I tre “piccioni” della Mozzarella Dop

Piccioni, piccioni; si perché sé con una fava se ne prendono due, con una Mozzarella di Bufala Campana Dop il loro numero sale addirittura a tre!
Mi spiego meglio.

La Mozzarella di Bufala Campana – d’ora in avanti ‘Bufala’ – è un alimento che servito fresco dà da mangiare e da bere allo stesso tempo. Nutre e idrata, un po’ cacofonico ma vero.
Inoltre, grazie al conferimento della Dop, si è definitivamente risolta una questione aperta da tempo: l’ufficializzazione del ‘liquido di governo’ e del ‘latticello’.
Il primo altro non è che il ‘bagno’ in cui galleggiano libere le mozzarelle; il secondo identifica quello che in molti definiscono ‘goccia’ o ‘lacrima di latte’, più in generale il liquido che si ottiene dalla spremitura.

Primo Piccione: la pasta.
Avete mai provato a farcire una Bufala da 500 grammi con la pasta? Rosanna Marziale, chef del ristorante Le Colonne (Caserta) non solo l’ha fatto, ma l’ha anche fritta. L’esperimento, per la precisione, ha portato alla creazione di una palla di mozzarella, ripiena di tagliolini al basilico, impanata e fritta. Ora, se è vero che la tradizione è solo un’innovazione ben riuscita, abbiamo appena assistito alla nascita di una di una ricetta storica. Io c’ero!

Secondo Piccione: la pizza.
Binomio bufala e pizza. Già sentito? E la pizza al contrario? Quella con la base di mozzarella e guarnita come una pizza normale, con tanto di crostone croccante? Probabilmente si e se l’avete anche assaggiata allora siete a cavallo!
D’altra parte per riconoscere una buona Bufala, secondo Gino Sorbillo, bisogna educare il palato e per farlo bisogna mangiarne tanta. Un sacrificio che si fa volentieri, no?!
Intervenuto alla conferenza di presentazione durante l’ottava edizione di Identità Golose, ha regalato anche qualche ‘chicca’ per gli addetti ai lavori. E lui, il maestro pizzaiolo, le competenze per farlo le ha. Mettere la Bufala a metà cottura della pizza aiuta ad esaltarne al massimo i sapori. Rossana Marziale affianco a lui annuisce e io mi dichiaro convinto.

Terzo Piccione: il vino.
Udite, udite! Il tanto millantato abbinamento con il vino potrebbe vedersi addirittura consacrato in un matrimonio ufficiale. Si prevede infatti, tra la serie di iniziative atte a promuovere la conoscenza di questa eccellenza, il Mozzarella&Wine’s Wedding, un evento patrocinato dal Consorzio di Tutela della Bufala Dop che coinvolgerà tutti i partecipanti nella proposta dei più stimolanti accoppiamenti caseario-vinicoli. E qualcosa già salta fuori. Coppie tutte territoriali, donne e buoi dei paesi tuoi, vini bianchi e freschi, che respirano l’aria del golfo, come l’Asprino o il Coda di Volpe; il Pallagrello, prodotto dall’antico vitigno borbonico dell’alto casertano; l’austero e profumato Fiano avellinese. Insomma, che non si dica più che la buona mozzarella è da gustare solo bevendo acqua!

E l’approvazione viene dallo stesso direttore del Consorzio, Antonio Lucisano, che con un sorriso annuncia anche una misteriosa new entry. Il prodotto che ha per le mani è affidabile è sicuro, alla Bufala vengono effettuati più di 10 mila controlli l’anno, circa un quarto sul totale dei 250 prodotti Dop italiani. Insomma, mai vista una Mozzarella così dinamica!

Margherita Foglia e Saverio De Luca

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One thought on “I tre “piccioni” della Mozzarella Dop

  1. Antonio Lucisano scrive:

    Beh, ragazzi, devo davvero complimentarmi con voi. Non solo e non tanto per aver tessuto le lodi del prodotto che il Consorzio si sforza di tutelare, rispetto alle tante imitazioni ed ai ripetuti tentativi di contraffazione che confondono il consumatore, ma soprattutto per essere riusciti a sintetizzare con tanta efficacia i temi trattati nel corso della nostra conferenza.
    Mi auguro di ritrovarvi presto al nostro fianco. C’è in giro un gran bisogno di gente in gamba, che sappia comunicare e divulgare i grandi prodotti dell’agroalimentare italiano di qualità.
    Un caro saluto.
    Antonio Lucisano

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