Incoroniamo l’Epifania: il Roscòn de Reyès

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In tutta la Spagna, da Granada a Bilbao, da Madrid a Barcellona, solitamente non è Babbo Natale a portare i doni ma Los Reyes Magos la notte tra il 5 e il 6 gennaio. I bambini scrivono le loro letterine per l’Epifania indirizzandole ai Re Magi Melchiorre, Gaspare e Baldassarre che partirono in pellegrinaggio per venerare Gesù. Il 6 Gennaio in Spagna è festa grande, le strade si riempiono di gente, di musica; c’è aria di festa e “las Fiestas” spagnole sono una cosa seria.images (3)

La mattina del 6 gennaio, mentre i bambini italiani svuotano le loro calze della Befana, quelli spagnoli scartano i regali de Los Reyès, mentre nell’aria si diffonde l’odore del dolce tipico di questa giornata: il Roscòn! Consiste in una ciambella di pasta soffice, che alluderebbe ad una corona, ricoperta di frutta secca e candita, a mo’ di pietre preziose. Gli ingredienti sono: farina, lievito, latte, uova, sciroppo di fiori d’arancio, burro, zucchero, sale.images (2)

In realtà le origini del Roscòn de Reyès non hanno molto a che vedere con i Re Magi, ma secondo la maggioranza delle fonti, risalirebbe ai Saturnali romani, le feste dedicate al dio Saturno al solstizio d’inverno, in cui si preparavano dolci circolari con fichi, datteri e miele, donandoli a schiavi e plebei.images (5)

All’interno della pasta veniva nascosta una fava secca, simbolo di fortuna e di prosperità, per incoronare colui che l’avesse trovata come re della festa.images (8)

Questa tradizione è rimasta viva anche nel corrispettivo dolce cattolico spagnolo, come nella Curonne de Rois francese, per cui si introducono una statuetta del re e una fava secca: chi troverà la statuina sarà Rey por un dia, Re per un giorno, e verrà incoronato con la coroncina di cartone che orna di solito la ciambella. Mentre chi avrà nella sua porzione la fava secca verrà castigato a pagare il dolce per tutti i commensali.

 

Michela Zaccaria

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