Da Romano, cinquant’anni d’amore e buona cucina.

romano-viareggioFranca Checchi e Romano Franceschini sono una coppia salda e affiatata nella vita oltre che sul lavoro; da quasi 50 anni gestiscono assieme il ristorante Romano a Viareggio, aperto nel 1966, dove lei si occupa, ancora oggi, della cucina e lui dell’accoglienza e delle attività in sala. Accanto a loro poi si inseriscono anche i figli: Maria Cristina in cucina assieme alla madre e Roberto, invece, in sala con il padre. Un ristorante di lunga tradizione, gestito da una famiglia molto affiatata, ormai considerabile una mosca bianca all’interno del panorama della ristorazione di oggi?

Abbiamo avuto la fortuna di incontrare Franca, Romano e Roberto in occasione della presentazione della Guida Ristoranti d’Italia, che quest’anno premia il loro ristorante con il massimo riconoscimento, le Tre Forchette (con un punteggio di 90 su 100).

Il Gambero Rosso quest’anno vi ha premiato con le Tre Forchette, ve lo aspettavate? Ci speravate?
Ci speravamo, ma non ce lo aspettavamo. È stata una piacevolissima sorpresa ricevere la notizia; è un riconoscimento molto importante soprattutto per chi, come noi, ha iniziato dal nulla, vedendo crescere giorno dopo giorno la propria attività.

Franca, prima di incontrare suo marito Romano aveva mai pensato di diventare chef?
No, in realtà non ci avevo mai pensato. Però dopo il matrimonio e l’apertura del ristorante mi sono riscoperta in questa attività e devo dire che lo trovo, ancora oggi, il lavoro più bello del mondo.

Qual’è l ultimo piatto che ha inserito nel menu?
Mezzi paccheri con le seppioline di fondale.

ristorante-romano

A chi si ispira quando cucina? Qual’è il piatto a cui è più affezionata?
A mia madre e alla sua cucina; il mio piatto d’ispirazione sono i totani ripieni che mi cucinava lei quando ero bambina. I calamaretti ripieni di crostacei e verdure sono un ricordo della mia infanzia e senza dubbio è questo il piatto a cui sono più affezionata, quello che sento più mio.

Qual’è il suo ingrediente preferito?
Il pesce, in particolare sogliole e aragoste che, tra le altre cose, piacciono molto anche alla mia nipotina.

Cosa ama fare quando non è in cucina?
In realtà il tempo libero non è molto, il lavoro al ristorante è molto impegnativo; però mi piace molto il giardinaggio e adoro fare lunghe passeggiate, soprattutto al mattino, lungo la spiaggia di Viareggio fino ad arrivare al molo. Qui si ammira un panorama stupendo anche d’inverno quando le montagne innevate fanno da sfondo al mare.

Il vostro ristorante è famoso per la freschezza e la qualità delle materie prime; sono tutti prodotti provenienti dal territorio della Versilia?
Se e quando c’è la possibilità di trovarle qui in zona ci piace rispettare il km zero; però in alcuni casi, come nel caso della pasta secca, che da noi non è un prodotto della tradizione, ci riforniamo da ottimi pastifici abruzzesi e campani come Verrigni, Cocco, Pastai Gragnanesi, dove la qualità è senza dubbio più elevata. Utilizziamo inoltre olio extravergine di un produttore di Lucca mentre la verdura la compriamo ogni giorno al mercato centrale.

Il vostro è un ristorante storico, con piatti e preparazioni tradizionale: è nei vostri progetti futuri attualizzare le preparazioni e passare ad una cucina più creativa?
Una sorta di rinnovamento è già stato fatto alleggerendo i nostri piatti nelle quantità, nei condimenti e nelle cotture perchè, anche se l’impronta di cucina può essere rimasta quella tradizionale, è importante riconoscere come oggi, rispetto a cinquant’anni fa, sia molto cambiato il modo di mangiare.
I piatti non sono stati stravolti, sono sempre quelli ma nel corso degli anni sono cambiati per adattarsi alle nuove esigenze della clientela.

Ora una domanda per Roberto: lavorare nel ristorante di famiglia è stata una sua decisione o l’ha visto un pò come una scelta obbligata?
Sono cresciuto all’interno del ristorante, ho vissuto tutte le sue trasformazioni: da trattoria a ristorante di alta qualità. Diciamo che dopo aver concluso gli studi superiori ho deciso di affiancare i miei genitori nella loro attività; avendo avuto la fortuna di poter scegliere quello che mi andava di fare ho deciso di approfondire il tema del vino, di cui sono stato sempre un grande appassionato, facendo stage all’estero, in America. Al termine di questo periodo di formazione ho scelto di utilizzare queste mie competenze per differenziarmi da quello che faceva mio padre, non volevo essere la sua fotocopia.

Invece per Lei, signor Romano, l’ultima domanda: quando è nata l’idea di aprire un proprio ristorante?
Quando sono andato via di casa e mi sono trasferito a Viareggio ho iniziato a lavorare in una pizzeria; con il passare del tempo però ho capito che il mestiere che avrei voluto fare sarebbe stato il ristoratore, così decisi di aprire una mia attività il 15 aprile 1966: così nasce il ristorante Da Romano.

 

01 Da_Romano

Francesca Cometti

Share and Enjoy

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *