Metamorfosi: fare qualcosa di nuovo con quello che è familiare.

Decidi di andare a cena dopo aver sentito parlare molto bene di Roy Caceres, chef colombiano che dal 2010 regna sui fornelli del ristorante Metamorfosi di Roma. Le numerose recensioni che hai letto qua e là ti fanno proprio venire voglia. Poco dopo essere entrato nel locale vieni subito rapito dall’atmosfera che si respira. In sala lo stile minimal degli arredi e un’illuminazione ben studiata, creano un ambiente elegante e confortevole. Nonostante ci sia gente seduta ad altri tavoli, c’è un silenzio impagabile. Il servizio è molto attento e professionale e la carta dei vini non amplissima ha selezioni di qualità. Il menù è ben strutturato e di facile comprensione, ti si presenta variegato con una spiccata attenzione alla stagionalità delle materie prime che vengono trasformate con rispetto esaltandone l’identità. Ti rilassi e godi l’esperienza perché la nota più esaltante sta per arrivare dalla cucina.  Sorprendente l’idea di pane e “burro”. Il pane dalla forma tonda è di farro, caldo, appena sfornato. L’olio al posto del burro, è sotto forma di gelato e regala al cliente, mentre lo spalma sul pane fumante, un gioco di consistenze molto piacevole.

metamorfosi pane e burro

Il benvenuto, uno spiedino di gambero con croccante di pane orientale accompagnato da un sorbetto di passion fruit, lascia immaginare  quello che ti aspetta e che potrai scegliere senza remore.

uno spiedino di gambero con croccante di pane orientale accompagnato da un sorbetto di passion fruit

Tra le varie proposte presenti sulla carta, ti consiglio di scegliere il menù degustazione “assaporando”. Nove creazioni che  ti accompagnano in un viaggio sensoriale a scoprire le intenzioni gastronomiche dello chef. Ti fidi, ti fai guidare: non te ne penti. Gamberi rossi e avocado con crema di ostriche selvatiche è solo l’inizio di un percorso gustativo dove i contrasti di sapori e consistenze sono protagonisti assoluti.

Gamberi rossi e avocado con crema di ostriche selvatiche

“Uovo 65° carbonara”, piatto simbolo dello chef, è un omaggio alla tradizione romana. Si tratta di una carbonara decostruita: una schiuma di parmigiano e pecorino avvolge l’uovo fondente cotto a 65°. Divertentissime le chips di rigatoni soffiati da inzuppare a piacimento. Il cibo è un gioco e sarai tentato di leccarti le dita mentre gli altri commensali sono impegnati a mangiucchiare sorridendo.

Uovo 65° carbonara

I piatti serviti: un vero piacere per i sensi, a partire dalla vista. Sapori netti e ben definiti con cotture tecnicamente avanzate. Roy Caceres ha il coraggio di stravolgere le tradizioni italiane con innesti quasi esotici ma senza strafare. Sei allettato, stupito, stravolto e il tempo passa tra una leccornia e un boccone prelibato, che di raccontar tutto non hai voglia perché l’acquolina non ti ha mai abbandonato. Menzione speciale per il pre-dessert: un estasiante chupa chiups.Un Blu del Monviso ricoperto da una glassatura di cioccolato bianco servito su una riduzione al porto. Ottima la scelta del contrasto dei sapori tra croccantezza e dolcezza del cioccolato bianco e la spiccata nota sapida dell’erborinato.

Un Blu del Monviso ricoperto da una glassatura di cioccolato bianco servito su una riduzione al porto

L’ambizione dello chef è andare sempre verso l’essenziale, conservando la voglia di raccontare ed emozionare. Con i suoi piatti, Roy Caceres firma un invito a tornare.

 

Monia Conti.

 

 

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