Ritterhof: il racconto del gewürztraminer al Food and Wine Festival di Roma

Sembra di sentire il suono di una nave muoversi leggera tra le onde ascoltando la voce di Paolo Bolego raccontare l’Auratus Gewürztraminer Sudtirol, una DOC del 2013.

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“È da meditazione – dice coinvolto – coerente tra naso e palato, equilibrato, profumato” e, mentre conduce nel mondo di un vitigno dalle note suadenti, versa nel suo calice del vino, per accompagnare chi si avvicina nell’esperienza di degustazione.

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Dopo il lavoro in banca, Paolo dedica il suo tempo libero a una passione, quella per l’enologia, e non è stato scelto dalla cantina Ritterhof per raccontare il suo vino tecnicamente, come farebbe un enologo, né ha mai studiato per diventare sommelier, cerca solo di coinvolgere nell’emozione che muove lui stesso durante l’assaggio. “Il mio lavoro non mi permette di esprimere a pieno la mia parte emotiva – dice – ma quando parlo di vino mi sento come una bollicina. Se qualcuno viene e mi chiede un bianco – continua – penso che voglia degustare un vino qualsiasi, al contrario avverto quando le persone si avvicinano per vivere un’esperienza dettata da un’emozione”.

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Nel frattempo il calice si riempie di un passito da uve traminer: “Il produttore ha voluto chiamarlo Sonus, perché un tempo suonava il basso” racconta invece Monika Walch, responsabile delle vendite della cantina “e perché il suo equilibrio è molto vicino a quello di una composizione sinfonica bilanciata, perfetta, armonica”. Sguardo gentile Monika, grande umanità e sorrisi sinceri, confessa di aver da sempre lavorato nel ramo enogastronomico, incontrando il mondo del vino qualche anno fa. “Io e Paolo insieme siamo vincenti” – dice, chiedendo assenso attraverso uno sguardo al ragazzone cinquantenne dalla rara sensibilità – “tanti ci scambiano per una coppia oltre che nella professione anche nella vita”.

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Il viaggio nelle declinazioni del gewürztraminer di Ritterhof si conclude con un distillato Roner, grappa di pura vinaccia, selezionata e poco pressata, 43 % di volume alcolico. Sontuosa, raffinata, dai profumi di rosa spiccati, con il suo gusto aromatico persistente è diversa dalle grappe classiche. Ottima per chiudere il sipario del Food & Wine Festival di Eataly Roma.

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“Sono già le undici”, commenta Paolo guardando l’orologio. Lo stand è ancora aperto, la gente continua ad avvicinarsi curiosa, le altre cantine hanno già messo via le loro bottiglie, ma l’energia di Paolo attrae instancabilmente. E lui continuerebbe all’infinito il racconto di quel vino, senza avvertire lo scorrere del tempo.

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Maria Martina Molle

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