La Brinca: una sosta obbligata per riscoprire i sapori dell’entroterra Ligure

Siamo a Ne, un piccolo comune di 2300 abitanti immerso nella Valgraveglia alle spalle di Lavagna e Sestri Levante. Qui si trova La Brinca; una trattoria, o come si usava dire nel 1987, anno della sua nascita, una caneva con fùndego da vin (osteria con bottega e cantina). Questa valle negli anni, grazie all’impegno e alla passione della famiglia Circella, è diventata un indiscussa metà turistica gourmet.

La Brinca propone i piatti di terra della tradizione contadina della Liguria di levante, legata ai prodotti locali ed alle stagioni; qui infatti gli ormai più che abusati concetti di tradizione e km 0, sono invece  i pilastri fondamentali su cui si basa la filosofia di ristorazione di Sergio Circella, sempre attento a “coccolare” i clienti e felice di raccontare loro la storia e la provenienza delle materie prime utilizzate nella sua cucina e dei piccoli produttori locali che le producono.

Per l occasione abbiamo deciso di provare il menù degustazione “Il Tradizionale”. Si parte con gli immancabili Antipasti della nostra Campagna (non si può venire fin qui senza provarli!). la foglia di borragine fritta, il castagnaccio salato, la baciocca (torta salata di patata bianca quarantina e cipolla), il Pan Martin (con la farina di castagna) con il salame di cinghiale, la panissa di ceci, il raviolo fritto ripieno (erbette, ricotta, pinoli e uvetta), il prebugiun di Ne, il raviolo cotto sulla stufa di ghisa.

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Nota a parte meritano i Testaieu conditi con olio e formaggio e quelli con il pesto al mortaio a dir poco incredibile.

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Si prosegue con i ravioli  con “u tuccu” impastati, tagliati e chiusi a mano. Cu tuccu significa che tocca e basta; questo perché originariamente il pezzo di carne di manzo cuoceva intero nel sugo di pomodoro con erbe aromatiche e verdure. Alla fine la carne veniva consumata come stracotto e il sugo rimaneva magro. Adesso invece la maggior parte della carne,dopo essere cotta nel sugo, viene tagliata al coltello e aggiunta ad esso, rendendolo più ricco e corposo.

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Come secondo ci è stato servito il Maialetto all’alloro con castagne e Sancrau; una cottura lenta e prolungata che conferisce alla carne una consistenza e un sapore unico.Dopo un piccolo assaggio di formaggi locali, nell’attesa del dessert, anche se ormai belli pieni, non possiamo non farci tentare dalla torta di ricotta che ci viene offerta.

 pre dessert

Arriviamo ai dolci, anzi alla Carta dei Dolci. Questo è il regno di Pierangela che, alla tradizione, abbina l’estro di sperimentare sempre nuove ricette con i prodotti locali. Qui infatti tutti i prodotti  vengono raccolti nelle campagne e nei boschi dei dintorni.

 dolce

Grande nota di merito va alla carta dei vini(e dei distillati); una selezione comprendente oltre 1000 etichette d’annata con un ampio spazio dedicato ai vini stranieri e più di 300 scelte di distillati d’uva e di frutta, Cognac, Armagnac, Brandy, Calvados, Rum e Whisky. Molto interessante anche la carta degli Oli Extravergine di Oliva dei migliori produttori locali. Insomma un paradiso per gli appassionati; che talvolta può creare indecisione nei meno esperti. Ma niente paura! Sergio con la sua grande competenza e cortesia sarà lieto di consigliarvi al meglio in base ai vostri gusti e alle vostre esigenze.

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Questa “Trattoria” immersa nel verde non è certo di strada, ma è di sicuro una meta da non perdere per chi ama la buona cucina.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     Roberto Guidarini

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