Biccari: tradizioni natalizie nell’Alto Tavoliere attraverso i ricordi di una nonna

Piccolo comune pugliese della provincia di Foggia, Biccari sorge tra i Monti Dauni, e con la sua Torre Bizantina, Il Convento di Sant’Antonio, il Palazzo Goffredo del 1800 e la Chiesa romano-gotica di San Quirico, offre scorci davvero incantevoli.

Un paese folkloristico dove il Natale viene vissuto ancora oggi attraverso una tradizione che si tramanda da secoli.

“L’anguilla è da sempre il simbolo delle festività natalizie biccaresi – racconta coinvolta nonna Netta, che a Biccari ci vive da ben 82 anni – molta gente la vendeva in paese dopo averla trainata da Lesina con i muli. E i trafficanti, spostandosi di borgo in borgo, si accanivano nel commercio cercando di piazzare il pesce più grasso: “L’anguilla di Lesina” – urlavano – alzandola al cielo come distintivo di orgoglio.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Molto spesso però la vendita non era molto fruttuosa e il pesce invenduto veniva riportato nelle proprie case, dove, dopo averlo messo sotto sale, veniva appeso con degli uncini di legno per farlo seccare ed utilizzarlo nelle preparazioni in cucina nei mesi successivi.”

E così da centinaia di secoli fino ad oggi per i biccaresi il giorno della Vigilia di Natale è all’insegna di piatti a base del prelibato pesce d’acqua dolce.

“Dopo il rito esecutorio – continua nonna Netta – che avviene sventrando l’anguilla per poi eliminare le sue parti interiori, il viscido pesce diviene protagonista della principale portata che si consuma durante il pranzo di Vigilia, momento di gran lunga più importante rispetto al pranzo serale: il cavolfiore con l’anguilla.

Broccolo

Si prosegue con baccalà fritto, pizze fritte, rigorosamente profumate con il chiodo di garofano, e per finire cartellate e calzoncelli, dolci tradizionali che vengono preparati almeno tre giorni prima della festa.

baccalà

Uova, farina, zucchero, olio di oliva, aroma di vaniglia e un pizzico di bicarbonato gli ingredienti per preparare la sfoglia delle cartellate, che vengono poi fritte e condite con miele nostrano.

Cartellate

Farina, vino bianco e olio di oliva invece gli ingredienti per impastare la sfoglia dei calzoncelli, panzerotti ripieni di purea di castagne, vincotto, liquore strega e cioccolato fondente. La frittura e il miele ultimano la preparazione.

Per il cenone continua la sfilata di piatti in cui il grasso pesce entra in tavola da protagonista: spaghetti con sugo di anguilla e capitone cotto sulla brace del camino.

Il giorno di Natale si celebra la nascita del Bambino Gesù con brodo di tacchino durante il pranzo e agnello al forno con patate per il pasto serale.”

Tavola natalizia ricca di tradizione e sfarzo quella degli abitanti di questo piccolo paese, ma soprattutto intorno alla quale si riunisce la famiglia, indiscusso simbolo del Natale nei cuori di tutti i biccaresi.

Maria Martina Molle

Share and Enjoy

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *