30 centesimi. E' il costo per la preparazione e la consegna di un pasto per i piccoli profughi birmani che hanno trovato rifugio a Mae Sot, cittadina al confine con la Tailandia dove sfollati, rifugiati e profughi cercano riparo dalle atrocità del regime birmano.
L'associazione Onlus Aiutare senza confini ha aperto qui nel 2008 una grande cucina centrale dove ogni giorno si preparano 1.600 pasti nutrienti per i piccoli profughi che frequentano le strutture scolastiche della zona. I più fortunati mangiano nelle scuole solo a pranzo nei giorni feriali, mentre chi è rimasto senza genitori o non può essere accudito da loro abita nelle “case studenti” dove si mangia tutti i giorni 3 volte al dì.
Vuol dire 270 euro all'anno per sfamare un bambino che ha vissuto momenti terribili ma che qui può ricominciare a vivere.
Nel settembre 2007, tutto il mondo occidentale si levò a sostegno della rivolta - soffocata con la violenza - dei monaci birmani contro il regime militare. Un'ondata rossa (il colore scelto per manifestare il proprio supporto ai monaci e il dissenso verso la repressione) investì blog, siti, manifestazioni e cortei. Pochi mesi dopo, il ciclone Nargys si abbattè sul questo meraviglioso paese a peggiorare la situazione già difficile. Poi, altri tragici eventi hanno oscurato quelli birmani e sul dramma di questo popolo è tornato il silenzio.
Non per tutti, però.
Il fotoreporter Giuseppe Galimberti dell’agenzia di comunicazione indipendente LibLab, che è stato più volte in Birmania (nel 2007 un suo reportage aveva anticipato la protesta dei monaci), nel corso del suo ultimo viaggio ha esplorato le terre al confine con la Tailandia, nei pressi di Mae Sot.
LibLab ha realizzato con alcune delle sue immagini Burma Kids 2009, un calendario dedicato ai bambini che vivono in questa difficile condizione.
Bambini che lavorano, che pensano con preoccupazione al loro futuro (e presente) ma anche che studiano, giocano, ridono.
Il ricavato delle vendite contribuirà anche quest’anno a sostenere le attività di Aiutare senza confini onlus, per garantire cibo, assistenza sanitaria e istruzione alle più giovani vittime della tragedia birmana.
Un calendario può essere un oggetto bello, e utile, in molti sensi.
http://www.liblab.org/calendari/birmania-2009/






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