Ecco la giornata di un giovane chef italiano in stage negli States a Chinatown.
Il suo palato è da chef, ma anche il suo sguardo, il suo incedere, il suo linguaggio. Il suo compito è capire e conoscere i luoghi sotto un punto di vista gastronomico, quello delle tradizioni, quello dei trend, capire chi sono gli americani di oggi e cosa succede in queste città. Lui lo sa, questo è il suo compito: mangiare.
Cominciamo però con il dire che è il capodanno cinese e che le strade sono gremite di persone in attesa della grande parata, c'è un sole da fare invidia ad una città italiana del sud a giugno e in questa zona non sembra nemmeno di stare a New York.
I bambini hanno i vestiti tradizionali e gruppi di commercianti cinesi si preparano con cartelli e stendardi, ma le bandiere che sventolano sono sempre due: quella giapponese e quella a stelle e strisce.
Nell'attesa dei carri allegorici il nostro chef entra in una pasticceria cinese la TAI PAN BAKERY su Main Street.
Il posto sembra un paradiso di dolci e pane e torte etnici, che raccontano così tanto delle tradizioni e dell'infanzia di paesi lontani. Eccolo lì che si perde nella vetrina e nota il via vai numerosissimo di clienti quasi tutti cinesi.
Ordina un Bubble Tea e alcuni biscotti generosi nei grassi e molto gustosi.
Il Bubble Tea è un the scuro con all'interno latte e palline di tapioca. La cannuccia con la quale si beve questo the è abbastanza grande per lasciar passare queste palline di tapioca che ti arrivano in bocca con tutta la loro strana consistenza molle e scivolosa.
Fuori c'è il sole, ma la temperatura non è altissima e il Bubble Tea è stato proprio una buona idea.
Lo chef pensa di riproporlo nella casa di studenti dove vive anche con alcune varianti. Effettivamente se cercate su Internet qualcosa al riguardo troverete tantissime ricette asiatiche su questa bevanda.
A questo punto immediatamente accanto alla pasticceria è ora di visitare l'emporio cinese che ospita il ging-sen più caro d'america.
Basta guardare i prezzi sui barattoli delle spezie... pazzesco costa più dell'oro ...e forse allunga la vita.
L'emporio è incredibile c'è davvero di tutto, dai semi, alla frutta secca, ai prodotti liofilizzati fino a tutti i tipi di ciotole, bicchierini e piattini.
Dopo una lunga passeggiata è ora di andare a pranzo e quindi opta per il famosissio Great N.Y. Noodle Town.
Come direbbe il New York Times, avere la parola Great nel nome del ristorante non depone esattamente a favore di quest'ultimo e invece in questo caso nomen omen est.
Il posto è piccolissimo, pochi tavoli e una fila immensa di persone in attesa. Non si accettano carte di credito e soprattutto non si servono alcolici perchè non hanno la licenza che forse sarebbe troppo costosa.
Il nostro chef ordina una zuppa dall'aspetto relativamente gradevole, ma dal profumo inebriante. La migliore in assoluto: la zuppa di noodles ovviamente.
Poi sono da non perdere l'anatra e il maialino cotti secondo la tradizione cantonese per ore e giorni.
Lo chef si attarda e comincia una conversazione con un signore seduto accanto a lui (praticamente allo stesso tavolo) quest'ultimo è spesso in questo posto e consiglia di assaggiare anche i gamberi croccanti e il riso cantonese e qualche altra pietanza di eccellente seafood.
Alle sue spalle persone in attesa, il cameriere cinese e che parla solo cinese, gli fa però un cenno eloquente e gli porge un foglietto con il conto, il suo turno è finito: avanti il prossimo.
- Tai Pan Bakery - 37-25 Main St., Queens, NY 11354 nr. 37th Ave
- Great N.Y. Noodle Town - 28 Bowery, New York, NY 10013 at Bayard St
FOTO : mie ... cioè di Nerina Di Nunzio - rese belle dal pacthwork di Chiara Buosi (grazie Chiara e grazie Thomas per l'ispirazione :)









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