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Un viaggio
dal Nord al Sud dell'Italia attraverso i racconti e le
parole (e i piatti) dei protagonisti della ristorazione
nazionale. Così si potrebbe definire il DVD
(anzi, i DVD) che riceveranno tutti i partecipanti al
convegno/seminario
dell'11 e 12 ottobre, e che si potrà poi acquistare
con la guida in libreria. |
Date un'occhiata a questa lista:
Arnaldo Caprai
Sagrantino di Montefalco 25 Anni Docg '01
Avignonesi S.p.A.
Vin Santo 1994 – IGT Toscana '94
Az. Agr. Casanova di Neri
SANT'ANTIMO DOC 2001 PIETRADONICE '01
Biondi Santi
Brunello Riserva 1999 Greppo Biondi Santi '99
Ferrari F.lli Lunelli
Spumante Giulio Ferrari 95
Feudi di San Gregorio
Pàtrimo dei Feudi di San Gregorio – Irpinia Rosso IGT '02
Mastroberardino
RADICI TAURASI DOCG '00
Ruffino
Romitorio di Santedame '01
Prima domanda: come la commentereste?
Seconda domanda: quali di questi vini vorreste trovare alla Cena del 10 ottobre?
Uovo di faraona affogato con purea di castagne alla vaniglia, fegato grasso d'oca, ovoli e fondo ristretto di fagiano.
Un piatto fondato su un delicato intreccio di temperature, dove territorio e gioco si alternano divertiti.
Mai piatto fu più indovinato, allora, per esprimere la cifra del suo creatore, Davide Palluda.
Tratti caratteristici: giovane e piemontese.
Se però alla spensieratezza della gioventù («La sera amavo uscire, ho una vera passione per la bicicletta e per le vecchie vespe e sul lavoro ero molto discontinuo. A volte attaccavo il cartello "oggi chiuso" all'ingresso per riuscire ad avere del tempo per me» racconta) ha dovuto in parte rinunciare per perseguire la sua brillante carriera di chef, al territorio non abdica, né in senso geografico, visto che dopo diverse esperienze anche all'estero, in Germania e in Alsazia, è tornato nel “suo” Roero, a Canale (CN) dove ha aperto un ristorante in quello che era stato il suo asilo d'infanzia, né per quel che concerne la sua filosofia di cucina: lui si definisce infatti “territorialista”.
Ma territorio vuol dire per forza tradizione e immobilismo? No, secondo lui, perché «è la cultura contadina, che non è statica, la vera base della cucina di territorio».
E voi, cosa ne pensate?
D'altra parte territorio pe lo chef non vuol dire solo Piemonte, ma anche piemontesi, ovvero gli chef suoi corregionali, a partire da Davide Scabin, che vorrebbe un po' come capofila.
Ma cosa ne pensa lo chef del resto d'Italia e d'Europa? «adoro la Catalogna ma non invidio il boom della cucina spagnola. Immagino tra dieci anni un'Italia forte e con un deciso ruolo internazionale, perché credo nella crescita del sud».
Che cosa chiederete o vorreste chiedere a Davide Palluda il 12 ottobre?
"Il piatto deve essere fatto alla perfezione. Non permetto lo sbaglio."
"Quando sto con certi ingredienti è bellissimo (…). Ci vorresti pure parlare, alle volte."
La manifestazione che il Gambero Rosso sta organizzando per i prossimi 10,11 e 12 ottobre ha uno scopo ambizioso, lo ammettiamo: mettere a confronto grandi chef ormai ai vertici della ristorazione italiana e giovani talenti pieni di entusiasmo, ma anche giornalisti italiani e stranieri, e soprattutto il pubblico – addetti ai lavori, esperti, appassionati – per parlare insieme di cosa vuol dire fare cucina, oggi.







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