Da Identità Golose la storia di Julia e Bruno : due sommelier in casa

Sono trascorse poche ore dall’inizio della tre giorni dedicata ad Identità Golose. L’International Chef Congress – ospitato negli spazi del MiCo di Milano – che quest’anno festeggia il suo decimo anniversario esaltando «l’intelligenza». E una golosa intelligenza è infatti il tema intorno al quale Paolo Marchi, ideatore e curatore della manifestazione enogastronomica, ha pensato di far ruotare questa edizione. «Lo chef contemporaneo deve essere intelligente nel coniugare sapori, costi, gusti e piacere fisico del cliente perché dovrebbe ormai essere chiaro che un pasto non termina con l’ultimo boccone, ma con la digestione» queste le parole del patron dell’evento.

Le dichiarazioni di Paolo Marchi sull’importanza del sapersi rinnovare senza però perdere di vista la passione per il proprio lavoro e il rispetto per le esigenze del cliente, sono il leitmotiv della storia di Bruno e Julia Scavo: due dei protagonisti della giornata dedicata ad identità di sala.

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Diametralmente opposti i percorsi di crescita della coppia di sommelier: mentre in Julia negli anni dedicati alla formazione scolastica, cresce la convinzione di dover percorrere le orme dei genitori (entrambi impegnati nella carriera dell’insegnamento). Dall’altra parte Bruno a soli tredici anni riceve dalla scuola la prima delusione: «Non sei adatto a studiare, vai ad imparare un mestiere».

Julia dalla Romania si trasferisce in Francia per completare il suo percorso di studi, (aggiungendo alla formazione classica anche la matematica); Bruno a Nizza prende il diploma di ebanista e grazie ad un amico di famiglia entra nel mondo della ristorazione lavorando come demi-sommelier. La passione per l’enogastronomia cresce in entrambi di pari passo. Julia abbandonato l’insegnamento della matematica, inizia un percorso degustativo di prodotti solidi (formaggi, oli). Più tardi rientrata in Romania partecipa al Concorso Nazionale Sommellerie classificandosi al secondo posto. Il desiderio mai sopito di rientrare in Francia, il paese del mangiare e del bere bene, la porterà a partecipare al Vinexpo di Bordeaux. E’ qui che Julia conosce Bruno.

«Sarò sempre grato al mio amico che mi ha presentato a Julia definendomi La bibbia del vino». Questo uno degli aneddoti ricordati da Bruno mentre raccontano la loro storia a due voci.

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Una passione quella per il vino e il cibo condivisa con l’entusiasmo di chi sa di poter ogni giorno insegnare qualcosa all’altro e apprendere dall’altro : da una parte Bruno che insegna ai suoi sommelier a trasmettere l’amore per il vino al cliente e che studia con attenzione la sinergia fra la pietanza e la bottiglia da abbinare; dall’altra parte Julia che partendo dalla degustazione del vino immagina quale piatto potervi accostare. Come un puzzle in cui tutti i tasselli si uniscono ad incastro per dar vita all’immagine completa. La storia di Julia e Bruno racconta l’itinerario di un viaggio la cui meta comune è migliorarsi pretendendo sempre il massimo da se stessi. Poiché essendo esigenti con se stessi si riesce ad andare incontro alle esigenze degli altri e a soddisfarli.

 

di Giada Gallo

Fotografie di Silvia Tossini

 

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