Se una notte d’inverno “all’Erba Brusca”

Metti di rimanere intrappolato per la neve  nella capitale meneghina.

Metti poi di essere reduce dalla Disneyland del gusto, Identità Golose, un continuum di peccati di gola durato tre giorni.

Se il tuo treno non parte e il tuo palato non riesce ancora a tornare alla realtà di un pasto casalingo, che fare? Mi faccio travolgere anch’io dalla fiumana umana che inseguita dal “Dio tempo” affolla bar senz’anima e insalate incellofanate che urlano pietà sotto i neon di una città impazzita ?

Assolutamente no!!! decido quindi di ricercare in piena Milano “ erba brusca “ un angolo di genuinità del quale ho tanto sentito parlare.

Lei, Alice Delcourt, giovane chef emergente di origini americane ha deciso di creare un “orto con cucina “ proprio nella grigia Milano.

Scelta delle materie prime e rintracciabilità dei prodotti l’hanno spinta a ricreare una cucina autentica e vera, in cui tutto viene esclusivamente coltivato e raccolto nel suo “back garden”.

Non aspettatevi però i piatti di nonna Papera.

Alice, figlia di padre francese e madre inglese, è cresciuta in America, e i suoi piatti sono esattamente come lei,  un mix perfetto e originale di colori e abbinamenti.

Se i piatti vegetariani sono i protagonisti e la parola d’ordine per frutta e verdura è stagionalità, non mancano di certo piatti di carne e pesce, ma il fil rouge è sempre lo stesso, sostenibilità, capi d’allevamento a km 0 e pescato esclusivamente di provenienza italiana, preferendo in entrambi i casi tagli poveri e pescato considerato spesso poco nobile.

Inutile dire a dirlo, sconto per ciclisti e orticoltori.

All’ Erba Brusca (ri)scopro delle sensazioni dimenticate…

Scopro che la carota è zuccherina, il pomodoro è dolce, il limone sa di limone, la lattuga è così saporita da poter essere mangiata senza condimento, il carciofo è piccolo, amaro e tenero insieme, sorprendente … sa di carciofo, mi sento come Hedie, rotolo ad occhi chiusi giù per le vallati… la nebbia c’è, peccato che sia quella di Milano al tempo del Mc. Donald’s.

Valeria Alberti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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