Mercoledì 01 Settembre 2010 17:20

img_towel__V188696013_.png* foto da Amazon.com

" Quasi quasi mi compro un kindle" pronuncio questa frase subito dopo il pranzo in ufficio e Giuseppe che lavora con me, mi guarda e mi risponde: "Neri ma è ancora estate ... il kinder  ce lo compriamo d'inverno... e lo mangiamo dopo il caffè" : )

Ha ragione Giuseppe, a volte penso ad alta voce e fuori tema ... ma dopo aver letto dell'ultima versione di Kindle disponibile su Amazon mi sono quasi decisa.

Perchè? Perchè kindle è un lettore eBook, si è un lettore e basta. I libri te li puoi leggere e trasportare ovviamente. Non è un iPad, un non so che, non è un mezzo telefono e un mezzo telecomando, non è un computer o un oggetto di design, è semplicemente un lettore.

Evviva la chiarezza della destinazione d'uso! O no?

Qualche giorno fa leggevo sul Sole 24 Ore che il nuovo modello di Kindle è già tutto esaurito (e ci credo), costa la metà delle versioni precedenti (139 dollari il basic contro i 400 di un tempo e contro i TOT di iPad ...), è più bello, più leggibile, piu' leggero, ma io sono sicura che il suo successo derivi  proprio dalla sua specifica vocazione, chiara, inequivocabile e davvero utile.

A me un lettore servirebbe proprio, potrei mettere in cantina il milione di libri che affolla la mia casa, meno polvere, meno peso, meno disordine.  Potrei per esempio viaggiare con il bagaglio a mano sempre (anche perchè i libri mi piaceranno sempre ... quale cantina, chi li molla?).

E poi visto che offerta c'è su Amazon?! C'è solo l'imbarazzo della scelta.

Guardate per esempio, per noi FOODIES,  alla voce Cooking Food and Wine  ci sono migliaia di titoli e le sottocategorie sono tante e ben organizzate: Canning & Preserving, Cooking by Ingredient, Culinary Arts & Techniques, Drinks & Beverages, Gastronomy, Meals, Natural Foods, Oudoor cooking, Professional Cooking. Quick & Easy, Reference, Regional & International, Special Appliances, Special Diet, Special Occasions, Vegetables & Vegetarian.

Il collegamento 3G poi è gratuito in tutto il mondo per il dowload di libri.

La batteria? Quella dura un mese se non accendi il WiFi e in questo caso, dura una settimana. 

Non è retroilluminato e lo puoi leggere persino in spiaggia sotto il sole.

"Eh si, però non è a colori" mi ha detto Franco.

embè ho pensato io ... non sono mica indispensabili i colori.

Insomma che ne dite lo compro? 

E poi, che ne direste dei libri di ricette e dei saggi del Gambero Rosso anche in inglese per Kindle?

 

Martedì 31 Agosto 2010 12:58

Sul Corriere della Sera di qualche giorno fa Agostino Gramigna ci regalava uno spaccato sociale sui 50enni di oggi, che si vestono e si comportano come se avessero 30 anni o anche meno.

Dall'esempio a tutti noto dell'attore Christian De Sica, destinato, per motivi di lavoro a detta sua, a fare il finto giovane, alle tendenze dettate dalla moda, emerge un profilo di 50 enne vestito fuori luogo.

Leggings, gonne troppo corte, braccialetti colorati ... Per non parlare dei bermuda anche la sera a cena o per entrare in un club discoteca. 

Oltre ai vestiti, anche i consumi in tecnologia e l'esposizione ai media, secondo le fonti citate dal giornalista, sono gli stessi di un target più giovane e in questo caso addirittura dei 14enni. Insomma, i 50enni si vestono e "stanno" su Internet tanto quanto e nello stesso modo dei loro figli adolescenti.

A questo punto e su suggerimento di una persona a me molto cara, mi è sorta spontanea una domanda: ma se i 50enni si comportano così nell'abbigliamento e nel rapporto con l'innovazione,  come dei  30enni o peggio dei 14enni,  come si comportano a tavola?

Come mangiano i 50enni, come i giovanissimi?

Vi giro il quesito e aspetto.

 

Domenica 29 Agosto 2010 12:41

cala frontone medium.jpg

Se arrivi a Cala Frontone e, incuoriosito dai cartelli scritti a mano ,sali una cinquantina di metri attraverso gli scalini scolpiti nella roccia per dare un'occhiata al Museo Etnografico, non torni più giù. Così è successo a noi che, arrivati alle 11 30, siamo andati via alle 15.00.

Dopo aver ammirato i piccoli musei delle tradizioni e della storia di Ponza, ci siamo seduti sotto il pergolato con vista mozzafiato sulla Cala. Nonna Vicenzina aveva appena infornato due crostate, una di visciole e una di fragole, mentre le pentole fumanti della cucina a vista promettevano  una deliziosa zuppa di cicerchie e altre golosità.

Questo non è un ristorante, è un'associazione culturale e l'obiettivo è valorizzare Cala Frontone, farla conoscere e amare sotto tutti gli aspetti.

Prima un aperitivo con i famosi sott'olio del luogo e una birra fresca  e tante foto al panorama, poi due chiacchiere con i vicini di tavolo eppoi ... il pranzo.

Bruschetta di pomodoro (che sa di pomodoro) e mozzarella con basilico fresco e bruschetta di mozzarella e alici. Mezzo litro di vino della casa, una via di mezzo tra il bianco e il rosè, delizioso e beverino.

Zuppa di lenticchie di Ponza ovviamente (spazzolata in un attimo) e polpo con le patate leggermente piccante, cotto nella sua stessa acqua salata, di una consistenza perfetta, morbido e gustoso. 

Crostata di visciole e liquorino di carciofi.

Che meraviglia. Poi ci sono i lettini e le sedie a dondolo per riposarsi all'ombra e la simpatia e l'accoglienza di Gerardo Mazzella che ci ha raccontato la nascita dei musei e l'abbinamento saperi e sapori. 

Volevo rimanere lì a guardare il mare per sempre.

Vincenzina è una donna forte e simpatica, non ha ceduto nulla di cucinato prima delle 13.00, è la regola e ha parlato con noi di Ponza e dell'estate.

Servono ai tavoli 4 ragazze a modo, gentili e probabilmente tutte parenti.

Il pergolato in una mezz'ora - dopo le 13.00 - si riempie, quasi 20 tavoli e mentre verso le 11 30 il personale faceva le scommesse su quante persone sarebbero arrivate, alla fine tutti i tavoli sono occupati.

E' un sabato tranquillo a Frontone, non c'è molta gente, il mare è calmo e luccicante e il cielo è turchese, sembra un sogno.

Gerardo mentre ci saluta e ci da il suo numero di cellulare, ci esorta a prenotare e chiamarlo per qualsiasi cosa, ha un modo di fare diretto e affabile che sembra un dono.

Le tovagliette e le piccole ceramiche che arredano i tavoli sono divertenti e senza pretese, alle nostre spalle una libreria con libri di foto e poesie e più di un binocolo per guardare lontano.

Nel menu scritto a mano e coloratissimo ci sono i commenti dei Vip che amano Gerardo e il suo Museo Etnografico "Conte Agostino", tra tutti spicca un bel biglietti di Anna Fendi di cui lui è particolarmente orgoglioso.

Nel menu ci sono anche cenni di storia ponseze ed è piacevole leggere mentre si attende il giusto tra una portata e l'altra.

Anche il conto è stato onesto e l'arrivederci caloroso.

Tornerò senz'altro.QUI le foto

Associazione Culturale Cala Frontone - Museo e Degustazioni - aperto solo a pranzo

04027 Isola di Ponza - LT - Via Frontone - www.assocalafrontone.it

Responsabile Gerardo Mazzella - cell 339 8491446 

Venerdì 27 Agosto 2010 22:05

Quando eravamo piccole mia sorella ed io, una volta al mare, per telefonare ad amici e fidanzatini rimasti a Roma, ci mettevamo in fila alla cabina telefonica vicino casa con parecchi gettoni in tasca ...

La fila era lunga ma poi la conversazione era un piacere, un momento tutto nostro, segreto, nostalgico, certi batticuore ...che meraviglia quella dolce voce lontana da sentire aldilà del filo ...

e adesso?

Beh adesso sembriamo rabdomanti, nel 2010 con i nostri iPhone e i contratti con i grandi operatori, per ricevere o fare telefonate dobbiamo aggirarci per casa o verso il mare cercando magiche zone in cui sia possibile fare una conversazione. La conversazione poi prevede almeno una o due richiamate.

Ma vi sembra possibile?! 

Non so voi, ma io ho passato tutto agosto a combattere con il mio telefono e la periferica (pennetta o chiavetta se preferite) telefonica per collegarmi ad Internet, a volte ci sono volute due ore per scrivere uno di questi post che state leggendo, a volte ho gettato la spugna per caricare anche una solo foto su Flickr.

Ho visto che anche qualcun'altro su Facebook si lamentava delle varie pennette telefoniche e della pessima ricezione di linea in Italia, mentre altri in Corsica per esempio sono riusciti a collegarsi ad Internet in un angolo sperduto.

Che paese il nostro, si parlava meglio quando c'erano le cabine ... Alla faccia dell'innovazione. Non siete d'accordo?

Mentre mi lamentavo, ho ricevuto in prestito dalla mia vicina di ombrellone una copia  di Vanity Fair dei primi di agosto dove ho trovato un articolo di RIccardo Luna così intitolato: "Aiuto! Non funziona più il cellulare."

Ebbene: Signore e Signori la notizia è che la rete non ce la fa più. E il Garante delle Comunicazioni Calabrò lo aveva giù  annunciato ai primi di luglio. Siamo troppi e tutti al telefono.

Il problema non è la mancanza di servizio, il servizio c'è ma è stato pensato per un numero di collegamenti molto inferiore ...

Vi riporto qui le dichiarazioni di Calabrò prese da Adnkronos il 6 luglio 2010: ''L'Italia - spiega Calabrò - è il secondo Paese europeo per diffusione della banda larga mobile. Ma se non interveniamo rapidamente, con il tasso attuale di diffusione degli smartphone, la nostra rete mobile rischia il collasso"

Quindi?

Quindi ...Huston abbiamo un problema.

Mercoledì 25 Agosto 2010 10:44

Il mio migliore amico, homo tecnologicus per eccellenza, giovane imprenditore coraggioso, babbo felice di due splendide creature e (esageriamo) grande esperto di vini, ha acquistato in sequenza tutti i prodotti Apple prima del tempo: iPhone ultimo modello, iPod Nano Video e ovviamente iPad.

Per quest'ultimissimo acquisto lo invidio bonariamente, ormai lo posseggono in tantissimi, ma lui deve essere stato proprio il primo, se non il secondo e ha così sviluppato una dimestichezza d'uso che fa di lui il mio punto di riferimento.

Dopo aver acquistato iPad ad una mia precisa domanda risponde di non essere mai stato più in edicola ... Mi sono spiegata? Mai più. Compra e scarica tutto dall'Apple Store e nell'oridne, dal nostro ultimo aggiornamento, è abbonato a: La Repubblica, il Corriere della Sera e l'Unità.

Mi ha anche spiegato, per esempio, che confrontando i tre, solo quest'ultima ha realizzato una vera e propria applicazione navigabile per iPad mentre gli altri due restano versione elettroniche di quanto già disponibile sulla carta, certo con qualche chicca in più ma uguali alla carta  e che per questa ragione L'Unità è per lui, ora, la più facile da navigare, la più utile e la più interessante.

Lo so non avendo il giocattilino, forse sto parlando a sproposito, ma vorrei avvisare gli editori che non basta realizzare la versione elettronica delle loro testate per stare al passo con i tempi.

Le nuove tecnologie richiedono nuovi prodotti e nuovi sforzi. Realizzare un prodotto editoriale per iPad richiede una strategia specifica perchè il prodotto deve essere più ricco e più complesso, insomma il prodotto deve valere di più.

Ci vogliono più foto, più video, più lavoro, se in un giornale qualsiasi basta il pezzo di media lunghezza e una foto esplicativa ,per iPad ci vogliono gli approfondimenti. E non sto parlando di semplici link, modello internet, sto parlando di lavoro aggiuntivo da parte dei giornalisti, sto parlando di maggiori acquisti di foto, di maggiori investimenti per corredare i prodotti di applicazioni interattive.

iPad non rende solo l'esperienza più bella a livello estestico o più divertente o più emotiva, la deve rendere più utile. Il giornale o la rivista deve poter essere selezionato e archiviato in ogni sua parte in cartelle, deve poter essere navigabile e condivisibile via e-mail o via social network, deve poter contenere pubblicità video o possibilità di ricerca nei vecchi numeri e così via.

Si discute tanto del futuro dell'editoria e dei modelli di pricing, ma pensiamo al nostro modo di agire quando acquistiamo i prodotti. Non diffidiamo forse dei prezzi troppo bassi? La gratuità, lo sappiamo, si paga e si paga in altro modo.

Il prodotto gratuito è valido solo se trova fonte di reddito altrove, ma il denaro è assolutmanente necessario per adeguare le tecnologie.

I prodotti editoriali sui nuovi mezzi devono avere il giusto prezzo e il giusto prezzo è rappresentato dalla qualità e dai servizi offerti, dalla loro utilità, dal risparmio di tempo che ti permettono di realizzare.  

Sul Sole di Domenica scorsa leggevo poi un bel pezzo di Marcus du Santoy (matematico) che spiega come l'e-book vincente o l'e-product vincente diventi in realtà un video gioco per stupire e intrattenere e come questo mondo degli iPad sia una sfida per esaltare i contenuti.

Però questa sfida, questa sofisticazione dei contenuti deve prevedere degli investimenti, sono investimenti in termini di ore lavoro da parte dei giornalisti, in persone che sappiamo pensare i prodotti editoriali in base ai supporti multimediali e poi in termini di coinvolgimento del pubblico lettore che non è più lo spettatore passivo della TV.

Insomma, se si vuole stare al passo con i tempi, non basta fare versioni iPad dei prodotti editoriali, bisogna creare  nuovi stupefacenti prodotti.

(Dedicato a Claudio)



 

  • Maurizio La Rocca su Quasi quasi mi compro un Kindle:
    Reader, hai perfettamente ragione e credo che ness...
  • Reader su Quasi quasi mi compro un Kindle:
    Nerina, IPAD, Kindle... ma un bel libro tra le man...
  • Edo su Quasi quasi mi compro un Kindle:
    sono d'accordo, quello che non va replicato second...
  • nerina su Quasi quasi mi compro un Kindle:
    la discussione anche se, come dice Edo, è già atti...
  • Edo su Quasi quasi mi compro un Kindle:
    in ogni caso, saluti a tutti e buon divertimento, ...