Modica e gli incroci della Sicilia

Quando un siciliano esce dalla sua isola, lo fa riempiendo le proprie valigie di speranza, entusiasmo e voglia di raccontare la bellezza della sua terra, fatta di profumi, di colori e di contraddizioni. Una terra che è tutto e il contrario di tutto, che soffre di un “eccesso di identità”, sicuramente ascrivibile alla miscellanea di popoli che si sono succeduti nei secoli e che le hanno impresso il loro segno indelebile. Un’impronta tangibile, che si osserva sui profili delle chiese barocche e sulle pareti dei palazzi bizantini, che si ascolta nel dialetto e si assapora nella tradizione culinaria della Sicilia.

balcone barocco

L’alternarsi dei conquistatori, che arrivavano da ogni parte del Mediterraneo, ha fatto sì che i centri abitati divenissero un pot-pourri di stili, usanze e costumi. Se è vero, infatti, che il barocco è il leitmotiv che caratterizza gran parte delle città siciliane d’oriente, da Siracusa a Catania, passando per Noto, Palazzolo e Scicli, è anche vero che ciascuna di esse possiede un fascino singolare e ineguagliabile.

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Un esempio su tutti è Modica, profondo sud del levante siculo, città che un tempo fu uno dei più importanti stati feudali del Mezzogiorno d’Italia e che diede i natali al poeta Salvatore Quasimodo, premio Nobel per la letteratura nel 1959. Nel 2002 è stata inserita dall’UNESCO nella lista dei Patrimoni dell’Umanità e, oltre ad essere conosciuta per il meraviglioso cuore barocco, è famosa in tutto il mondo per il cioccolato. La tecnica di lavorazione del cioccolato modicano fu introdotta nell’antica Contea di Modica già nel XVI secolo dai dominatori spagnoli, che la appresero a loro volta dagli Aztechi. In essa le fave di cacao, non private del burro, vengono tostate, macinate e mescolate a zucchero semolato (o di canna) e spezie, come cannella, cardamomo, peperoncino, vaniglia o zenzero. La lavorazione “a freddo” (durante la trasformazione il composto non supera mai i 40°C) fa sì che i cristalli di zucchero non si sciolgano e rimangano integri all’interno della pasta. È questo l’espediente che conferisce al cioccolato modicano la sua caratteristica granulosità, l’aspetto grezzo, il gusto ruvido e sabbioso che lo hanno reso famoso in tutto il mondo. Una meraviglia gastronomica che può essere gustata al naturale o usata come ingrediente, spezzettato grossolanamente per arricchire il ripieno cremoso di un cannolo o di una cassata.

Serena Ciurcina

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