
Parte domani da Verona, in occasione del Vinitaly, il Treno de Vino :
"Tre carrozze arredate e dotate di ogni confort,una locomotiva d'epoca, un viaggio esclusivo per centocinquanta passeggeri fra antichi gusti e moderni schermi al plasma".

Parte domani da Verona, in occasione del Vinitaly, il Treno de Vino :
"Tre carrozze arredate e dotate di ogni confort,una locomotiva d'epoca, un viaggio esclusivo per centocinquanta passeggeri fra antichi gusti e moderni schermi al plasma".
L'arazzo di Luca Missoni che riproduce l'etichetta del '56
E' da un po' di tempo che avremmo voluto scriverne, ma sembra quasi esserci sempre meno tempo per fermarsi un poco a riflettere bloccando quella spinta a volare di qua e di là con vorticosa fretta e onnivora voglia "di più".
Parliamo del libro che la famiglia (cantina) Livio Felluga ha voluto per celebrare i cinquant'anni dell'etichetta che ha reso quel vino famoso in tutto il mondo. La carta geografica. La carta geografica che cinquant'anni fa, quando vendeva vino a Milano, l'ora novantaduenne Livio acquistò e volle per l'etichetta da mettere sul vino che veniva dal vigneto appena acquistato e che portava il suo nome. Voleva che fosse chiaro da dove venisse quel vino. Un'idea oggi quasi "banale" o comunque "normale". Ma allora fu un gesto quasi rivoluzionario. E se Milano non era quella di oggi, tantomeno lo era il Friuli!
Il libro è "un viaggio intorno" alla Carta Geografica. Con riflessioni e contributi tutti di altissimo livello: dagli scrittori (Margherita Hack, Gilberto Ganzer, Tullio Avoledo, Furio Honsell, Rinaldo Censi, Mauro Pascolini e Elena Commessatti che lo ha curato) agli autori delle illustrazioni (Tullio Pericoli, Lorenzo Mattotti, Guido Scarabattolo, Gianluigi Toccafondo). Un modo per soffermarsi su una delle più affascinanti astrazioni e rappresentazioni dell'essere umano.


Il 17 marzo è il giorno di San Patrizio, patrono d'Irlanda. La festa è molto sentita dagli abitanti dell'isola che in quest'occasione danno libero sfogo al craic (termine intraducibile che descrive il tipico modo irlandese di divertirsi e di star bene in compagnia) con una lunga serie di iniziative.
Interessante iniziativa, quella di Roma Natura, di mettere in "circolo" idee e manualità tra i parchi (e gli chef e i produttori-agricoltori) di Roma, Milano e Barcellona: tra grandi realtà urbane e culturali, agroalimentari e gastronomiche... Così ieri sera, alla Casetta di Campagna di via Affogalasino, bella realtà nel cuore della Valle dei Casali e in piena Capitale, una squadra di cuochi provenienti da ristoranti che si trovano nei parchi della regione di Barcellona hanno realizzato le loro ricette tradizionali utilizzando i prodotti dei Parchi Romani. Nella foto, le Texturas de Parmesano con anchoa y albahaca: ovvero cialde di Parmigiano con acciughe e basilico, un appetizer di bell'effetto sia visivo che gustativo.
Una iniziativa, questa di Roma Natura, da replicare magari in più ristoranti nei parchi e soprattutto a beneficio dei golosi e appassionati che volessero approfittare per avvicinarsi sia ai prodotti che ai cuochi dei parchi di Roma, Milano e Barcellona. E anche un modo per dimostrare che parco non vuol dire Museo, ma che si tratta di una realtà attiva dove si produce reddito e dove si realizzano anche grandi prodotti di alta qualità.
Dal menu della serata, abbiamo scelto il piatto che più ci ha colpiti e abbiamo chiesto la ricetta agli chef spagnoli...
Iniziato il 28 febbraio scorso, avrà il suo culmine mercoledì prossimo, 7 marzo, al Parco dei Principi di Roma. Parliamo del Festival del Franciacorta, l'evento voluto dal Consorzio di tutela della Docg e che animerà le serate romane fino al prossimo sabato con un ricco calendario di degustazioni. Mercoledì, nell'hotel che ospita i sommellier dell'Ais, ci saranno oltre 30 aziende che offriranno un panorama delle migliori bollicine italiane di qualità, quelle della Franciacorta appunto, che hanno tra l'altro il più severo disciplinare tra i vini rifermentati in bottiglia, anche più dello Champagne.
Per festeggiare insieme questo evento, abbiamo chiesto a Stefano Cerveni - chef e titolare coi genitori del bel ristorante Due Colombe di Rovato, in piena Franciacorta - una ricetta che potesse esprimere quel terroir. E lui, senza nessuna incertezza, ha voluto raccontarci il risotto allo spumeggio. Dove lo spumeggio è appunto tutto a base di Franciacorta.
(nella foto Stefano Cerveni si esibisce nello spumeggio durante la presentazione del suo libro di ricette)
A Parma lo trovi al T Cafè, dietro al Battistero n...
Buonasera, ho assaggiato il succo di pomodoro Ala...
lo voglio!i miei canarini ne andrebbero pazzi!...
Io l'ho sentito oggi su la prova del cuoco e mi pa...
Non è una novità che in Italia si cerchi di soppri...