UN BRUNCH DA MASSIMO RICCIOLI: dopo Natale sulla veranda dell’Hotel Majestic

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Non contenta delle abbondanti mangiate natalizie, domenica accetto volentieri l’invito nella storica via Veneto. Al primo piano dell’hotel Majestic c’è il Ristorante Bistrot di Massimo Riccioli, il famoso chef della Rosetta di Roma. Ci accoglie lui, con la sua divisa rossa e i suoi occhiali dalla montatura spessa. I ricci non sono solo parte del suo nome, ma riempiono la sua testa. Un uomo imponente ma davvero capace di metterti a tuo agio. Ci accomodiamo in una delle sale del ristorante e, accompagnati da un servizio impeccabile, iniziamo ad assaggiare le varie prelibatezze. Per iniziare scelgo il risotto al radicchio e Nero d’Avola con formaggio Piacentino. Amo il risotto e questo è davvero delicato, i grani di pepe nero gli danno quel pizzico di piccante che viene subito smorzato dalla cremosità del formaggio. Mentre mi alzo per decidere il secondo noto che Massimo si avvicina al nostro lungo tavolo, siamo sette, e si siede con noi, dedicandoci le sue attenzioni e il suo sorriso. Torno al tavolo con stinco di vitella con salsa al fico d’India e rafano, e mentre la carne si scioglie nella mia bocca, ne approfitto per ascoltare la storia di questo chef, che a quanto pare, cucina da sempre. I suoi genitori infatti gli hanno regalato il culto della cucina e del mangiar bene. “Mai schifezze dentro casa mia, perfino la Nutella era fatta da noi”.

A Massimo piace viaggiare molto, vedere che fuori dall’Italia c’è molto dinamismo anche e soprattutto nell’enogastronomia – Massimo collabora anche a Londra con la ristorazione dell’hotel Corinthia. Lui stesso è un uomo dinamico, al passo coi tempi, gli piace scoprire e scoprirsi, seguendo i gusti della gente.

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“In questo momento vorrei dedicare la mia attenzione soprattutto alle verdure, quelle dimenticate, come i cardi ad esempio, questo non solo per le nuove mode del vegetarismo e veganismo, ma anche per far riscoprire i sapori di una volta”. Inoltre insiste nell’affermare che le cotture devono essere sempre brevi, sono infatti quelle più lunghe ad appesantire un piatto. Mi diverto a sentire il suo racconto di come ha imparato a dosare il sale: “Facevo esperimenti con lo scrambled egg, come si dice? Ah si, uovo strapazzato. Man mano aggiungevo sale fino a capire quando era troppo!”.

Si racconta Massimo, ma intanto io ho finito la mia vitella. Così assaggio da un piatto vicino un’ottima parmigiana di melanzane. E’ buffo, dall’aspetto sembra più una caponata, eppure cambiando il modo di presentarla ha lo stesso sapore della parmigiana di una volta.

Sazia dei sapori salati e non amando particolarmente i dolci finisco qui il mio pranzo. Ma Massimo ci chiama verso l’elegante bancone del bar, dove ci presenta Emanuele Broccatelli, un giovane barman che segue Massimo da tempo e che ha intrapreso questa nuova avventura al Majestic con lui. Non è il momento di un cocktail ora, prendo solo un caffè, ma mi sono ripromessa di tornare e provare!

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Parlando con questo chef dalla divisa rossa capisco che non si fermerà anzi, evolverà. E questo credo sia il segreto in tutte le cose. Il suo sogno è di cucinare e passare direttamente i piatti ai suoi clienti. Una sorta di “centimetro 0” dalla padella al piatto, dando modo a tutti di poter mangiare qualcosa di espresso nel vero senso della parola: un rapporto diretto col proprio assaggiatore.

Questo è il progetto di Massimo: “bisogna educare gli italiani al mangiar bene, sapendo unire il piacere alla qualità”.

Elisabetta Grigioni

 

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6 thoughts on “UN BRUNCH DA MASSIMO RICCIOLI: dopo Natale sulla veranda dell’Hotel Majestic

  1. Fabiola scrive:

    Brava Elisabetta, bellissimo articolo! Non mi sembra l’ora di conoscere questo chef è la sua cucina!!

  2. Marco scrive:

    Grazie!

    Mi hai fatto venire voglia di provarlo.

  3. Marco scrive:

    Bell’articolo, e complimenti per le foto!!!!!

  4. Marco scrive:

    Mi hai fatto venire voglia di andarlo a provare

  5. riccardo scrive:

    Che buone devono essere quelle aragoste?

  6. Federica scrive:

    Stavo giusto cercando un posto per festeggiare San Valentino insieme a mio marito. Grazie Elisabetta

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