Quando è l’ago della bilancia a dare ispirazione: Il Margutta RistorArte

E’ il primo week end romano, dopo la fine delle tanto attese vacanze di Natale. E’ il primo week end in cui la frase che si sente ripetere spesso, creando anche un certo fastidio, è quel famoso proverbio : «l’Epifania tutte le feste le porta via».

E’ tempo di bilanci e di bilance. Se per il primo si sono stilati innumerevoli liste sulle cose da fare nel nuovo anno, per la seconda opzione gli scenari che si prefigurano sono almeno due. Gli eterni idealisti, i sognatori e perché no, i più scaramantici e nati rigorosamente fra la seconda metà di settembre e la prima metà di ottobre non avranno dimenticato di dare un’occhiata all’oroscopo. Per tutti coloro i quali che ahimè, non rientrano fra i nati in autunno, la bilancia del primo week end post natalizio è sinonimo di grasso in eccesso e chili di troppo. A loro non resta che inserire fra i buoni propositi per il nuovo anno tutte le soluzioni efficienti ed efficaci per lo smaltimento delle calorie in eccesso.

La fame però si sa è un bisogno primario che non si può controllare. Così un attimo dopo aver mandato giù l’ultimo torroncino della calza, nonostante ci si è fatti la promessa solenne che non ci si sarebbe più abbandonati agli stravizi culinari, che ci si sarebbe affidati a tisane depurative e cibi poco conditi e insapore, ecco che svanito l’effetto sazietà da torroncino, ci si ritrova a pianificare la prima cena del primo week end post natalizio. Sarà per non dar troppo spazio ai sensi di colpa, sarà perché un menù vegetariano è quello che almeno per la nostra coscienza, sembra strizzare l’occhio alla bilancia ma la scelta cade sul Margutta.

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Il Margutta ristorArte a Roma è un’esperienza sensoriale a tutti gli effetti. Giungere fin lì attraversando i vicoli del centro storico e percorrendo via Margutta è la prima bella sorpresa. Qui infatti, nel quartiere che si snoda ai piedi del Pincio, negli anni della dolce vita risiedevano attori e pittori: Federico Fellini e Giulietta Masina, Anna Magnani e Giorgio de Chirico. Entrando al Margutta l’influenza artistica che trasuda dai sanpietrini del rione Campo Marzio prosegue sulle pareti del locale tappezzate di quadri. Il ristorante, come si legge dal suo stesso nome, è anche galleria d’arte contemporanea e ospita mostre sia di artisti già noti sia di giovani sconosciuti ma di talento. Un vero tripudio di colori, primo fra tutti l’arancio delle poltroncine che richiama il colore delle pareti.

Una volta accompagnati al tavolo è evidente, nonostante nel locale sia presente parecchia gente, come si riesca comunque a conversare senza difficoltà, distinguendo le note con cui il pianoforte, presente in sala, crea un rilassante sottofondo. Gentilmente offerto dallo chef, la cena ha inizio con una crema di rape rosse e polpettine di mais portata al tavolo insieme al cestino del pane e dei grissini ancora caldi. Impossibile resistere alla tentazione di finirli tutti e in poco tempo, non badando di certo alle regole del galateo. La prima scelta effettuata dalla carta è qualcosa che fa tornare alla mente l’ago della bilancia. Trattasi di fantasia di frittura vegetale con salsa agrodolce: panzerotti, polpette di melanzana, mozzarella in carrozza, verdure in pastella, pizzottelle napoletane e fiori di zucca. E’ già deciso che dopo l’antipasto la scelta cadrà su un primo piatto, per poi lasciare spazio al dolce. Nessun secondo, quasi a voler limitare i danni.

Con ancora in bocca il sapore della prima portata che fra una chiacchiera e l’altra è l’ora delle tagliatelline con funghi porcini, pomodori casalino al peperoncino fresco e basilico. Una gioia per le papille gustative.

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La dura lotta fra razionalità e buonsenso si scatena al momento della scelta del dessert che ricade sul tris di dolci vegani. Il dolcissimo trittico prevede un tortino caprese al cioccolato e una mousse di gianduia con scorza d’arancia, apple crumble con zenzero candito e un sorbetto d’uva e croccante ai pistacchi. Salire sulla bilancia dopo una cena al Margutta non sarà il primo pensiero una volta usciti di lì ma sicuramente fra i buoni propositi per il nuovo anno troverà spazio una nuova prenotazione, stavolta per assaggiare anche i secondi piatti.

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Giada Gallo

 

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