena Ciurcina

Foto di Sebastiano Scollo

 

Share and Enjoy

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *