Mani in pasta!

Da schiacciata di pane cotta sotto la cenere, a piatto più diffuso del mondo, la pizza con i suoi fantasiosi e creativi condimenti soddisfa i palati di tutti, senza distinzioni di età o classe sociale.

“Non è semplicemente acqua, lievito e farina” così esordisce Pino Arletto, re indiscusso della pizza, parlando ai suoi allievi del corso amatoriale sulla pizza in teglia tenutosi alla città del gusto di Roma.

Entusiasta ed incuriosita, dopo tanto parlare di cibo, mi trovo in una cucina con altri 20 allievi, desiderosi come me, di imparare i segreti più nascosti di questo incanto risalente a tempi antichissimi. La lezione sta per iniziare, quando Pino Arletto improvvisamente prende in mano un panetto di pasta matta ed inizia la sua esibizione di freestyle lasciando tutti “gli spettatori” a bocca aperta, increduli che si potesse fare tanto con 500 gr. di impasto.  Dopo aver descritto gli ingredienti, che se magistralmente impastati, generano la pietanza “più amata dagli italiani”, lo chef ci mette alla prova fornendoci una bull con 400 gr. di farina, e recipienti contenenti la giusta quantità di acqua, lievito, sale e l’immancabile olio extra vergine di oliva.

Si parte, all’improvviso sembriamo tutti bambini emozionati dal dover far diventare quella farina un impasto pronto ad accogliere i nostri condimenti preferiti. Mentre passa tra le postazioni, il nostro maestro ci confida che la pasta va toccata, accarezzata e massaggiata e che il movimento delle nostre mani è più importante di ognuno dei 320 micro processi in cui l’impasto è coinvolto. Dopo tanto amalgamare formiano dei panetti di impasto indiretto, metodo migliore per avere una pizza fragrante, croccante ed altamente digeribile, procedimento che necessita però di 24 ore di refrigerazione.  Quindi, giunti al secondo giorno di lezione, posti di fronte alle nostre piccole creazioni ormai trasformate, la nostra ultima missione (quasi impossibile) è dare a quei panetti la forma della teglia…severamente vietato usare il mattarello.

Poi spazio alla nostra fantasia parola d’ordine: estro per colorare quei candidi letti di impasto!!!

Chiara Valzania

 

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4 thoughts on “Mani in pasta!

  1. andrea scrive:

    Ciao, sono uno studente di Linguaggi dei media presso la Cattolica di Milano. Il mio sogno sarebbe quello di diventare giornalista enogastronomico, ed il master del GR era tra le mie opzioni per l’anno prosismo. Volevo sapere da voi qualche impressione dei primi mesi sulla validità del corso, sull’interesse, sullo svolgimento delle lezioni, insomma tutto ciò che avete da dirmi!

    1. Laura scrive:

      Ciao! beh, che dire? il master è fantastico e se il food, il wine e tutto ciò che gli giro intorno sono la tua grande passione, sei nel posto giusto!
      I primi mesi sono stati un po’ impegnativi ma molto interessanti; abbiamo esplorato il mondo del marketing e dei media legati al cibo con dei docenti competenti e molto professionali. La seconda parte del corso, che inizierà dopo la pausa natalizia, sarà focalizzata sull’antropologia del cibo, la merceologia, la scrittura e i laboratori in cucina e al channel del GR.
      Il master del GR è un’esperienza unica che non puoi assolutamente perderti.
      Spero di esserti stata d’aiuto in qualche modo. In bocca al lupo.
      Laura

      1. andrea scrive:

        Grazie mille, davvero! Buone feste e buona fortuna con il master!!!

        1. master scrive:

          Ciao Andrea, io sono la coordinatrice del master. Se hai bisogno di maggiori informazioni puoi contattarmi quando vuoi a master@gamberorosso.it. Buone feste Arianna

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