SIMPOSIO 2012: l’arte del banchetto rivive a Roma

SIMPOSIO [sim-pò-sio]: Nell’antichità greca e romana, seconda parte del banchetto, durante la quale i commensali degustano vini, conversano, recitano e cantano.“

Direttamente dall’antica Roma l’atmosfera del Simposio rinasce per una due giorni (13 e 14 ottobre 2012) di degustazioni e percorsi sensoriali presso le sale dello Sheraton Golf Parco de’ Medici di Roma.

L’evento, organizzato dalla gastronomia romana Little Market e More More in collaborazione con Food Confidential, ha come obiettivo quello di mettere in contatto possibili clienti e produttori eliminando le barriere della grande distribuzione. Cento aziende provenienti da tutta Italia espongono i loro prodotti e offrono degustazioni gratuite, scandite dai racconti sul processo di lavorazione della materia prima fino ad arrivare al prodotto finale, sia esso un vino o un particolare tipo di prosciutto.

In un’overdose di sapori e profumi si viaggia per tutto lo stivale da nord a sud, dalle grappe del Sud Tirolo fino ai patè di capperi di Pantelleria passando per i prosciutti toscani e le olive taggiasche della Riviera Ligure. Il tutto accompagnato da birre artigianali e da un’ampia varietà di vini, come ad esempio gli ottimi bianchi della Cantina Rallo di Marsala (TP). Caratterizzati da peculiarità che li rendono unici, i loro vigneti sono battuti dal vento di mare: uno si trova a ridosso delle saline di Marsala, il secondo sulle colline di Alcamo a coltivazione biologica e l’ultimo sull’isola di Pantelleria a strapiombo sul lago di Venere, una vigna primordiale senza pali e senza fili.

Spostandoci nella pianura padana, dove si produce l’aceto balsamico di Modena, abbiamo parlato con due aziende produttrici – Acetaia La Buonissima (MO) e Mengazzoli (MN) – che ci hanno brevemente spiegato come si ottiene l’aceto balsamico, facendoci anche assaggiare le diverse varietà. I “balsamici” di Modena si dividono in IGP e DOP: il primo è il risultato dell’unione tra l’aceto balsamico e il mosto di uve cotte e si distingue per il diverso grado di densità, dovuto alla quantità di zuccheri e alla durata dell’invecchiamento, mentre il secondo è prodotto esclusivamente con il mosto di uve cotte. Ciò che lo rende unico è lo straordinario tempo di invecchiamento – più di 25 anni – e non a caso viene indicato “Extravecchio” .

Oltre alle degustazioni c’era la possibilità di prendere parte ai laboratori enogastronomici che si susseguivano in un fitto calendario di incontri dalla “Storia del torrone artigianale” ai “Percorsi introduttivi sul mondo delle birre”; alle verticali di vini pregiati e seminari alla scoperta di nuovi abbinamenti cibo-vino.

Giacomo Addario

Nicoletta Amata

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