Amburgo, Londra, Pietralata

Inofficina: cibo di strada e musica tra spilli e spillature

Amburgo, metà degli anni ’30 in pieno regime nazista, due gruppi di ragazzi vestiti all’inglese con giacche lunghe, pantaloni stretti, scarpe a punta, colletto tondo e bombetta, tutti appartenenti alla stessa cultura si incontrano e si salutano al grido di: “swing guy!”. Non “sieg heil”, che è il saluto che va tanto di moda in quel periodo. Loro sono gli swing jungen, la gioventù dello swing. Appassionati dai musicisti jazz di allora, come Benny Goodman e Duke Ellington, a differenza dei vari gruppi di tendenza che verranno dopo hanno qualche problema in più: la Gestapo. Sono infatti perseguitati perché seguaci di un’arte degenerata, di una musica che viene da Inghilterra e Stati Uniti – paesi nemici – composta e suonata da afro-americani e diffusa dalle major dominate dagli ebrei. Perché la vita, intesa come libertà, in un sistema totalitario come quello nazista è molto dura e il rischio è di finire in un lager. La musica intesa come cultura ha sempre avuto la forza di viaggiare nel tempo alla stregua della poesia, della pittura, e di ogni altra forma di arte in generale. Ma a differenza di queste ultime, per il solo fatto di essere fatta in gruppo, la musica è riuscita ad avere un impatto più devastante. Perché la musica come controcultura, è uno dei modi per opporsi ad un regime assolutista. E così fecero gli swing guy: i ragazzi che sfidarono Hitler con la musica.

AceCafè
La musica come cultura.
Oltremanica, solo pochi anni dopo, nel 1938 a Stonebridge, Nord-Ovest di Londra, vicino ad un’ uscita della tangenziale apre una tavola calda che si chiama Ace Cafè. Nata per dare ristoro ai trasportatori in transito e aperta h24, diventa presto un punto di incontro per i motociclisti londinesi. Nascono così i “cafè racer”, prodotto della sub-cultura giovanile delle classi operaie, con moto semi artigianali che si sfidano in gare leggendarie al motto di “drop the coin right into the slot” (metti la monetina nel Juke Box, corri e torna prima che la canzone finisca). Ton Up Boys, Rockers, vestiti con il berretto in cuoio, occhiali da aviatore, giacca di pelle con toppe e jeans, fanno in breve tempo dell’Ace Cafe il ritrovo di tutti gli appassionati di moto (Triumph, Triton, Norton e BSA). All’Ace Cafè sono presto le moto a diventare sinonimo di controcultura, espressione del disagio giovanile dovuto dalle restrizioni imposte dalla guerra.
Le moto come cultura.
Se facciamo un salto di quasi 80 anni e lavoriamo di fantasia – ma neanche troppa – sempre vicino l’uscita di una tangenziale ma nel quartiere Pietralata a nord di Roma, nasce Inofficina. In una ex-fabbrica in riva all’Aniene, questo ristorante/birreria è oggi il riferimento per tutti i motociclisti – e non solo – che vogliono condividere la loro passione. I primi a essere attratti dalle “due ruote” sono proprio i titolari, che appena cinque anni fa hanno aperto la Cafe Twin: non solo un’officina, ma un vero e proprio laboratorio specializzato nell’elaborazione e nel restauro di moto classiche. Come dire, la mattina si regolano gli spilli dei carburatori e la sera si spillano le birre, rigorosamente artigianali, che scorrono all’interno di un circuito di 18 vie di cui 2 a pompa. Ma Inofficina è anche un luogo dove scoprire gusti e sapori messi insieme dallo Chef Daniele Roppo, già allievo di Arcangelo Dandini. Per iniziare i fritti, dai pomodori verdi, alle polpette di melanzane e pesce spada, dalle crocchette “cacio e ova”, assolutamente da provare, alle polpette di coda alla vaccinara. A seguire hamburger (nati proprio ad Amburgo) con carni danesi provenienti da allevamenti biologici, o kebab di salmone con daikon marinato ai lamponi o – perché no – guancia di suino con purè di patate affumicate, pop corn di maiale e scorza nera. Inofficina è anche serate a tema, come “Crudo&Cruda” ad esempio, dove birre non pastorizzate vengono abbinate con il crudo del mare. E poi la musica dal vivo, dallo Swing al Garage Beat italiano, dalla Brit pop anni ’90 all’ Indie Rock moderno. Sempre tra moto, spilli e spillatori.
La musica, le moto e il cibo come cultura.

logo inofficina

L’Ace Cafè a Londra esiste ancora come punto di riferimento per motociclisti che si incontrano per mangiare, parlare di moto e ascoltare buona musica. A Roma invece ha aperto Inofficina, un luogo che riesce a sovvertire le leggi del tempo e dello spazio, unendo moto, musica e buon cibo in un modo cosi perfetto, che con un salto generazionale sembra quasi provenire da un’altra epoca.

Inofficina
Via Mesula 12 roma

Elisabetta Grigioni

 

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One thought on “Amburgo, Londra, Pietralata

  1. Marco scrive:

    Brava! Riesci sempre a mettermi l acquolina in bocca!!!

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