Travel story – “Les dèchets de cuisine” per le vie di Bordeaux

Les dèchets de cuisine, ovvero “la cucina di scarti”.

Bordeaux – Comune francese, capoluogo del Dipartimento della Gironda, definita dall’Unesco Patrimonio dell’umanità dal 2007; ma soprattutto il luogo d’origine di uno dei vini francesi più apprezzati al mondo. Perché andare a Bordeaux se non per provare i rossi più eccezionali della storia del vino? Un Médoc ad esempio o un Cabernet Franc?

In realtà questa piccola città, situata sulle coste dell’Atlantico può offrire molto di più e come tutti i viaggi, regala sorprese che le guide non riportano e che nessuno può anticipare.

Dopo aver prenotato via internet un bed and breakfast, scopro con felice stupore di non esser capitata in un posto qualsiasi ma a “Chambre d’Hote  Bourbon”: una casa del XIX secolo al 35 bis di Rue de Bourbon che si trova in  una piccola stradina vicino al porto, a sole quattro fermate di tram dalla Piazza della Borsa nel centro storico di Bordeaux.

Capisco rapidamente che non si trattava di un banale bed and breakfast aperto a scopi puramenete commerciali bensì di una casa con una numerosa famiglia composta da 9 persone. I proprietari hanno aperto la camera-studio del primo piano al pubblico e offrono il servizio della colazione e della cena agli ospiti che hanno il piacere di soffermarsi qualche giorno. L’accogliente proprietaria sign. Marie-Claude Eymard è una chef di catering a domicilio della cucina tradizionale di questa zona.

Non passa molto tempo dai racconti del suo mestiere ad un invito a cena per la sera stessa nella camera da pranzo di casa sua, ceniamo assieme alla sua famiglia come se ci conoscessimo da sempre, come fossimo veri e propri ospiti.

I suoi piatti, ognuno dei quali accompagnanti da vini della zona e formaggi tipici francesi sono semplicemente deliziosi.

Ma ciò che maggiormente colpisce la mia attenzione nel percepire quale grande passione la lega alla cucina, è la filosofia con cui approccia agli alimenti:  la chef non butta alcuna parte di alcun alimento, conserva e riutilizza tutto per nuove ricette. Mette da parte persino la schiuma del latte che si crea quando lo si scalda, poi la  miscela ad altri ingredienti  ed ecco qui che dalla realizzazione del dolce, si capisce quanto gli scarti diventano indispensabili!

“Questo tipo di approccio al cibo – ci spiega – è un metodo che veniva utilizzato moltissimo tra i contadini e soprattutto nel periodo delle guerre e del dopo guerra quando ogni cosa era preziosa e buttare il cibo era un peccato mortale”. Scopro, infatti, che si tratta di un aspetto legato alle cucine di tutto il mondo, indipendentemente dal paese in cui si sono sviluppate. Dalle bucce di arance possiamo ricavare gustose caramelle, dalle bucce di patate si ottengono ottime patatine croccanti, le foglie esterne del finocchio o le gambe dei broccoli possono trasformarsi in creme prelibate.

Ma come queste ci sono tante altre proposte legate a questo tipo di filosofia.

Riflettendo sull’aumento dei prezzi di oggi sui beni alimentari, il discorso si fa anche economicamente interessante, oltre che politicamente sostenibile. Tutti i prodotti che portiamo a casa sono stati annaffiati, raccolti, trasportati e imballati, come sappiamo attività che inquinano l’aria e intasano le strade.

Perché non ricavare il massimo da ogni alimento e trasformare lo scarto in ingrediente?

L’idea mi ha affascinata, ma navigando su internet scopro che fortunatamente non sono l’unica a esserne colpita e che come dicevo non si tratta di una novità, il cibo viene dalla fame quindi in qualche modo è anche legato alla povertà, nel passato qualsiasi famiglia povera imbandiva la tavola con scarti. E allora quando pesce e carne rappresentavano un costo eccessivo, ecco il “pesce di terra” in realtà finocchio impanato e fritto o il “fegato in agrodolce” che sostituisce la zucca al fegato.

E allora al grido di recuperiamo, non sprechiamo, ecososteniamoci, ecco il bello dei viaggi, si cerca vino e si trova cibo.

Margherita Cuccia

 

Share and Enjoy

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *