Le degustazioni di Paolo Zaccaria: i Supertuscan

Lo scorso 15 gennaio è andato in scena alla Città del gusto di Roma un altro appuntamento relativo alla serie di degustazioni guidate dal critico enologico Paolo Zaccaria. Oggetto di studio questa volta i cosiddetti “Supertuscan”, termine coniato dalla stampa anglosassone negli anni ’70 per rendere merito ai grandi rossi toscani inizialmente etichettati con la penalizzante dicitura di “vini da tavola”. Dato l’uso di uve internazionali infatti – merlot e cabernet in primis – non potevano per disciplinare rientrare in alcuna denominazione d’origine. Le aree interessate furono dapprima il Chianti, poi la zona di Bolgheri ed infine parte della Maremma. Gli esempi più noti di tale genere di vini sono tra gli altri il Tignanello, il Vigorello, il Sassicaia e l’Ornellaia.

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Per l’occasione sono stati scelti i vini premiati con i tre bicchieri dalla guida del Gambero Rosso nel 2010.

Brancaia, Il Blu ‘07
Vino di punta della famiglia tedesca Widmar, operante tra Castellina e Radda in Chianti. Note di frutta matura e spezie; dalla buona complessità, equilibrato ed elegante. Uno dei più convincenti della serata.

Castello di Fonteruotoli, Siepi ‘06
Secondo prodotto della zona del Chianti, con un’alta percentuale di sangiovese (50%) e restante merlot. Ne si percepisce la struttura importante, ma purtroppo risulta piuttosto evoluto, con i tannini che tendono all’amaro.

Rocca di Frassinello, Baffonero ‘07
Esce dalla cantina disegnata da Renzo Piano questo merlot in purezza figlio del progetto maremmano di Paolo Panerai (editore e uomo di finanza) ed Eric de Rothschild (gestore delle attività vinicole della nota stirpe di banchieri). Descritto dalla guida Tre Bicchieri 2010 come vino “dai profumi intensi e dal gusto affascinante”, sembra in realtà un po’ messo in difficoltà dal tempo.

Fattoria Petrolo, Galatrona ‘07
Proviene invece dai Colli Aretini l’altro merlot in purezza della serie. Tanta polpa e forza come si conviene a tale vitigno.

Tenuta di Ghizzano, Nambrot ‘06
Siamo nell’entroterra pisano, nella storica tenuta della famiglia Venerosi Pesciolini. Il Nambrot è un blend di merlot (70%), cabernet franc (20%) e petit verdot (10%). Naso ampio di frutti neri e spezie; corpo tenuto su da acidità e da tannini ancora vivi.

Villa Vignamaggio, Vignamaggio ‘06
Torniamo nel Chianti per questo cabernet franc in purezza dall’olfatto nitido di peperone verde con sentori erbacei rinfrescanti. Lungo, ancora giovane, sta tenendo più che bene al passare del tempo.

Poggio Argentiera, Finisterre ‘07
Degli undici vini in degustazione, forse il più sui generis. Se non altro per l’uvaggio, composto per il 50% da alicante (vitigno tipico della mesa spagnola) e da restante syrah. Ha un carattere mediterraneo, caldo, caratterizzato dalle note di frutta rossa, caffè e pepe nero. Ultimo dei vini prodotto secondo i vecchi dettami dell’agronomo (e proprietario) Gianpaolo Paglia, che dal 2008 ha cambiato stile, riducendo al minimo l’intervento tecnologico in cantina e sostituendo le barrique con botti di legno medio grandi.

Podere Grattamacco, Bolgheri Rosso Sup. Grattamacco ‘06
Il primo dei quattro Bolgheri in lista rappresenta una delle etichette storiche dell’intero scenario bolgherese. Notevole materia, vena acida e profonda persistenza per un vino in crescita che un ulteriore affinamento in bottiglia non potrà che migliorare.

Podere Sapaio, Bolgheri Sup. Sapaio ‘06
Naso forse non nitidissimo, ma interessante, contraddistinto da note di frutti di mare. Sapido e dalla discreta dinamicità al palato.

Tenuta Argentiera, Bolgheri Sup. Argentiera ‘06
Certamente sul podio della serata il Bolgheri Superiore dei fratelli Fratini. Ritroviamo il naso di “ribes nero, erba tagliata e tabacco dolce” descritto dalla guida 2010. Al palato è altrettanto convincente, lungo e con tannini morbidi e profondi.

Campo alla Sughera, Bolgheri Sup. Arnione ‘06
Il Bolgheri più muscolare dei quattro. Con marcati sentori di frutta rossa matura, risulta ricco e opulento.

Paolo Zaccaria

Paolo Zaccaria

Nel complesso sicuramente una degustazione molto interessante ed esplicativa del fenomeno Supertuscan.

 

Luigi Abate

Foto di Antonella Maragliulo e Luigi Abate

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