Domenica 03 Gennaio 2010 09:37

Dove vanno in vacanza gli chef?

Finito finalmente il tour de force di molti ristoranti, finalmente per loro intendo e il tanto agnonato riposo.

Ci sono state giornate come capodanno dove alcuni locali hanno lavorato fino alle 5 del mattino per riaprire dopo poche ore e riorganizzare il pranzo del primo gennaio.

E adesso? E adesso ferie. Ma dove vanno gli chef in vacanza?

Facebook che ormai è diventato anche un notiziario quotidiano racconta numerose partenze e tra le tante mete ho letto e sentito molto parlare del Giappone, oltre che New York e le località sciistiche ovviamente.

Ma un cuoco come viaggia? Con quali strumenti intraprende il suo viaggio e soprattutto con quali "papille gustative"?

Me lo chiedo perchè immagino il loro approccio alle cucine del mondo, come un approccio scientifico, culturale e di confronto. Secondo me un cuoco che viaggia all fine poi, cucina meglio,

Il cuoco deve viaggiare insomma.

Mi piacerebbe parlarne proprio con loro infatti, con i cuochi.

Immagino dopo tutti i convegni come "Lo mejor de la gastronomia", "Identità golose" o "Squisito", un convegno dove i cuochi non cucinano ma raccontano e non raccontano la loro cucina, bensì raccontano quella degli altri.

In passato noi provammo ad organizzare "Dire, Fare Mangiare" un momento interessante dove grandi chef raccontarono se stessi, ma oggi sarebbe bello aspettare gli chef al ritorno dalle loro ferie per farci raccontare, quando viaggiano, dove vanno a mangiare, cosa scelgono, cosa portano in valigia quando tornano.

E poi? Beh ... poi inventare una guida: "Dove vanno in vancanza gli chef". Una guida di carta e multimediale, magari corredata dalle ricette che nascono dopo i viaggi, con le foto, gli schizzi e le idee.

Non sarebbe bello? Esiste un libro che abbiamo anche recensito in passato, un libro spagnolo con i ristoranti dove mangiano gli chef, ma io penso ad un progetto più ambizioso, una guida scritta a 4 mani con ciascuno chef.

Gli chef poi sono persone incredibili il più delle volte, filosofi, fotografi, poeti e naturalmente abili conoscitori e meravigliosi manipolatori di materie prime e ingredienti e quindi conoscitori esperti di territori e storie. Metto questo sogno nel cassetto dunque e nel frattempo auguro a tutti gli chef le meritate vacanze e un 2010 di veri successi.

 

Commenti (8) | Commenta
 

è vero ,capita sempre piu' spesso organizzare una vacanza pensando al lavoro, assaggiare nuove cucine, conoscere nuovi locali e nuove culture.
per quanto mi riguarda ora mi ritiro sul lungomare laziale specialmente d'inverno, ma appena posso mi ricarico in Alto Adige, li prendo molte idee e molti spunti anche a livello organizzativo.
Poi ogni tanto un po' di estero, ma li da concordare con la famiglia.
mi ricordero per sempre un viaggio in una palude messicana di 6 ore d'auto per mangiare aragoste.....be da quella volta non ne ho piu mangiata una.
complimenti Nerina e buon lavoro

 
 
 

Caro Dino che bello il tuo contributo. Mi piace anche il punto di vista dello spunto a livello organizzativo, è vero bisogna guardare e osservare per capire i modelli efficienti, il lavoro della ristorazione è fatto molto di questo: il giusto numero di persone in cucina o in sala, gli orari, i tempi di attesa tra comanda e arrivo del piatto in tavola, la gestione delle comande in cucina, i compiti dei capo partita, le fatture, i fornitori, le pulizie ... a volte finiamo per pensare che sia solo cucinare ... ma non è affatto così ...

...Bello il quadretto poi tuo e della tua famiglia alla ricerca dell'aragosta messicana ... ma alla fine era buona?
...non ne mangi più perchè temi il confronto?
un caro saluto
nerina

 
 
 

buona , ma non da ricordarla per il sapore ma per la quantita', con pochi dollari ne abbiamo mangiata talmente tanta che ......non ho piu' sentito il bisogno di assaggiarne...
spero che altri colleghi ci raccontino le loro esperienza.
un abbraccio dino

 
 
 

l idea del libro e fantastica e avresti tante adesioni da parte di cuochi e gastronauti......per quanto riguarda me ogni viaggio ,durante la sua pianificazione ,comprende insieme alla scelta dell albergo ,un luogo che abbia una cultura gastronomica affascinante e qualche bella tavola perche no..piccoli stage seduti a tavola;..con stima ps molto carina la storia di dino
:)

 
 
 

grazie simone!

 
 
 
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Eccoci qui Nerina,e da un pò che non scrivevo sul tuo blog....anche se mi hanno riferito che arrivano ancora messaggi per i video(Grande NERINA)
Su questo post si potrebbe scrivere un capitolo intero...ma cercherò di essere breve.
Le tanto aspettate ferie,per tanti collegni sono arrivate,qualcuno già le ha fatte...anche se poi parlare di andare in vacanza,è sempre soggettivo...
Ad ogni modo,per quel che riguarda me e altri colleghi io cerco sempre di visitare post nuovi,possibilmente con il mare,ma sempre con la deformazione professionale...ossia...cercare prodotti nuovi,tecniche nuove,colleghi nuovi......
Io amo tanto viaggiare...per lavoro...per piacere,e torno sempre più carico per il mio lavoro.è questa la mia ispirazione,che a differenza degli scrittori o artisti che si rinchiudono quasi in una vita eremita,io devo stare a contatto con la gente ed i prodotti del posto...
Per quanto rigurda la guida la trovo veramente un ottima idea....hai colpito nel segno....chi conosce posti e cucine di tutto il mondo più degli chef?
Con questo chiudo e ti saluto,ricambiando i tuoi auguri...
Chef Bartolo

 
 
 
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Grazie Nerina per questo spazio e per l idea, a mio avviso geniale. Capita spesso di imbattersi in ristoranti piu o meno conosciuti, in dolce compagnia, o semplicemkente in avanscoperta. Devo ammettere che difficilmente riesco a rilassarmi fino infondo, e cibarmi semplicemente, guardo tutto dalle posate alla tovaglia, alla cortesia del cameriere ai vari tipi di pane che vegono serviti. Parto sempre con uno spirito di curiosità gioiosa e infantile. ho sempre un approccio da contenitore vuoto , da riempire con nuovi spunti e nuove possibilità. Cita un famoso cartoon "QUANTE CONBINAZIONI POSSIBILI!!!", e si e proprio vero , quante magie e quanti colori. Nel mio ultimo viaggio, VACANZA/LAVORO oltreoceano, ho riportaro con me , nella mia valigia invisibile, appunto nuovi colori, nuove possibilità , che ormai ho fatto mie e applico quotidianamente, anche ( se nasce la necessita), durante la creazione di una nuova ricetta, perche e' con me il ricordo di quel mare , quei orizzonti , e quella brezza leggera che mi fà sorridere ancora durante una julienne.
Un abbraccio
Davide.

 
 
 

Vorrei ringraziare particolarmente Bart e Davide per i loro interventi, sono chef in continuo movimento che si migliorano, viaggiano, sperimentano, due persone da conoscere e stimare.
Vi abbraccio anche io, buon lavoro, buon tutto!

 
 

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  • nerina su Dove vanno in vacanza gli chef?:
    Vorrei ringraziare particolarmente Bart e Davide p...
  • DAVIDE MAZZA su Dove vanno in vacanza gli chef?:
    Grazie Nerina per questo spazio e per l idea, a mi...
  • Chef Bartolo su Dove vanno in vacanza gli chef?:
    Eccoci qui Nerina,e da un pò che non scrivevo sul ...
  • nerina su Dove vanno in vacanza gli chef?:
    grazie simone! ...
  • simone su Dove vanno in vacanza gli chef?:
    l idea del libro e fantastica e avresti tante ades...

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