Alta Quota

Eleganti, fiere e maestose. Familiari. Bellissime. Le Dolomiti sono così: uniche. Sempre loro, sempre le stesse eppure ogni volta così diverse. Immobile davanti a tale rarità rifletto, le ammiro e me ne innamoro. Capisco che non sono loro a cambiare di stagione in stagione, piuttosto gli occhi dell’osservatrice, oggi più esperti di ieri. Con questa consapevolezza, lascio che il mio sguardo continui a perdersi tra le vette bianche e taglientissime di questo autentico patrimonio, da loro mi lascio guidare,  indicare la strada che dalla Val Gardena porta in Val Badia.

Il tragitto non è lungo e in poco tempo sono a Corvara. Qui si conoscono tutti, del resto mi trovo in un piccolo paese di montagna. Chiedo indicazioni e non appena nomino La Stüa de Michil, gli occhi dei miei interlocutori si riempiono di una luce particolare. Impossibile non coglierla, e impossibile per me indugiare ancora.

Con grande gioia ed entusiasmo mi dirigo verso l’Hotel La Perla, in meno di un attimo mi accomodo nella Stüa, il suo ristorante “pluriforchettato”. Tanto legno, tanto charme ma soprattutto tantissimo calore. Di quello vero, squisitamente umano.

Il patron della Stüa, Michil appunto, accoglie ognuno dei suoi ospiti con grande eleganza e serenità, composto e sorridente,  augura a tutti una buona serata. Che abbia inizio allora!

“Ortam, piatto vegano dello chef Arturo Spicocchi; Risotto, castagne, tartufo; Sella di camoscio in crosta di pan di spezie; Crema di pastinaca; Rape di cerfoglio”. Ogni proposta, ogni portata è autentica emozione. Emozione che non si arresta con l’ultimo boccone ma che anzi si arricchisce e intensifica nel bicchiere, ambasciatore prezioso di una delle nostre migliori cantine. Michil aveva promesso una buona serata, io dico che è stata speciale!

Ludovica Fagioli

 

 

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