Venerdì 12 Marzo 2010 19:05

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Ecco la giornata di un giovane chef italiano in stage negli States a Chinatown.

Il suo palato è da chef, ma anche il suo sguardo, il suo incedere, il suo linguaggio. Il suo compito è capire e conoscere i luoghi sotto un punto di vista gastronomico, quello delle tradizioni, quello dei trend, capire chi sono gli americani di oggi e cosa succede in queste città. Lui lo sa, questo è il suo compito: mangiare.

Cominciamo però con il dire che è il capodanno cinese e che le strade sono gremite di persone in attesa della grande parata, c'è un sole da fare invidia ad una città italiana del sud a giugno e in questa zona non sembra nemmeno di stare a New York.

I bambini hanno i vestiti tradizionali e gruppi di commercianti cinesi si preparano con cartelli e stendardi, ma le bandiere che sventolano sono sempre due: quella giapponese e quella a stelle e strisce.

Nell'attesa dei carri allegorici il nostro chef entra  in una pasticceria cinese la TAI PAN BAKERY su Main Street.

Il posto sembra un paradiso di dolci e pane e torte etnici, che raccontano così tanto delle tradizioni e dell'infanzia di paesi lontani. Eccolo lì che si perde nella vetrina e nota il via vai numerosissimo di clienti quasi tutti cinesi. 

Ordina un Bubble Tea e alcuni biscotti  generosi nei grassi e molto gustosi. 

Il Bubble Tea è un the scuro con all'interno latte e palline di tapioca. La cannuccia con la quale si beve questo the è abbastanza grande per lasciar passare queste palline di tapioca che ti arrivano in bocca con tutta la loro strana consistenza molle e scivolosa.

Fuori c'è il sole, ma la temperatura non è altissima e il Bubble Tea è stato proprio una buona idea.

Lo chef pensa di riproporlo nella casa di studenti dove vive anche con alcune varianti. Effettivamente se cercate su Internet qualcosa al riguardo troverete tantissime ricette asiatiche su questa bevanda.

A questo punto immediatamente accanto alla pasticceria è ora di visitare l'emporio cinese che ospita  il ging-sen più caro d'america. 

Basta guardare i prezzi sui barattoli delle spezie... pazzesco costa più dell'oro ...e forse allunga la vita.

L'emporio è incredibile c'è davvero di tutto, dai semi, alla frutta secca, ai prodotti liofilizzati fino a tutti i tipi di ciotole, bicchierini e piattini.

Dopo una lunga passeggiata è ora di andare a pranzo e quindi opta per il famosissio Great N.Y. Noodle Town.

Come direbbe il New York Times, avere la parola Great nel nome del ristorante non depone esattamente a favore di quest'ultimo e invece in questo caso nomen omen est.

Il posto è piccolissimo, pochi tavoli e una fila immensa di persone in attesa. Non si accettano carte di credito e soprattutto non si servono alcolici perchè non hanno la licenza che forse sarebbe troppo costosa.

Il nostro chef ordina una zuppa dall'aspetto relativamente gradevole, ma dal profumo inebriante. La migliore in assoluto: la zuppa di noodles ovviamente.

Poi sono da non perdere l'anatra e il maialino cotti secondo la tradizione cantonese per ore e giorni.

Lo chef si attarda e comincia una conversazione con un signore seduto accanto a lui (praticamente allo stesso tavolo) quest'ultimo è spesso in questo posto e consiglia di assaggiare anche i gamberi croccanti e il riso cantonese e qualche altra pietanza di eccellente seafood.

Alle sue spalle persone in attesa, il cameriere cinese e che parla solo cinese, gli fa però un cenno eloquente e gli porge un foglietto con il conto, il suo turno è finito: avanti il prossimo.

  chinaBott.jpg- Tai Pan Bakery - 37-25 Main St., Queens, NY 11354 nr. 37th Ave  

- Great N.Y. Noodle Town  - 28 Bowery, New York, NY 10013 at Bayard St

FOTO : mie ... cioè di Nerina Di Nunzio - rese belle dal pacthwork di Chiara Buosi (grazie Chiara e grazie Thomas per l'ispirazione :)

Sabato 06 Marzo 2010 17:08

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La storia di Tony May è la storia di un vero ambasciatore della cucina italiana negli Stati Uniti.

Il suo ristorante San Domenico a New York Central Park South sin dal 1988 ha segnato gli standard della cucina italiana contemporanea in America, come recita il bellissimo sito.

Ma basta chiedere a chiunque si occupi di cibo e vino da almeno 20 anni e la conferma è immediata e arricchita di meravigliosi aneddotti e racconti interessanti su Tony e la sua straordinaria capacità di comunicare e di fare della cucina italiana una vera bandiera per il nostro paese.

L'ho conosciuto Tony, sorridente e di poche parole lapidarie, alto e di un'intelligenza fuori dal normale, l'ho conosciuto nel suo nuovo SD26 a Madison Square Park, dove dal settembre 2009 accoglie i New Yorkesi attraverso il tocco gentile e super professionale dello Chef Odette Fada che lascia esprimere a tutti gli ingredienti le loro caratteristiche con intensità e creatività. Lo Chef de Cuisine è Matteo Bergamini.

Il nuovo SD26 è stato disegnato dall'architetto Massimo Vignelli e ospita opere della grande artista delle fibre  Sheila Hicks. Immensi gomitoli di lana che adornano il soffitto del ristorante e  masse di fili colorati sulle pareti della lounge del Wine Bar : di forte impatto

Tra i piatti proposti, Indimenticabile l'uovo in raviolo (soft egg yolk filled raviolo with truffled butter) e ottima la wild bass acquapazza, zucchini tomato and "fregola sarda". Ma il menu è tutto da scoprire e vi rimando almeno per una lettura QUI.

Dolci incredibili per tutti i gusti, solo per citarne alcuni vale una menzione la barra di nocciola e cioccolato con emulsione di arancia, la polenta con la pera e il caramello e la torta di mele al contrario assolutamente da non perdere.

Staff di cucina tra i migliori, grande affiatamento di squadra e vero stacanovismo. Bravi.

Per la lista dei vini è necessario però un post a parte e quindi rimandiamo anche e soprattutto perchè dovrei parlare dei Sommelier, di Stefano Milioni e del nuovo e incredibile sistema tecnologico che ha escogitato per stupire i clienti e permettere loro di scegliere tra centinaia di etichette divertendosi.

Volevo però aggiungere una nota sul coraggio, l'umanità  e la capacità imprenditoriale che Tony May ha dimostrato dopo l'11 settembre, giorno in cui ha perso ben due ristoranti all'interno del World Trade Center e molti affezionati dipendenti. Leggete la sua storia, ne vale la pena.

A New York SD26 sta diventando un posto imperdibile, se passate di lì vi consiglio di prenotare in anticipo, anche se si tratta di un ristorante a tre piani, è sempre pieno.

Buon viaggio. E grazie Tony.

SD26, Madison Square Park, 19 East 26th Street - New York 10010 - tel 212 265 59 59

Giovedì 04 Marzo 2010 21:20

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Si, sono proprio loro gli stessi della "Sora Lella il ristorante dell'Isola Tiberina" tanto amato a Roma, sono loro e da sei mesi sono sbarcati negli Stati Uniti.

La loro missione, quella della famiglia Trabalza, è portare la "romanità" in America, proprio così portare Roma con il suo spirito e la sua cucina agli americani.

Devo dire che stanno davvero riuscendo nel loro intento, il locale è molto accogliente, non grande ma ben pensato con una bella vetrata su Spring Street ,anche se non esattamente al centro di Soho.

All'ingresso vi accoglie il bancone del bar e tutt'intorno sui muri le foto della Sora Lella, Elena Fabrizi (sorella di Aldo Fabrizi) celebre attrice di molte pellicole che ormai hanno fatto la storia del cinema italiano e ristoratrice coraggiosa che in piena guerra mondiale nel 1943, decise con il marito di aprire un ritorante nel cuore di Roma.

(Da leggere QUI la bella storia della Sora Lella raccontata in un articolo de "La Cucina Italiana" del 1961.)

A New  York (ECCO IL SITO:  www.soralellanyc.com/ ) ci sono Mauro Trabalza, Simone Trabalza e Fabio Maltese hanno pensato un menu tutto romano con ogni sorta di piatto della tradizione e anche qualche piccola variante.

Dovreste avere la fortuna di assaggiare i loro carciofi fritti e la pasta all'amatriciana, davvero squisiti.

Per l'intero menu vi rimando al loro sito,  potete cliccare QUI 

Da notare l'ottimo happy hour aperitivo dalle 5.00 PM alle 7.00 PM che ha stupito i newyorkesi perchè il cibo servito con gli aperitivi è assolutamente gratuito o meglio compreso nel costo del cocktail, usanza assolutamente italiana e lontanissima dalla mentalità americana che ti fa pagare singolarmente tutto ciò che chiedi e non solo a New York (stesso trattamento per esempio anche a San Francisco e Chicago)

Il locale è anche il ritrovo del Roma Club New York, ebbene si ,un covo di romanisti oltre che di romani dove poter vedere le partite, tifare a squarcia gola, comprare il cappellino o sottoscrivere la tessera del club.

Sora Lella NYC è anche su Facebook.

... E quindi? Forza Roma, città e squadra.

Sora Lella  300 Spring St - NY  - 212 366 47 49 (Cross Street:  Hudson & Renwick Sts)

Lunedì 22 Febbraio 2010 00:55

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Il complesso di questo mercato fu costruito nel 1890 per la New York Biscuit Company un gruppo di 8 panetterie (bakeries) riunite.

Il complesso divenne ancora piu' grande ad opera di Albert G. Zimmermann che tra il 1905 e il 1912 aggiunse una serie di strutture di mattoncini arancioni molto caratteristiche.

Se siete curiosi trovate l'intera storia qui. (con foto attuali)

Oggi e' sede di un bellissimo mercato coperto dove trovare ogni sorta di leccornia, dai dolci e  biscotti appunto fino ai vini, alla cucina etnica e ai negozi di frutta, verdura e cioccolato.

Ci sono anche piccoli negozi di abbigliamento e molte zone dove sostare per assaggiare qualcosa o stare in compagnia nel quartiere.

L'indirizzo preciso e' 75 9th Avenue e vale una visita. Il sito ufficiale e': http://www.chelseamarket.com/

Il mercato e' anche sede del fortunato canale tematico americano Food Network (avete presente il programma Iron Chef?) e ospita la famosa bakery Amy's Bread dove si consiglia di fare la prima colazione (!)

Si ringrazia Silvia per il prezioso consiglio : )

Sabato 20 Febbraio 2010 14:34

New York City ore 08 24 AM

Arrivati ieri nel pomeriggio a JFK immerso nel sole. Sulle strade poca neve e solita grande emozione quando si comincia a scorgere lo skyline.

Come e' inevitabile tra noi si ricorda il giorno delle due torri e ci sembra ancora incredibile.

Traffico nella norma, tanto che ci sembra di arrivare downtown prima del solito, ma e' venerdi'.

Siamo stanchi, abbiamo notato alla dogana una gentilezza e accoglienza rinnovata, sara' la crisi ... Gli americani accolgono i visitors a braccia aperte o quasi ...

Severissimi controlli come sempre, ma anche sorrisi e battute. Bene, grande mela eccoci qui.

Oggi in programma un paio di riunioni, sopralluogo al nostro nuovo ufficio (piu' piccolo, ma in ottima posizione ) e aggiornamento sui trend food and wine come di dovere, tanto che prevediamo una visita a Chelsea Market anche per vedere gli studi televisivi di Food Network.

A piu' tardi per i dettagli.

Nerina

PS: per i nostri prossimi eventi visitate www.gamberorosso.it/USA



 

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