Ricetta – Il Consumatore Consapevole

INGREDIENTI

Parco Nazionale, tipologia Abruzzo; Letteratura inglese; Antico casolare, tipologia Casa Lawrence; Cura; Amore; Dedizione; Rispetto; 800 tra capre e pecore di razza vissana e sopravissana; Parchi tipologia Adiacenti a Casa Lawrence; Mezza forma di pane scavata; Carne; Peperoni fritti; Frutta fresca; Mezzo litro di vino (preferibilmente rosso); Latte crudo di capra e di pecora; Caglio vegetale; Caglio naturale di agnello; Timo; Santoreggia; Sale in zucca, quanto basta.

PREPARAZIONE

Prendete il Parco Naturale tipologia Abruzzo.
Dopo la marinatura di circa un secolo nella letteratura inglese, fate rinvenire un antico casolare di inizio ‘900 e chiamatelo Casa Lawrence. Mescolate il tutto con cura, amore, dedizione e rispetto per la materia trattata.
Nel frattempo dopo aver concluso ragioneria, lasciate da parte sia economia e commercio, che giurisprudenza.
A parte versare 800 tra pecore e capre, esclusivamente di razza vissana e sopravissana, nei parchi intorno al casolare. Far girare con decisione rispettando sempre il senso della tradizione familiare.
Attenti che non si formino grumi: lupi mannari e nuove forme di mercato intensivo e cattivo potrebbero alterare la buona riuscita del tutto!
I tempi di cottura sono altrettanto fondamentali, vanno seguiti con precisione e puntualità. Bisogna innanzitutto riempire le giornate in base alla stagione. Durate l’estate vanno riempite fino all’orlo. Ecco come: svegliarsi alle ore 5,00 del mattino, raggiungere la stalla, allattare gli agnelli, mungere a mano le altre bestie, preparare le lettiere per le pecore e infine, con l’aiuto di un pastore belga, pascolare il tutto fino a sera. “Le pecore non si pascolano con l’orologio, ma con il sole.” D’inverno quindi la sveglia è posticipata di un paio d’ore e il rientro dal pascolo è anticipato. Altra differenza consiste nel vestiario. La stagione fredda richiede indumenti più pesanti. Nel nostro caso: “tuta mimetica e scarponcini (o stivali se piove)”.
Non dimenticarsi, a metà pascolo, di alimentare il composto con “mezza forma di pane scavata, riempita con carne e peperoni fritti e tappata con la sua mollica”. Aggiungere poi un po’ di frutta fresca di stagione e bagnare con mezzo litro di vino, preferibilmente rosso.
Durante la preparazione, fare attenzione che i valori tramandati dalla famiglia rimangano costanti. Ricordare inoltre che il sorriso e la gioia di vivere sono ingredienti fondamentali per riuscire al meglio nell’impresa.
Con il latte crudo ottenuto dalla mungitura effettuare una produzione artigianale di formaggi.
Stagionare in modo naturale il formaggio tenendo ben presente che ogni pezzo viene reso unico dalle diverse condizioni climatiche che perdurano durante la fase di maturazione del formaggio. “L’annata di un vino equivale ad una specifica giornata per ognuno dei nostri formaggi”.
I risultati che si possono ottenere sono vari. Eccone alcuni: a seconda dei gusti si può produrre il caglio vegetale (a base di latte crudo di pecora e, appunto, caglio vegetale); oppure il pecorino di picinisco, se preferiamo utilizzare il caglio naturale di agnello; se invece aggiungiamo al formaggio una concia a base di timo e santoreggia, che hanno proprietà antibatteriche e digestive, otterremo un conciato di san vittore; per i palati più fini, dopo aver ottenuto la ricotta, grattarne con un coltellino la superficie e spolverarla con il carbone.
Infine, utilizzare uno dei tre strumenti disponibili in casa per effettuare la distribuzione del prodotto: vendita diretta, bancarella al mercato o, se si vuole esagerare, ricorrere al corriere espresso, “che ora, in Italia, ha prezzi più abbordabili”.
L’innovazione prevede diverse fasi di lavorazione e, se si è bravi e si lavora sodo, la si può implementare nel giro di un anno. Si tratta in particolare di progetti per il futuro che vanno ideati con cura, al fine di realizzare vari corsi didattici. L’obiettivo è quello di insegnare come, ad esempio, riconoscere i funghi, o fare la pasta fatta in casa o ancora quello di trasmettere l’arte di saper fare il formaggio (quello buono però). “Ti infarino. Tu torni con l’esperienza a casa, col territorio che ti porti appresso”. E’ questo il compito dell’innovazione, nella nostra ricetta.

Arrivati a questo punto, bisogna chiedersi: ma questa ricetta si può ripetere all’infinito? Quante “Splendide cornici…” posso creare?
Eh…Qui entra in gioco il vero passaggio cruciale. Quello che definirei il moltiplicatore magico della ricetta, una sorta di stampino. Per realizzarlo basterebbe un po’ di sale in zucca, ma è una materia prima che ahimè, ai giorni nostri, scarseggia.
Bè, io provo a spiegarvi come si crea.
Il trucco consiste nel far lievitare il consumatore consapevole.
Conscio dell’importanza dei passaggi precedenti questo tipo di consumatore ha proprietà moltiplicatrici di realtà come quella di Loreto, pastore delizioso come i suoi formaggi.
Scegliere di valorizzare persone come lui è possibile. Ripeto: sale in zucca!

Questa bizzarra ricetta ha quindi lo scopo di far riflettere sull’importanza della salvaguardia delle personalità dop come quella di Loreto. Un ragazzo che decide di lasciare gli studi universitari, ritornare nel suo paese di origine, Picinisco, e dedicare la sua vita alla difesa identitaria delle sue origini, della sua terra e della tradizione familiare.
Costantemente spinto da uno spirito propositivo nella difesa di un prodotto ancor più di nicchia del suo formaggio: la passione per la vita.
A voi la, giusta, scelta.

p.s. www.casalawrence.it, una prima, possibile coordinata.

Alba De Gasperis

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