FOODIES 2013: la non-guida dei buongustai

Roma 14 Novembre 2013- Mentre il Tevere fuoriesce dai suoi argini e il Pdl invoca l’election day, nella città del gusto della Gambero Rosso si presenta la terza edizione di FOODIES: la guida-non guida per i buongustai del 3.0.

Ma i FOODIES chi sono?

Il termine sta diventando sempre di più un codice identificativo di chi del cibo non ha fatto la sua professione, ma per cui nutre passione vera, di tutti i curiosi e gli appassionati che chiedono sempre e soprattutto condividono, non si accontentano e seguono le piste.

Dedicata a loro questa guida esce dagli schemi, si libera dalle classifiche e per questa terza edizione si diverte a scomporre e ricomporre l’Italia in itinerari introdotti da testimonial d’eccezione, come Renzo Arbore o Marisa Laurito, che svelano i loro luoghi del gusto.

FOODIES 2013

teatro della cucina e guida foodies 2013

Oltre 50 itinerari, con pagine di approfondimento, per un totale di 1200 indirizzi che spaziano dal super macellaio integralista toscano (Fracassi carni e salumi), vincitore per la categoria Comprare, al primo micro birrificio lombardo con cucina (Birrificio Italiano), vincitore per la categoria Mangiare; dai mercati più ghiotti, ai protagonisti dello Street

Food più autentico, come Il Pescestrada, il chiosco su due ruote, sulla riva del Lago Trasimeno, vincitore delle stelle FOODIES.

In una guida che non esprime giudizi, non possono mancare una forma di “orientammo”, una giuria e, dulcis in fundo, i premi!

pasta e piatti

PRIMO PIANO DI PASTA GUIDA FOODIES

38 sono i locali contraddistinti da una stella (il percorso è indicato da stelle), che incarnano lo stile FOODIES.

10 quelli che tra tutti hanno riscosso le maggiori preferenze da parte della giuria, quest’anno composta da alcune fra le più note firme del giornalismo enogastronomico.

Due le categorie: Mangiare e Comprare.

Guida “stravagante” sicuramente, eppure molto attenta a chi non si spaventa davanti alla distanza e al tempo, agli “avventurosi” dei sapori veri, perché in fondo c‘è sempre qualcosa da scoprire.

TESTO Elisabetta Tosini

FOTO Beatrice Mencattini

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